Eravamo già distanti – incontro femminista

sabato 5 settembre dalle 16

Associazione Virginia Woolf

Eravamo

gia’

distanti

cosa è stato e cosa sarà:

pensieri e pratiche femministe

nella pandemia

dibattito aperto di condivisione

di riflessioni ed esperienze

con la partecipazione di

Sara Gandini e Tristana Dini

presso: Fornace Carotta –

via Siracusa, 61 Padova

Abbiamo vissuto e stiamo vivendo una situazione difficile ed estremamente complessa.
C’è chi dice che niente sarà più come prima, che questa pandemia non solo cambierà le nostre vite ma ancor più le nostre convinzioni, rimettendo in discussione i valori e la nostra stessa percezione del vivere collettivo. C’è chi sostiene che quanto accaduto abbia segnato una cesura e un cambio di rotta della politica. C’è chi parla di discontinuità e chi invece sottolinea la continuità di scelte e sguardi.
Il nostro incontro vorrebbe tentare di fare una ricostruzione di quanto è accaduto attraverso delle riflessioni che sappiano tenere insieme vita e politica, esperienze individuali e riflessione collettiva. Vorremmo provare insieme ad osservare ciò che è accaduto, il prima e il durante e – magari – immaginare il dopo di questi lunghi mesi.
Il nostro mondo era segnato dalla distanza, non è stata la pandemia ad obbligarci: distanza era infatti lo smantellamento del sistema sanitario che ci ha portato alla situazione drammatica a cui abbiamo assistito. È infatti nelle istituzioni che si crea la comunità, la vicinanza, nelle scuole e negli ospedali, le istituzioni del vivere collettivo. Distanza l’abbiamo vista anche durante la pandemia, la sfiducia che serpeggiava nell’animo di tanti, la polizia ad ogni angolo di strada, non c’è comunità se non c’è fiducia che una comunità sia possibile, fiducia negli altri e il desiderio di costruirla. La drammaticità di quanto accaduto ha messo a rischio cose che davamo per scontate, democrazia, diritti, libertà, parole ora che sembrano aver perso la loro sostanza, e che alcune vorrebbero rideclinare.
Siamo femministe e sappiamo che la comprensione della complessità nasce anche dal confronto tra noi, tra esperienze soggettive e sguardi differenti, perciò rifiutiamo sia le retoriche rassicuranti che raccontano questi mesi come il tempo della cura e della solidarietà, in opposizione al prima, sia le ricostruzioni che vogliono riportare tutto a ideologie, a sovrastrutture, perchè sappiamo che questo significa, irrimediabilmente, perdere la presa sul reale. E noi vogliamo tenerla ben salda, anche quando ci mostra ciò che non vorremmo vedere.
Ci interrogheremo sul nostro stare insieme, sulle relazioni che sono il centro della vita personale e politica, sui conflitti che questa situazione ha mostrato, su quelli che ne verranno esasperati, su cosa significa essere libere, su salute, rischio, democrazia, a partire da noi ma con uno sguardo che ambisca a tenere insieme il mondo e tutte le persone che lo abitano, donne e uomini, bambini ed anziane, ricche e poveri. E lo faremo finalmente in presenza, perchè lo sappiamo, questo sì, con certezza: ci sono tante cose a cui non vogliamo rinunciare e le prime due sono la libertà femminile e le relazioni grazie alla quali essa diventa sostanza nel mondo, trasformandolo.

Sara Gandini, femminista, epidemiologa.

Tristana Dini, femminista e insegnante.

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