Recensione del libro

Jules si era messo a vagare per la casa, osservando le pareti copertedi dischi d’oro e di platino dei Conduits, le poche chitarre che Bosco non si era venduto e la sua collezione di artigianato precolombiano, che teneva in teche di vetro immacolate e si rifiutava di vendere. Alla parola ritorno, Stephanie sentì l’attenzione del fratello destarsi di colpo.

«L’album di chiama Da A a B, giusto?», disse Bosco. «Ed è esattamente di questo che voglio parlare: com’è successo che da rockstar io sia diventato un ciccione che nessuno d’incula? E non raccontiamoci che non è così».

Stephanie era troppo sbalordita per rispondere.

«Voglio interviste, articoli, tutto quello che ti viene in mente», proseguì Bosco. «Riempimi la vita di roba. Documentiamo ogni cazzo di umiliazione. Perchè in fondola realtà è questa no? In vent’anni non diventi più bello, specie se nel frattempo ti hanno tolto metà dell’intestino. Il tempo è un bastardo, giusto? Non si dice così?».

Jules si era avvicinato dal lato opposto della stanza. «Mai sentito. “Il tempo è un bastardo”?».

«Vuoi dirmi che non lo è?», disse Bosco, con un’aria un po di sfida.

Ci fu una pausa. «No», disse Jules.

Vincitore del premio Pulizer 2011, Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan è uno di quei classici contemporanei che non si possono escludere dalla personale biblioteca di chi ama le storie intense e la letteratura delle donne.

Un romanzo corale, una serie di personaggi, più o meno strettamente collegati tra loro, una narrazione in cui si incrociano vite, esperienze, sentimenti ed emozioni. Nucleo del romanzo e tema centrale è il trascorrere del tempo, o più precisamente quell’attimo preciso e chiaro in cui si cresce, quell’esperienza di vita dolorosa o felice in cui si comprende (solo a posteriori ovviamente) che è avvenuto un cambiamento,  l’istante in cui si è perso qualcosa che non tornerà più, in cui si è diversi e nuovi insieme.

Il libro segue le vicende del produttore musicale Bennie Salazar, attraverso continui salti temporali, gli anni Settanta a San Francisco dove Bennie è giovane punk con una band, gli anni Novanta a New York e il momento di massimo successo della sua etichetta discografica, gli anni Duemila dove Bennie è un uomo di mezza età la cui carriera sembra arenata,  e un futuro non troppo futuro dove Bennie cerca di far brillare nuovamente la sua stella.

Accanto a questo personaggio, la scrittirice, con un intreccio sapiente, costruisce altre vite, altre storie, altre visioni del mondo e altri mondi, tutti però visti dalla prospettiva del cambiamento, dello scorrere del tempo e della vita. Ci sono: la segretaria di Bennie e la sua giovinezza vagabonda, la moglie di Bennie e suo fratello, giornalista arrestato per molestie ad una giovane famosissima attrice, il migliore amico d’infanzia di Bennie, i figli e le loro vicende, eccetera eccetera… il cerchio della storia si espande includendo personaggi e storie che hanno solo incrociato, spesso senza guardarsi, la strada di Bennie. E in ciascuno di questi personaggi, Jennifer Egan ci costringe ad immergerci, a cooscerne le qualità, le debolezze, i vizi e le virtù, le manie e le ossessioni, in un minuzioso elenco che non può non suggerirci una velata critica alla società contemporanea occidentale.

Questo libro è un flusso incessante di vita e di vite, matrimoni, sesso e amore, separazioni e perdite, droghe, musica, giovinezza e vecchiaia, tutto quello che è e che può conterene l’esistenza umana, accompagnato dalla prosa meravigliosa, incalzante e quasi ipnotica di Jennifer Egan.

Dettagli prodotto

  • Collana : Sotteranei
  • Lingua :
  • Anno : 2011
  • Pagine : 391
  • Formato :
  • Prezzo € : 18,00
  • Codice ISBN : 978-88-7521-363-3

info autrice / autore

Jennifer Egan

Jennifer Egan (Chicago, 1962) è autrice di una raccolta di racconti e di quatro romanzi, fra cui Guardami (minimum fax 2012) e Il tempo è un bastardo (minimum fax 2011), con cui ha vinto il Premio Pulitzer per la Letteratura e il National Book Critics Circle Award. Il suo sito internet è www.jenniferegan.com.