Recensione del libro

Immaginate un deserto “fuori”. Montagne di deserto, valli di deserto, pianure desertificate. Un mare di dune. Sabbia e polvere ovunque. E’ l’ovest degli Stati Uniti. Una terribile siccità lo ha ridotto ad una landa desolata, quasi senza vita.

Il deserto non è un dato, ma un processo, una potenza che desertifica, un organismo che copre la terra, la mangia e poi la ingoia. Questo deserto americano è opera umana, risultato di pensieri e azioni che hanno fatto della devastazione e dello sfuttamento il fine che sancisce la fine.

Non tutto però sembra essere ancora perduto. Ci sono ancora delle zone “vergini” in cui lo stupro definitivo non si è compiuto, in cui la vita continua nonostante tutto. E’ l’innata capacità di sopravvivenza e di adattamento della natura e dell’essere umano. La voglia di vivere, nonostante tutto. La forza che ti fa trovare l’acqua, anche dove sembra non esserci. Ray è così. E’ un uomo che sa come si fa a vivere e quando c’è da lottare sa lottare. Sotto un sole che acceca lui riesce ancora a vedere la via di uscita, un futuro davanti. Ha l’acqua dentro.

Questo non vale per Luz, la donna che ama.

Chiediamoci infatti: fin dove può arrivare il deserto, fino a quale “profondità”?

Immaginate ora un deserto “dentro”. E’ proprio questo Luz. Una donna nata e cresciuta nella siccità, nel sole devastante e torrido della nuova America, questa America trasformata in una gigantesca duna e che è una metafora del mondo di oggi e dei suoi effetti sulla vita, le relazioni, l’amore. Il deserto le è entrato nelle vene e nel cuore, un cuore di sabbia pronto a sgretolarsi al minimo soffio di vento. Luz cerca di salvarsi, ci prova disperatamente. Ama Ray e ama Ig, la bambina che insieme hanno rapito. Ma la potenza del deserto, di quel deserto che la attraversa, è tanta. Il processo in lei sembra essersi compiuto.

Non ha più acqua dentro. E l’acqua fuori sembra per lei non una possibilità di vita, ma l’elemento in cui annegare…

 

Luz sentiva solo la nenia dolorosa di Ig, e il sollievo sorprendente della resa incondizionata: era tempo che riprendesse il posto che le spettava nella lunga tradizione di fuggiaschi e irresponsabili della sua terra. La sua gente, quelli che dicevano di aver trovato l’oro e non era vero, quelli che fregavano le concessioni altrui, ti mandavano su un binario morto o fra le braccia di un tagliagole. I giornalisti servi che gonfiavano le notizie. I pionieri irrequieti, gli artisti coatti e i poco di buono. Guru e rabdomanti e seguaci di Scientology. Coglioni, impasticcati, fanfaroni, piantagrane e pendolari. Attori porno, bifolchi, immigrati scomparsi, imprenditori falliti, e stuoli di camerieri. Lei era come loro, la Barbie di Malibù e Manzanar, di San Simeon e San Quentin, del Neverland Ranch e di Alcatraz. Lei era Boyle Heights, Fruitvale e La Habra (…) Era quella la sua gente. Speculatori e opportunisti, imbonitori e agenti immobiliari, disegnatori di fumetti, codardi e sognatori. E ragazze. Mojav. Occhi spalancati dallo scintillio del metallo, dei flash, della polpa succosa. Oro, fama e agrumi. Ogni valuta erotica raccolta ancora verde, o il nero profondo del petrolio che diventa rossiccio se lo sfreghi tra le dita. Un colore qualunque, basta che sia vivido. Il colore dei diamanti baciati dalla luce. E tu bagnati nel colore, gettalo in aria, dipingi il deserto di azzurro. Fai esplodere l’azzurro  anche nel cielo notturno, versalo in ogni loggiato e atrio d’ingresso, ornalo di carpe, trote , delfini e orche. Congelalo e poi scivolaci sopra quando c’è il sole. Tienilo ghiacciato sulle ferite. Taglialo con lo zucchero, il liquore, i pesticidi, usalo come esplosivo per cercare l’oro e il gas, nutrici le tue creature.  Cavalcalo, spruzzalo nelle strade, nuotaci dentro fino a esserne intriso, bevilo, piscialo

Dettagli prodotto

  • Collana : Bloom
  • Lingua :
  • Anno :
  • Pagine : 334
  • Formato :
  • Prezzo € : 18,00
  • Codice ISBN : 9788854509719

info autrice / autore

Claire Vaye Watkins

Nata a Bishop, California, nel 1984, Claire Vaye Watkins è cresciuta tra il deserto del Mojave e il Nevada. La sua raccolta di racconti d’esordio, Battleborn, ha vinto nel 2012 lo Story Prize, il Rosenthal Award, il National Book Foundation «5 Under 35» e una borsa di studio della Guggenheim Fellowship. Le sue storie sono apparse su «Granta», «One Story», «The Paris Review». Attualmente è assistant professor alla University of Michigan. Assieme al marito, lo scrittore Derek Palacio, coordina la Mojave School, un workshop di scrittura creativa per ragazzi.