Recensione del libro

TRAMA

Il 23 luglio 2008, a New York, Harris J. Wulfson si getta sotto un treno della metro. Harris amava la musica e le donne, aveva un lavoro, un amore e una vita piena, a tratti felice. Soffriva, però, di episodi psicotici, ed è dopo uno di questi che fugge dall’ospedale dove è ricoverato e si lancia nel bagliore di un treno in arrivo alla stazione. Per Sarah Manguso la scomparsa di Harris è la perdita di un amico, il più caro, il più intimo. Ma l’autrice non vuole ricostruire le circostanze del suicidio e neppure scrivere la sua biografia.Il salto è un memoir, una meditazione e un libro sulle parole: amicizia, memoria, dolore, morte. Parole sincere, perché precise e delicate. E immortali, perché materia della vita e di tutte le storie. Ma soprattutto parole coraggiose e necessarie, perché maneggiare il dolore è difficile e faticoso, a volte quanto provarlo, ma aiuta ad accettare il distacco, anche quello denitivo, e a fare il salto verso l’amore e l’infinito.

Questo libro è per chi si abbraccia, conta fino a cinque, e poi sceglie di andare a dormire sul divano, per chi piange cantando a squarcia gola Forever young di Bob Dylan, per chi saltella di gioia a pugni stretti e per chi crede che la misura del passato sia la larghezza, che come un’ala porta con sé anche gli amici perduti.

RECENSIONE

I ricordi di quei pochi istanti di pericolo sono come sassi lisci in mano. Danno sempre la stessa sensazione.”

Chiunque sia vivo è qui, sulla terra, a ingannare la morte a ogni istante. Lo facciamo tutti.”

Il problema di morire da soli è che non lo vediamo accadere, e le cose che succedono senza di noi ci sembrano meno reali, incomplete, forse quasi impossibili.”

Suicidio. Ogni volta che senti questa parola il primo pensiero va alla vittima di quest’atto estremo. Invece, ciò in cui non ti immedesimi sono i familiari, gli amici, quelli che restano. Questo libro non racconta la ragione che ha spinto Harris a buttarsi sotto un treno, non spiega le sensazioni che ha provato, non descrive i dettagli dell’accaduto. Piuttosto, racconta le conseguenze che questo suo gesto ha provocato in Sarah, l’amica di sempre. Dolore, ricordi, depressione, psicosi, rimpianti, rabbia, incubi, impotenza, vita, morte. Sarah, dopo la morte di Harris, viene scaraventata in tutto questo, e lo racconta in modo talmente preciso che riesci a sentire la tristezza, l’angoscia che prova nel ricordare il suo amico; percepisci la stanchezza e il formicolio al corpo provocato dagli effetti dei farmaci antipsicosi -aloperidolo, proclorperanzina, acatisia- che l’aiutano a reagire al lutto. Ascolti i suoi pensieri e cerchi di capire insieme a lei perché Harris ha fatto quello che ha fatto. Ti catapulti in un mare di termini medici, analizzi ogni dettaglio, ogni effetto collaterale, come se si volesse denunciare il malessere che provocano quelle pillole, come se quelle pillole fossero la causa di tutto. Ossessionata dalla morte di Harris, Sarah cerca di attribuirle una causa esterna, una via più semplice che l’aiuti ad accettare la sua scomparsa.

Harris non stava bene, ma non voleva essere rinchiuso in una stanza bianca circondata da infermieri. Forse è questo che l’ha spinto a buttarsi? O è semplicemente caduto?

Un libro profondo, ricco di emozioni e immagini forti, colmo di idee discutibili e  fuori dal comune che ti fanno vedere la vita sotto un altro punto di vista.

Ci vuole coraggio per scrivere certe cose, e altrettanto per leggerle, ma ne vale la pena.

Dettagli prodotto

  • Collana :
  • Lingua :
  • Anno : 2017
  • Pagine : 100
  • Formato :
  • Prezzo € : 16,00
  • Codice ISBN : 9788899253547

info autrice / autore

Sarah Manguso

Sarah Manguso vive a Los Angeles ed è autrice di short stories, poesie, memoir, tradotti in cinese, tedesco, portoghese e spagnolo. Ha ottenuto il supporto della Guggenheim Fellowship e della Hodder Fellowship e le sue raccolte di poesia Siste Viator e The Captian Lands in Paradise hanno vinto il Pushcart Prize. I suoi saggi sono apparsi su Harper's, McSweeney's, The Paris Review, The New York Review of Books e sul New York Times Magazine.