Miei cari figli, vi scrivo di Lilia Bicec

Sabato 9 aprile alle 18:00

All’interno di: Consapevolezza femminile nelle scrittrici migranti dell’Est Europa

Lìbrati e Caffè letterario multiculturale presentano:

Miei cari figli, vi scrivo di Lilia Bicec

 

Lìbrati in collaborazione con il Caffè letterario multiculturale è lieta di invitarvi sabato 9 aprile alle 18:00 alla presentazione di Miei cari figli, vi scrivo di Lilia Bicec.

Può una madre abbandonare i figli ed emigrare, sola, in un paese straniero?
Necessità, disperazione, fuga dalla violenza, desiderio di aiutare la famiglia: motivi come questi hanno costretto migliaia di donne a lasciare il proprio paese e prendere la via dell’Occidente.
Questa è la storia vera di una di loro. È la storia del tentativo di piantare le proprie radici in una nuova terra, a volte dura e ostile. È la storia della tenacia della vita e di una nostalgia che è insieme desiderio. Una storia raccontata ai figli lontani per sentirli crescere, per sentirli ridere o piangere. Perché, a volte, solo scrivere la vita può curare la solitudine.

Liliana Bicec nasce in un piccolo paese della Repubblica Moldavia da Eugenia e Michael, ex deportati in Siberia. Studia a Chisinau dove diventa giornalista per giornali e radio. Nel 2000 arriva in Italia lavorando come colf e badante. Nel 2011 ha fondato a Brescia l’associazione italo-moldava di promozione sociale “Moldbrixia”, e in seguito la prima rivista in italiano e rumeno “Moldbrixia news”. Nel 2013 pubblico in italiano “Miei cari figli, vi scrivo”, casa editrice Einaudi.

Collaborazione con il “Giornale di Brescia”, rubrica “Nuovi italiani”. Partecipazione con il racconto “The maize porridge of longing” all’antologia letteraria “Novel of the world”, in occasione dell’EXPO di Milano. Partecipazione con il racconto “Moldova” all’antologia letteraria “La tela di Penelope”. Partecipazione con il racconto “Donne, lavoro ed emigrazione: un esempio dall’Europa dell’Est” all’antologia letteraria “Donna e …”.

Premi per il libro “Miei cari figli, vi scrivo”: “Incontro con l’Autore”. “Scrivere altrove”, “Vittorio Foa”.

«Se fossi una poetessa, dedicherei un’ode alle donne che sono andate a lavorare all’estero. Ma sono solo una madre, come tante, lontana da tutto ciò che per lei è piú caro e prezioso».

Dialoga con lei Cristina Zavloschi, poetessa e scrittrice di origine romena, autrice del romanzo autobiografico “Duemila chilometri dalla libertà”, presidente dell’Associazione interculturale “L’Albero dei desideri” e ideatrice del Caffè letterario multiculturale.

Iniziativa patrocinata dal CIRSIM, Centro di Ricerca interdipartimentale per gli Studi Interculturali e sulle migrazioni dell’Università degli studi di Padova, e all’interno del progetto Infinito Viaggiare  http://www.infinitoviaggiare.it/progetto/.