Recensione del libro

Una lettera appassionata indirizzata ad un figlio che non nascerà mai, ad un figlio pensato e immaginato ma non desiderato. Linda Lê affronta il tema della maternità, della sua maternità e del suo desiderio (presente o mancato) di maternità. Una lettera che non vuole essere manifesto programmatico estendibile a tutte le donne, ma la testimonianza di una donna, che con intelligenza e lucidità si interroga sul significato della maternità. In una società in cui la maternità viene ancora percepita come il completamento dell’essenza femminile di ogni donna, come una tappa irrinunciabile, Linda Lê si sofferma ad esaminare le conseguenze di una maternità non pienamente sentita, conseguenze per sè ma soprattutto per il figlio o la figlia che nascerà. Una lettera, dunque, che è anche un sincero atto d’amore per questo figlio non desiderato e per questo non messo al mondo, poichè manca lo spazio soprattutto emotivo per accoglierlo.

In questo breve scritto, Linda Lê rivela se stessa, il suo rapporto con la madre, le sue debolezze e le sue insicurezze, ma anche il suo lavoro di scrittrice, e  risponde alle insistenze del compagno, S., che la vorrebbe madre del loro figlio o figlia, insistenze che collimano inevitabilmente con tutti gli stereotipi connessi alla maternità vissuta come momento idilliaco e come momento di crescita per una donna. Ma la scrittrice, ben consapevole che l’atto di mettere al mondo la vita non può essere impiegato per pacificare se stessi e curare il rapporto di coppia, spiega le ragioni di questa rinuncia, della sua personale rinuncia.

La testimonianza di una donna, di una singolarità che si trova ad affrontare la scelta di essere e non essere madre, espressa con una scrittura meravigliosa, curata e appassionante.

Un’assunzione di responsabilità, un atto d’amore e un intenso spunto di riflessione per tutte e tutti.

Anche se ora sono più tranquilla, che i colpi di testa sono passati, ho spesso un pensiero per te, non perchè soffro della tua assenza, nè perchè faccio onorevole ammenda, confessando i miei errori di orientamento, ma perchè, tra le pieghe del mio essere, fai parte di me. […]

Portando a termine questa lettera, di cui non sei l’unico destinatario, perchè mi rivolgo a tutte coloro che si sono dispensate dal conformarsi alle leggi della natura, mi alleggerisco di un peso. Tu mi rigeneri, mi sei più vicino che mai, tu, il figlio che non avrò. Queste righe sono un’offerta, tu navighi su una barchetta di carta, ma per me non sei una fantasia, esisti, sei dotato di vita.

Dettagli prodotto

  • Collana : Gare du Nord
  • Lingua :
  • Anno : 2015
  • Pagine : 96
  • Formato :
  • Prezzo € : 10,00
  • Codice ISBN : 978-88-6799-206-5

info autrice / autore

Linda Lê

Nata in Vietnam nel 1963, figlia di un ingegnere nordvietnamita e di una esponente della borghesia naturalizzata francese, Linda Lê cresce a Dalat e nel 1969, per sfuggire alla guerra, si trasferisce a Saigon, dove studia al Liceo Francese e interiorizza quella cultura. Nel 1977 lascia il Vietnam con la madre e le sorelle e si trasferisce a Parigi. Nel 1986 pubblica il suo primo romanzo, scritto in francese, Un si tendre vampire. Il successo arriva nel 1992, con Les évangiles du crime. Nota come critico del «Magazine Littéraire», tradotta in Inghilterra, Russia, Stati Uniti, Portogallo e Olanda, ha pubblicato tra le molte cose i romanzi Les trois Parques (1997, Prix Fénéon), Voix (1998), Autres jeux avec le feu (2002), In memoriam (2007), Cronos (2012, Prix Wepler) e Lettera al figlio che non avrò, tradotto in italiano per Barbès. Come un'onda improvvisa, uscito nel 2012, è stato uno dei quattro finalisti del Prix Goncourt.