Recensione del libro

Jojo è un ragazzino tredicenne che vive con i nonni materni. Il vecchio Pop gli ha insegnato tutto della vita: il coraggio, la responsabilità e il saper camminare sempre con la schiena dritta, lui che, da giovane, aveva trascorso anni nella piantagione-prigione di Parchman dove aveva assistito a tutta la violenza di cui è capace l’uomo e visto tutto il dolore che uno sguardo può contenere. La nonna Mam, invece, gli ha insegnato cos’è l’amore, la cura degli altri e in particolare della sorellina Kayla, Mam si augura che un giorno, quando ne sarà privo, Jojo possa ancora dissetarsi a quel pozzo che lei ha riempito fino alla fine , attingendo l’acqua di cui avrà bisogno. La madre di Jojo si chiama Leonie, è una donna disperata che non ha mai trovato pace dopo l’uccisione del fratello Given, e che tenta di placare lo follia di quella morte ingiusta stordendosi con ogni tipo di droga. E’ una madre assente e assente lo è anche il padre – un ragazzo bianco pieno di tatuaggi – prima perchè in prigione a scontare la sua pena e poi per seguire Leonie nella sua lenta caduta che attutisce tutti i dolori.
Vivono a Bois Sauvage, Missisippi, luogo archetipico che accoglie i perduti, vivi o morti essi siano.

Sì, perchè nel libro di Jesmyn Ward protagonisti sono gli spiriti dei morti che parlano ai vivi spingendoli ad agire: lo spirito di Given, il figlio e fratello morto, e di Richie, un ragazzino ucciso nelle piantagioni in cui era imprigionato nonno Pop. Come in Mentre morivo di William Faulkner, a cui il libro chiaramente si ispira, la voce del morto irrompe, recidendo il piano reale, provocando una alterazione della storia, un grido che reclama la sua verità, una verità sulla vita reale che esige di essere detta, ascoltata e, in qualche modo, riscattata. In Mentre morivo – di cui il libro di Jesmyn Ward ripercorre anche la struttura polifonica delle voci e il viaggio che viene compiuto- la voce del morto era quella di Addie, la madre la cui sepoltura era la ragione dell’epico viaggio verso la terra promessa, la terra natale in cui le era stato promesso sarebbe tornata almeno da morta. Anche in Canta, spirito, canta compare nel centro della storia uno spirito che “chiede udienza”. Due storie parallele supportano questa struttura, quella di Leonie e i suoi figli per andare a recuperare Micheal uscito di prigione, e l’altra è la storia di Richie, raccolta prima da Pop e poi ascoltata da Jojo direttamente dalla voce del bimbo che pretende che – ameno sulla sua morte – venga detta la verità, verità conosciuta da Pop.
Le assenze e le presenze si intrecciano in questa storia che porta sullo stesso piano passato, presente e futuro, la storia è la dimensione della contemporaneità e non della successione – niente è mai superato – le colpe, il sangue versato, le umiliazioni tornano e ritornano per essere risarcite perchè la terra su cui camminiamo, la terra trasportata dal vento che respiriamo, è intrisa del sangue versato, dei conti non pareggiati.

In questo romanzo Jesmyn Ward ci dà prova reale che i morti ancora ci parlano attraverso la voce di due presenze forti non nominate ma manifeste. Quella di William Faulkner – la voce della lotta dei vinti per avere il loro posto almeno nel mondo dei morti, il grido che parla, la polifonia degli assenti e dei presenti – e quella di Toni Morrison da cui l’autrice ha attinto la lingua scarnificata e poetica, la sua scrittura che è prima lesione e poi sutura.
Alla fine di tutto, il canto che viene intonato per riparare il danno della storia è quello della letteratura che sa ascoltare le storie di sangue degli uomini e delle donne, dei vivi e dei morti, l’ingiustizia che condanna le vite e la trasforma in poesia. E allora canta, spirito, canta!

Dettagli prodotto

  • Collana :
  • Lingua :
  • Anno : 2019
  • Pagine : 272
  • Formato :
  • Prezzo € : 18,00
  • Codice ISBN : 978-88-94938-29-6

info autrice / autore

Ward Jesmyn

vive in Mississippi, dove insegna scrittura creativa alla Tulane University. Salvare le ossa ha vinto il National Book Award nel 2011, e il memoir Men We Reaped è stato finalista al National Book Critics Circle Award. Con il suo ultimo romanzo, Canta, spirito, canta, Jesmyn Ward ha vinto il National Book Award per la seconda volta, prima donna dopo scrittori come William Faulkner, John Cheever, Bernard Malamud, Philip Roth, John Updike. NNE pubblicherà anche il terzo capitolo della Trilogia di Bois Savage: Where the Line Bleeds.