Recensione del libro

Dio nella macchina da scrivere non è una biografia.  La quarta di copertina ci avvisa e Irene Di Caccamo lo ribadisce in una nota alla fine di questo libro che è “riscrittura intima e libera” della vita della grande poeta Anne Sexton. Lo sconfinamento tra realtà e immaginario operato dall’autrice ci consegna un romanzo struggente e ispirato che restituisce vita, passioni, ossessioni e parole. È la (presunta) voce di Anne a guidarci in questo racconto, svelando non solo i fatti salienti della sua vita ma anche l’interiorità complessa, contorta e tormentata di una donna geniale. Ossessionata dai genitori (e probabilmente vittima di abusi), in lotta costante con il marito, figlia delle proprie figlie e incapace di essere madre, nella storia la poeta si separa: dal un lato A.S. poetessa, bellissima e impavida sul palco durante le sue richiestissime performance, dall’altro solo e semplicemente Anne, che cerca di tenere insieme se stessa e di non andare in pezzi, che cerca di comprendersi oltre la depressione, gli psicofarmaci, l’alcol, i tentativi di suicidio e la terapia. Anne si sente intera e si trova solo attraverso la parola poetica, modellando parole, inventando versi dalla forza prorompente. Solo grazie alla macchina da scrivere riesce a darsi un ordine e qualche volta un senso, fino a quel 4 ottobre 1974, il giorno in cui la poeta lascia le parole, la sua macchina da scrivere, il successo e pone fine alla sua vita.

Il romanzo trasfigura la sua vicenda e ci consegna un ritratto umano e letterario intenso e appassionante, ricostruendo le sue relazioni famigliari e amicali, oltre ai familiari e ai terapeuti, nel libro ritroviamo gli amici poeti: Robert Lowell, Maxine Kumin (con cui Anne scriverà quattro storie per bambini), W.D. Snodgrass e infine Sylvia Plath, spirito a lei affine. “Scopro che ha una disciplina nel fare poesia che mi sorprende, e per certi versi il suo modo di accanirsi sulle parole ricorda il mio”.

Con una scrittura onirica, intimista ed evocativa, Irene Di Caccamo ci consegna un romanzo che è un amorevole tributo ad Anne Sexton, al suo genio e alla sua meravigliosa e potente poesia.

Una quiete tremante accompagna i miei passi, salgo i gradini e cado nel vuoto inghiottita dalla luce di un faro che viene a cercarmi e che si posa intensamente su di me. Sono sola sul palco, come i poeti che mi hanno preceduta con le mie parole e nient’altro, quasi non sono io ad essere qui, ma un’altra Anne, una sonnambula che vince la timidezza sfacciatamente con la voce cavernosa e addomesticata sui versi. Sfoggio la sicurezza delle buone occasioni mentre metà del mio corpo trema visibilmente ma per tutti rimane nell’ombra e non viene mostrato. Sono spaccata in due e non so che far di me stessa, rimango allora sospesa e nel buio istintivamente chiudo gli occhi e ascolto solo il mio dire, poi senza averlo previsto mi abbandono e nell’oscurità che si dilata allargo le braccia e mi metto a gridare forte parole, e mi concedo al pubblico che è venuto a vedermi. è un atto d’amore nuovo in cui mi perdo e riesco anche a sentirmi, e tutto alla fine ritorna in me con una potenza assordante.

Dettagli prodotto

  • Collana : Oceani
  • Lingua :
  • Anno : 2018
  • Pagine : 262
  • Formato :
  • Prezzo € : 18,00
  • Codice ISBN : 9788893446372

info autrice / autore

Irene Di Caccamo

Irene Di Caccamo è nata nel 1967 a Roma, dove vive. Nel 2011 ha pubblicato L’amore imperfetto, con cui ha vinto il premio Rapallo Carige Opera prima. Di professione fa la doppiatrice e la dialoghista.