Ci sono parole che sono silenzi – Pratiche di giustizia femminista

Domenica 24 marzo alle 10:00

Ci sono parole che sono silenzi

Pratiche di giustizia femminista

Lìbrati vi aspetta, domenica 24 marzo alle ore 10:00, per il nuovo appuntamento del gruppo di riflessione politica. In uno spazio di ascolto autentico e condivisione ragioneremo a partire da noi, dalle nostre esperiennze sulle ingiustizie e sulle pratiche femministe che mettiamo in campo.

Questi incontri sono il risultato di un percorso durato un anno a partire dall’esperienza del tribunale delle donne di Belgrado, concretizzatosi con il convegno Un passo avanti svoltosi il 16 settembre. Per essere informate sul lavoro svolto in questi mesi potete consultare la pagina Giustizia femminista sul sito di Lìbrati, dove ci sono i video degli incontri e i materiali prodotti.

Tutte le donne sono invitate a partecipare, per costruire insieme un percorso di riconoscimento e di pratiche di giustizia femminista.

Qui il testo del progetto nella sua versione iniziale:

Quello che vogliamo creare è un luogo/spazio/progetto femminista di presa di parola e di ascolto, di esperienza e di riflessione sulle questioni che riguardano l’ingiustizia nella vita delle donne declinata nel senso della violenza subita. Ispirate dalle pratiche di giustizia femminista che tante donne hanno agito, intendiamo creare uno spazio che metta in circolo la forza simbolica racchiusa nell’esperienza di ciascuna donna per attuare una trasformazione del reale.

Partendo dal presupposto che la legge è un’ istituzione, per sua natura e per la logica che ne sottende nascita e applicazione, patriarcale, terremo come faro l’idea di giustizia come principio che trova la sua realizzazione nella dimensione del vivere quotidiano e delle relazioni, al di fuori della legge e dei tribunali. Conosciamo il modo in cui i luoghi della legge statale trasformano le esperienze vissute dalle donne, riducendole a vittime se non addirittura a complici degli uomini aggressori, comunque imputate.

Come femministe rifiutiamo questo rovesciamento che reitera sofferenze ed ingiustizie e intendiamo avviare una riflessione collettiva che sia capace di costruire un giudizio politico sulle ingiustizie subite, sul loro senso storico – a partire dalle storie vissute – sul loro senso sociale – partendo dalle relazioni sociali di ciascuna – conoscendo di ogni esperienza personale, quando messa in relazione, il valore politico.

La riflessione si muoverà sotto il segno della giustizia come realizzazione piena della libertà femminile.

Riteniamo incalcolabile il valore delle esperienze delle donne che si fanno testimoni di questo tempo e delle ingiustizie che vivono in quanto donne, conosciamo la capacità che le donne hanno di nominare esperienze fin prima innominabili, di prendere parola sulle loro vite e di farlo con forza e autorità, rendendo queste esperienze un sapere condiviso che le fa prime costruttrici di un mondo nuovo.

Immaginiamo questi nostri incontri, a cui tutte sono invitate, anche nel senso di un tempo di restituzione, restituzione a chi ascolta – consapevoli che il sapere dell’esperienza arricchisce e chiarisce -, restituzione a chi racconta, nel senso di un riconoscimento non contestabile della propria storia e, in questo, forma di riparazione simbolica del vissuto.

Si tratterà di un luogo aperto e libero, in cui ogni donna potrà prendere parola in presenza o per iscritto, testimoniando attraverso la sua esperienza, la forza e la libertà femminili.