Recensione del libro

La vita non tolta, ma trasformata di Jane Urquhart

 

Il romanzo elegiaco di Jane Urquhart, fin dalle prima parole, ci accarezza con levità i capelli come sa fare il vento della primavera, quella brezza mite che ci rassicura sulla fine della stagione fredda anticipando gli slarghi, in avanti, delle belle giornate.
Attraverso il più difficile dei viaggi, quello verso la casa della propria infanzia, la quarantenne entomologa Liz Crane torna a vivere nella fattoria in riva al lago, liberando immediatamente l’immaginario del lettore nel suo personale giardino delle farfalle.

Non c’è una sola monarca che faccia ritorno, tra l’altro. Quelle che arrivano qui possono sembrarci identiche a quelle che sono partite, invece sono le trisnipoti a fare ritorno, dopo che le due generazioni precedenti si sono accoppiate e morte a intervalli di sei settimane durante la primavera, in Texas e Illinois. (…) Tutto questo migrare e mutare, tutto questo morire e nascere e trasformarsi, avvengono nel corso di un anno”.

La cerimonia dell’abbandono da luoghi, persone, colture, stagioni si affranca in un perpetuo ciclo vitale che dissemina il romanzo di preziosi, quanto simbolici, atti di eroismo raccontandoci come gli avi di Liz, l’ultima dei Butler, abbiano sfidato “la terra” al punto da pretendere anche due raccolti per stagione restituendoci, in questo modo, la caratura famigliare dei protagonisti.

Una narrazione simbolica, l’intreccio ordinato mai scontato, la bellezza inenarrabile della natura fotografata nella decadenza, le dinamiche familiari con la loro solida – quanto conclamata – macchinazione, la litania degli ingranaggi della memoria “…degli arredi e le comodità che mi saranno necessari per l’aldilà disposti con cura intorno a me. Se non fosse che sono viva e ho quarant’anni. E, a differenza di te, non credo in nessun tipo di vita dopo la morte” arrivano, in alcuni punti, a una vera e propria intimazione di dialogo col lettore.

E il dialogo col lettore c’è, verrebbe da dire anche senza intimazione, pur tuttavia non inibendo questo corpo a corpo, parola dopo parola, che Urquhart ci racconta nella dinamica tra Liz e la madre, nel determinato tentativo di riportare a galla ricordi scomodi. In questo groviglio di radici che sembrano spaccare il cemento delle certezze della donna, la mappa entro cui ci si muove è disegnata sulle ali delle farfalle monarca che, crediamo metaforicamente, ci ribadisce col suo volo che nulla ci è tolto ma solo trasformato. Nemmeno la vita.

Dettagli prodotto

  • Collana :
  • Lingua :
  • Anno : 2016
  • Pagine : 240
  • Formato :
  • Prezzo € : 17,00
  • Codice ISBN : 9788865944417

info autrice / autore

Jane Urquhart

Jane Urquhart (Little Longlac, Ontario, 1949) è autrice di otto romanzi acclamati a livello internazionale, per i quali ha ricevuto importanti riconoscimenti come il Governor General's Literary Award, il Trillium Book Award, il Marian Engel Award e l'Harbourfront Festival Prize. È anche l'unica canadese a essersi aggiudicata in Francia, nel 1992, il prestigioso Prix du meilleur livre étranger. È cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia, e ufficiale dell'Ordine del Canada, la più alta onorificenza civile del suo paese.