Recensione del libro

Ocean Vuong di origini vietnamite, si è trasferito quando aveva 18 mesi con la sua famiglia negli Stati Uniti, ad Hardford, nel Connecticut, è stato cresciuto dalla madre, dalla nonna e dalla zia.
La storia – autobiografica – è quella di Little Dog e della sua famiglia traumatizzata dalla guerra del Vietnam. Arrivati del 1990 in America il ragazzo e sua madre Rose di stabiliscono nel Connecticut dove lei mantiene la famiglia facendo manicure e pedicure. Rose soffre di un disturbo da stress post-traumatico che mi manifesta con violenti scoppi di ira verso il figlio alternati a momenti di infinita dolcezza.
Con loro abita la nonna Lan, testimone diretta della guerra: scappata da un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano di lei, ha fatto la prostituta per mantenersi.
Il libro è dedicato a sua madre, questa è la prima nota importante, la seconda – in esergo – una citazione di Joan Didion:
“Voglio dirvi la verità,
e vi ho già parlato dei vasti fiumi”.
Amo tanto questo libro, l’ho letto e poi l’ho tenuto ‘nascosto’ dentro me senza quasi parlarne perché mi tocca da vicino, o almeno così leggo io, del resto non leggiamo e non scriviamo di noi stessi.
Mi ha ricordato, come tenore emotivo, “La vita davanti a sé” di Gary, ho scorto tratti della dolcezza di Momò e Madame Rose, nella rete di relazione famigliari di Little Dog e Lan, soprattutto.
Prima di tutto la scelta della forma epistolare mi ha fatto amare questo libro: è una lettera alla madre, una lunga lettera, chi non vorrebbe scrivere alla propria madre per chiarire, rimettere a posto le cose dette male, per chiarire certi momenti drammatici, o gioiosi, passati sotto silenzio magari.
La scrittura poetica di Ocean rende questa Opera – violenta, estremamente corporale, calda come il sangue che scorre nella vita dei viventi, pulsante come il desiderio acerbo e imperturbabile come la certezza della passione – leggibile voracemente.
“Avrò avuto quattro anni la prima volta che mi ha colpito. Una mano, un lampo, una forma di riconoscimento – badate bene: riconoscimento. La mia bocca una fiamma tattile”. Non ci si aspetti un compendio d’amore, sia chiaro, ma una operazione narrativa che fa del fatto esterno un motivo di elevazione verso un “alto” che Ocean scopre attraverso questo percorso di scrittura, io dubito lo avesse ben chiaro prima, prima del romanzo questo “alto” che lo sovrasta.
Un romanzo che riflette sul senso di appartenenza a un luogo, a un posto – ancora una volta uso questa parola – facendolo sempre partendo da fatti esteriori tangibili, concreti, legati alla vita.
“Che cos’è un paese se non una frase senza confini, una vita? Quella volta dal macellaio cinese, quando hai puntato un maiale arrostito appeso a un uncino. “Le costole sono proprio quelle di una persona vera dopo che vengono bruciate.” Hai fatto un risolino contratto e secco, poi ti sei fermata, hai preso il borsellino con la faccia tirata e hai ricontato quanti soldi avevamo.
Cos’è un paese se non una condanna a vita?”.
Un romanzo che seziona la parola – forse dopo aver sezionato il proprio cuore – “Scusa vale ogni sillaba di prezzo verso di sé concessa dalla bocca. Perché la bocca deve pur mangiare”.
Un romanzo che parla dell’identità e, inevitabilmente, passando sempre dalla parola, dell’amore.
“Non mi piacciono le ragazze”.
Ho preferito non usare la parola pê-dê- dal francese pédé, una contrazione di pédérast. Prima della dell’occupazione francese, il nostro vientamita non aveva un nome preciso per i corpi queer perché venivano considerati fatti di carne e di un’origine sola, come tutti i corpi, e io non volevo presentarti questa parte di me utilizzano una definizione data ai criminali”.
L’aspetto che più mi è piaciuto – forse più della storia d’amore, che c’è, ed è struggente e dolorosa – è la funzione di Little Dog in questa famiglia, ossia quella di tradurre le parole, i costumi, per sua mamma e sua nonna.
Mi ha riportato alla memoria tante cose legate alla mia di famiglia, alla mia di madre che alla presa con una bruttissima malattia, faceva “tradurre” a me le parole incomprensibili e io – tante volte, tante – le traducevo a modo mio, proprio come Little Dog.
“Ti ricordi la mattina in cui abbiamo trovato la scritta FROCIOXSEMPRE scarabocchiata con lo spray rosso sulla nostra porta, dopo che aveva nevicato tutta la notte?
Le piccole stalattiti di ghiaccio catturavano la luce e tutto sembrava aggraziato e sul punto di spezzarsi.
“Cosa significa” mi hai chiesto, tremante e senza cappotto. “Significa ‘Buon Natale, Ma’, ho detto io. “Ecco perché è rossa. Come buona fortuna”.

Dalla quarta di copertina

Little Dog, la voce di questo straordinario romanzo di esordio tradotto in tutto il mondo, ricostruisce in una lettera alla madre la storia della sua famiglia, segnata dalla guerra del Vietnam e dall’emigrazione negli Stati Uniti. Arrivati in America nel 1990, Little Dog e sua madre Rose si stabiliscono in Connecticut, dove lei si mantiene facendo manicure e pedicure. Ma la donna soffre di un disturbo da stress post-traumatico che si manifesta in violenti scoppi d’ira contro il figlio, alternati a gesti di tenerezza assoluta. Con loro abita la nonna Lan, che ha vissuto il dramma della guerra in prima persona: fuggita da un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano, è costretta a vendersi ai soldati americani per mantenersi. Little Dog, crescendo, si fa interprete del dialogo impossibile tra le generazioni della sua famiglia tutta al femminile, unendo due donne che non parlano l’inglese e faticano a integrarsi nella cultura americana. Prendendosi cura degli altri, Little Dog impara a conoscere se stesso, dal difficile rapporto con i suoi coetanei che lo prendono di mira per la sua diversità, fino alla scoperta dell’amore.

Accolto dalla critica come il nuovo grande romanzo americano, Brevemente risplendiamo sulla terra è una straordinaria storia di formazione che, attraverso il legame d’amore tra un figlio e una madre, parla di identità, differenza, di come impariamo ad abitare i sentimenti più grandi.

Un libro sulla forza di raccontarsi per riscattare il silenzio di non essere ascoltati, che rivela l’intensità e la grazia della scrittura di Ocean Vuong.

 

Dettagli prodotto

  • Collana : Oceani
  • Lingua : italiano
  • Anno : 2020
  • Pagine : 292
  • Formato :
  • Prezzo € : 18,00
  • Codice ISBN : 9788834601327

info autrice / autore

Ocean Vuong

Ocean Vuong è nato in Vietnam nel 1988 e si è trasferito negli Stati Uniti nel 1990. Con la sua raccolta di debutto, Cielo notturno con fori d’uscita, ha vinto nel 2016 il Whiting Award. Ha ricevuto inoltre il Pushcart Prize e altri riconoscimenti da: Poets House, The Elizabeth George Foundation, Fondazione Civitella Ranieri, The Saltonstall Foundation for the Arts e Academy of American Poets. Le sue opere di poesia e narrativa sono state pubblicate sul “New York Times”, “The New Yorker”, “Kenyon Review”, “The Nation”, “New Republic”, “Poetry”, “The American Poetry Review”, che gli ha conferito lo Stanley Kunitz Prize for Younger Poets. Cielo notturno con fori d’uscita è stato tradotto in albanese, arabo, bulgaro, cantonese, francese, hindi, spagnolo e ucraino. Il suo primo romanzo è Brevemente risplendiamo sulla terra (2020).