Buongiorno, mezzanotte

Recensione del libro

Riflettendo sulla scrittura Lalla Romano disse “Come uno vive, così scrive”, una definizione esatta per tutti coloro che scrivono, giustissima per Jean Rhys. Come lei vive – tra un bicchiere e l’altro, tra una stanza e l’altra in un altalena di stati d’animo, esaltazione ed amarezza – così scrive con uno stile indomito e squilibrato, un sali scendi la cui bellezza è innegabile ma difficile da definire. In questi tempi letterari in cui la fluidità, l’equilibrio, la costruzione solida rappresentano il metro su cui si fonda il giudizio sulle buone e cattive opere, c’è da ringraziare che ancora qualcuno sfidi il tempo con scritture che, secondo quei canoni, sembrerebbero imperfette. Ed invece eccola la perfezione, Buongiorno mezzanotte (il titolo rimanda ad una poesia di Emily Dickinson) romanzo del 1939 appena pubblicato da Adelphi. Il ritmo della sua scrittura è un cadere e un rialzarsi, la storia quella di una giovane donna sola, solissima, la cui unica compagnia  è quella delle stanze in affitto in cui vive e con cui talvolta si mette a parlare, in una solitudine voluta – solitudine che è libertà – ma anche rifuggita con tentativi più o meno fallimentari di ridurre la lontananza dagli altri. Ci si rialza sempre, ci dice Rhys, e- col senno di poi- forse non ne è valsa la pena. Il punto è che si dimentica tutto troppo in fretta e si ricominicia ogni volta daccapo come se niente fosse accaduto, di male, di bene.

Non è un libro per tutte, per tutti, questo qui. Serve una certa forza. Quella che aiuta, bevendo un pregiato bicchiere di whisky a stomaco vuoto, a restare in piedi.

 

 

 

Dettagli prodotto

  • Collana :
  • Lingua :
  • Anno : 2018
  • Pagine : 169
  • Formato :
  • Prezzo € : 17,00
  • Codice ISBN : 9788845932960

info autrice / autore

Rhys Jean

Scrittrice inglese, nata a Roseau, capitale di Dominica (Piccole Antille), il 24 agosto 1894, morta a Exeter (Devonshire) il 14 maggio 1979. Dopo la morte del padre emigrò in Inghilterra (1910) e si diplomò presso la Royal Academy of Dramatic Art di Londra. Negli anni fra le due guerre, prima di stabilirsi definitivamente in Gran Bretagna, visse per un certo periodo a Parigi, dove ebbe modo di frequentare numerosi circoli culturali e d'incontrare artisti e scrittori, fra i quali J. Joyce, E. Hemingway, e F.M. Ford, cui va il merito di averne scoperto la sensibilità e le doti di fine narratrice.