Recensione del libro

Recensione di Silvia Bosio.

Questo è un buon momento per leggere il libro di Olga Tokarczuk Guida il tuo carro sulle ossa dei morti. Il titolo colpisce e trae origine da uno dei celebri proverbi del Matrimonio del Cielo e dell’Inferno di William Blake, rimandando subito ad una narrazione drammatica e profetica. E’ un buon momento perché i temi della malattia, dell’ecologia, della sostenibilità del nostro sviluppo economico, dei diritti dei più deboli, del nostro rapporto con gli animali, in quanto noi stessi antropologicamente animali, sono tutti presenti e possono aiutarci a riflettere, salendo, per il tempo necessario alla lettura, su di un Altipiano ai confini della civiltà europea, tra Polonia e Repubblica Ceca, un ambiente assurdo e incredibile ma reale, dove sorge un villaggio, dal nome incerto Luftzug che significa “spiffero”, dove effettivamente soffia sempre un vento fastidioso, vicino alla città di Klodzko, molto piccolo ma capace di contenere tutti i personaggi di un’antica tragedia. Da un Altipiano forse è possibile avere una visione più oggettiva dei nostri problemi e questo libro potremmo anche considerarlo a tutti gli effetti una guida.
La protagonista, Janina, che non vuole essere chiamata con questo nome perché non sente che le corrisponda, si presenta fin da subito come una persona malata, emotivamente instabile che affronta con tenacia la propria condizione avvicinandosi empaticamente ai soggetti più deboli, bambini, donne sole, uomini in crisi, animali predati. Porta avanti così una sua personale lotta contro i cacciatori del villaggio ma anche contro chi li copre o sostiene come il Comandante della Polizia, il Presidente dell’Assemblea, il Produttore di pellicce, il Prete. In questa impresa è aiutata  dal suo vicino di casa e da altri conoscenti. Utilizza per questa missione una sua passione, una scienza antica considerata dai più superstizione, l’Astrologia, cercando di decifrare le corrispondenze tra gli avvenimenti sulla Terra e la disposizione dei pianeti in Cielo, e quindi i destini dei propri compaesani ed il proprio.
L’autrice, attraverso la storia di Janina, ci racconta di un mondo, il nostro, che ha perso la sua energia vitale, di una natura che si esaurisce perdendo i petali. La sua riflessione chiama in causa anche un contesto socialmente più ampio, sonnolento e autoriflettente come lo stagno di Narciso o lo schermo della TV, scegliendo di comunicare con i lettori attraverso parole che diventano immagini per aiutarci a pensare un po’ più a fondo, con più coraggio. E queste parole-immagini, emblematiche, allegoriche – segnalate con la lettera maiuscola come faceva anche William Blake – servono a stimolare l’energia degli impulsi e dei desideri latenti del lettore. L’allegoria, che ha la capacità di parlare per immagini, si rivolge direttamente al nostro inconscio (viene in mente la Psicomagia di Jodorowsky) e, visto che la nostra razionalità, in questo particolare momento storico, non riesce proprio a concentrarsi bene sulle questioni fondamentali della nostra esistenza, l’autrice si rivolge ad essa per farci arrivare messaggi che altrimenti verrebbero dissolti e riflessi. Janina ci porta a spasso insomma, prova anche a manipolarci, in modo seduttivo come sanno fare bene le persone borderline (e i bambini) e ci conduce infine verso una trappola concettuale, perché in fin dei conti tutti le danno ragione, che società è la nostra? che permette di rovinare e inquinare l’ambiente per sfruttarlo all’inverosimile, di uccidere gli animali in modo atroce e sadico per sfruttarli, che ha perso il contatto con la natura? ma allora se tutto questo è ingiusto e perverso e sbagliato perché le persone non riescono ad ottenere alcuna giustizia dai rappresentanti dell’Ordine, politico, religioso, produttivo, sociale? perché le risposte sono contraddittorie e illogiche? perché non riusciamo a considerare veramente criminale chi si oppone a tutto questo? Il thriller, il noir sono un pretesto, un’intelaiatura, forse il carro stesso che ci guida sopra l’orrore che vogliamo costantemente seppellire.

Dettagli prodotto

  • Collana : Narratori stranieri
  • Lingua : Ita
  • Anno : 2020
  • Pagine : 272
  • Formato :
  • Prezzo € : 18,00
  • Codice ISBN : 9788830103139

info autrice / autore

Olga Tokarczuk

è nata nel 1962 e ha studiato psicologia a Varsavia. È scrittrice e poetessa tra le più acclamate della Polonia e la sua opera è stata tradotta in trenta paesi. Ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2018 “per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l’attraversamento dei confini come forma di vita”. Il romanzo I vagabondi le è valso il Man Booker International Prize 2018 ed è stato finalista al National Book Award. È stata di nuovo finalista al Man Booker International Prize nel 2019 proprio con Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, uscito in Polonia nel 2009.