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Recensione del libro

Lo show business è un miscuglio di lustrini e veleno

Showbiz, il nuovo romanzo di Marta Sanz, talentuosa autrice spagnola, ci narra le vicissitudini di di un gruppo, piuttosto mal assortito, di attori e attrici spagnoli. Con una lingua tagliente e uno stile irriverente, l’autrice racconta Valeria Falcòn, figlia e nipote d’arte e attrice intellettuale “di razza”, pura perchè non ha mai venduto la propria arte e il proprio spirito alle lusinghe del piccolo schermo; Daniel Valls, attore riconosciuto ed arrivato, vincitore di una coppa Volpi, esule per scelta in Francia e per questo allo stesso tempo amato e odiato dall’opinione pubblica; Ana Urrutia, anziana e leggendaria attrice immersa nei problemi economici e nella demenza senile; Natalia De Miguel, giovane stella nascente, molto meno restia della mentore Valeria Falcòn a compromettesi con il mondo dei reality show.

Gioie e dolori, successi e rovinose cadute di un gruppo umano male assortito in bilico tra l’interpratazione del proprio copione personale, la costruzione della propria epica e le parole del mondo esterno, sempre meno lusinghiere delle proprie. Il romanzo si apre con la preparazione di un riadattamento teatrale di Eva contro Eva, un debutto per Natalia e consolidamento di carriera per Valeria, ammirata negli ambienti intellettuali (ma che non ha mai veramente sfondato). In uno sdoppiamento sia ironico sia tragico, la rappresentazione teatrale diventa realtà e la realtà si trasforma nella rappresentazione teatrale, Valeria viene scalzata da Natalia, stella nascente che nella sua apparente spenzieratezza da essere al contempo Eva Harrington (a teatro) e la principessa che offre zucche ai pretendenti scartati (in tv).  Manipolatori in primo luogo con se stessi, cinici, disillusi o insicuri, i personaggi di questo romanzo ci parlano non solo di arte ma anche di rinuncie, ossessioni, idiosincrasie.

La scrittura di Marta Sanz è funanbolica e altamente espressiva, gioca con intelligenza con le anafore e le epifore, costruendo una narrazione agile e scattante. La narratrice di questo romanzo è più che onniscente, entra nelle vite, nelle teste dei personaggi svelandoli a noi e rendendoli a noi vicini ed affini. Showbiz è un romanzo avvicente che parla dello stato dell’arte e delle produzioni artistiche contemporanee, riflettendo su ideali e compromessi, ma è anche un’opera che ci parla di identità, di costruzione di sè e di maschere, di quanto siamo disposti a nascondere di noi agli altri, per vergogna, ambizione o paura.

 Charlotte notò che Dan era strano, ma non ci fece molto caso, perchè spesso applicava la legge della saggezza coniugale che dice che, proprio come da un’inezia – spremere il tubetto del dentrificio dal basso, dall’altro o dal centro – può scatenarsi una tempesta irreversibile, così, quando si verifica un accumulo reale di offese e si commette un atto davvero sintomatico dell’assenza o della perdina dell’amore, conviene fingere di non essersene accorti. Silenzio. Leggerezza. La bestia ferita tornava nel rifugio e Charlotte, con la sua filosofia del fascino femminile, del tacito potere della donna apparentemente obbediente e servizievole, della donna che appoggiava in tutto e per tutto il suo sposo, eppure a voce bassa riusciva a ottenere ciò che voleva senza mai imporsi, della donna che attivava la capacità ereditaria di adattarsi all’ambiente, una sottomissione predatrice, insana, con la matassa di comportamente che spesso le erano costati il biasimo di altre donne, che l’accusavano di maschilismo mentre lei protestava al grido di “non sono maschilista ma efficace”, Charlotte Saint-Clair, broker, ma filantropa, donna nonostante tutto, sarebbe riuscita a guarirlo. Di ritorno dalla guerra, l’uomo reclamava l’amore della sposa. Le coccole. La venerazione. La comprensione. Le premure. Le vitamite. I brodini di pollo. I ricostituenti. E se i pannicelli caldi non fossero serviti a curare Daniel, Charlotte teneva nella sua ricarica psicologica una pallottola mortale. Un’ultima parola, più potente della sua femminilità, che non aveva mai usato perchè non aveva mai ritenuto necessario picchiare il pugno sul tavolo: il suo marchio di classe, la sua ascendenza, il suo alto lignaggio, il suo pedigree, il suo albero genealogico, il suo blasone, il monopolio di papà, il suo denaro. Mentre lo invitava a sedersi a tavola con un ampio ed euritmico movimento del braccio, Charlotte Saint-Clair rivolgeva al consorte uno sguardo che diceva tutto.

Dettagli prodotto

  • Collana : Narratori
  • Lingua :
  • Anno : 2018
  • Pagine : 217
  • Formato :
  • Prezzo € : 16,00
  • Codice ISBN : 9788807033049

info autrice / autore

Marta Sanz

Marta Sanz (Madrid, 1967) è scrittrice colta e poliedrica, con più di dieci libri all'attivo tra romanzi, raccolte poetiche e saggi. Ha vinto il premio Ojo Crítico de Narrativa con Los mejores tiempos (2001) e il premio Tigre Juan per Daniela Astor y la caja negra (2013). Con Susana y los viejos (2006) è stata finalista al premio Nadal. Scrive di cultura e viaggi per El País, per Público e per la rivista El Cultural del quotidiano El Mundo. Fedele a un'idea civile di letteratura ("Il compito di uno scrittore è vedere, sentire, e non tacere"), è considerata una delle voci più originali e ambiziose della Spagna contemporanea.