Recensione del libro

Lo sappiamo, l’estate è periodo di gialli. Forse perchè il lavoro è meno pressante, forse perchè si respira un diffuso senso di relax o forse perchè il caldo ci annoia, d’estate emerge con forza la voglia di storie avvincenti, storie e vicende che ci intrigano, misteri da risolvere e segreti da svelare. Segreti che spesso dovrebbero rimanere inconfessati, perchè si affacciano su mondi oscuri, che vogliamo tenere lontani dallo sguardo e dal cuore, mondi interiori o reali che non vogliamo affrontare.

E proprio in questo contesto si sviluppa il nuovo romanzo di Natsuo Kirino, acclamatissima autrice del famoso Le quattro casalinghe di Tokyo. Ambientato anch’esso a Tokyo, La notte dimenticata dagli angeli, è un romanzo a metà strada tra il giallo e il noir, che ha come protagonista Murano Miro (cognome che precede il nome, secondo l’uso giapponese), un’investigatrice privata che viene assunta dalla direttrice di una casa editrice femminista, Watanabe Fusae, per ritrovare Isshiki Rina, giovanissima protagonista di Ultraviolence, film pornografico in cui la giovane protagonista sembra subire violenza. Decisa a far denunciare alla ragazza la violenza subita, Fusae assume Miro, per ritrovare Rina.

Ma Rina è veramente scomparsa? E chi non vuole che essa venga ritrovata? Con l’inizio delle indagini, Miro si affaccerà su vari mondi, mondi fisici e interiori, che rimangono per lo più nascosti: il mondo della pornografia e del desiderio maschile con i suoi raccapriccianti eccessi, il mondo delle relazioni familiari e degli affetti, negati o ricercati e, infine, aprirà il proprio mondo interiore e svelerà la conflittualità tra il proprio desiderio e la propria razionalità.

Con uno sguardo originale ed inedito, Natsuo Kirino costruisce una storia che si legge tutta d’un fiato, ricca di colpi scena assolutamente inaspettati che rendono il romanzo estremanente avvincente.

Interessante non solo l’ambientazione, una Tokyo invernale, ammantata di neve durante le festività natalizie,  ma anche il riferimento al femminismo giapponese che fa da sfondo a tutto il romanzo.

Kirino costruisce un romanzo tutto al femminile, vediamo avvidendarsi sulla scena donne diverse, per età, estrazione sociale, sogni ed obiettivi. L’elemento probabilmente più efficace di questo romanzo è forse la capacità dell’autrice di costruire personaggi credibili e verosimili, donne quasi in carne ed ossa, ciascuna con le proprie debolezze e con i propri punti di forza. Donne che accarezzano spesso sogni inconfessabili, donne forti, certamente, ma la cui forza talvolta vacilla, un po’ come accade, nella vita, a tutte noi.

D’un tratto mi sono sentita avvolgere da una tristezza paralizzante, al punto da non riuscire a stare in piedi. Perchè ero così triste? Perchè era triste tutto quello che era successo in quell’ultimo mese, tutto quello che mi stava intorno e che avevo saputo. Per un attimo ho pensato di andare a vedere il mare nero là davanti, ma poi ho fatto dietro front e mi sono avviata verso la stazione. Le luci artificiali della notte si addicono di più ad una donna come me.

Dettagli prodotto

  • Collana : I Neri
  • Lingua :
  • Anno : Luglio 2016
  • Pagine : 442
  • Formato :
  • Prezzo € : 18,00
  • Codice ISBN :

info autrice / autore

Natsuo Kirino

Natsuo Kirino è nata nel 1951 a Kanazawa, un’antica città del Giappone centrale. Nel 1993 si è aggiudicata il premio Edogawa Ranpo con il romanzo Pioggia sul viso. Con Le quattro casalinghe di Tokyo (Neri Pozza 2003) ha raggiunto una notorietà internazionale e ha vinto il prestigioso premio dell’Associazione giapponese degli autori di romanzi polizieschi. La sua fama mondiale è in costante ascesa. http://www.kirino-natsuo.com/