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Ott
31
Sab
“Il passato non è un guscio”: femministe a confronto con la storia delle donne
Ott 31@18:00–19:30

Sabato 31 ottobre 2026

ore 16.00

Il passato non è un guscio

Incontro con la redazione di

L’imprevista

insieme a

Giulia Camin

Tristana Dini

Sara Gandini

Alessandra Pigliaru

Diana Sartori

Maia Tomasella

Chiara Zamboni

Introduce

Ilaria Durigon

L’evento è realizzato con il contributo di Banca del Veneto Centrale

 

Un guscio protegge, rassicura, offre un riparo contro le intemperie del presente. Ma l’eredità del femminismo non è una corazza in cui rifugiarsi, né un oggetto da custodire sotto una teca di vetro. Alle donne non appartiene la temporalità delle sequenze trionfali e lineari, né l’ambizione a erigere statue e monumenti. Come relazionarci, dunque, ai tesori che abbiamo prodotto – ai libri, alle opere, alle vite che ci hanno precedute – senza trasformarli in reliquie da custodire secondo logiche maschili?

A partire dal verso di Adrienne Rich («il passato non è un guscio / tuttavia il cambiamento continua»), questo incontro invita a riflettere intorno all’eredità delle donne e alla nostra relazione con la storia del femminismo.

Giulia Camin ha studiato Storia dell’Arte all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha lasciato l’Italia per vivere prima in Germania poi in Francia. Dal 2020 dirige la biblioteca di poesia contemporanea del CIPM, centro internazionale di poesia di Marsiglia. Traduce testi di poesia, insegna al Master Monde du livre all’Università AMU (Aix-Marseille), è membro della BaaM (Biblioteca araba associata di Marsiglia), e partecipa all’organizzazione dell’evento annuale Printemps Féministes promosso dai Chantiers féministes del Centro di studi universitari Norbert Elias.

Tristana Dini è dottoressa di ricerca in Filosofia. Ha studiato a Napoli, Berlino, Bochum e Messina. Ha scritto saggi sulla filosofia classica tedesca. Per la casa editrice Mimesis ha pubblicato La materiale vita. Biopolitica, vita sacra, differenza sessuale. Ha fatto parte del collettivo di redazione della rivista AdaTeoriaFemminista. Attualmente insegna in una scuola superiore.

Sara Gandini, epidemiologa/biostatistica, docente di statistica medica alla SEMM e presso l’Università di Milano. Ho pubblicato 300+ articoli su riviste scientifiche internazionali e sono tra il 2% degli scienziati più citati (Stanford). Prima co-autrice dello studio italiano sul contagio scolastico da Sars-CoV-2 (The Lancer R-H), promotrice di Eucare (eucareresearch.eu/activities/school-studies). Attiva per 20 anni nella Libreria delle donne di Milano, ho scritto per Via Dogana e Per amore del mondo.

Alessandra Pigliaru è redattrice e giornalista culturale al quotidiano il manifesto. Fa parte della Società Italiana delle Letterate, di cui è stata anche presidente, dal 2012. Tra le sue pubblicazioni: per Nottetempo, insieme a Laura Fortini, ha curato Abbecedario della differenza. Omaggio ad Alice Ceresa.

Diana Sartori, filosofa italiana, da sempre legata alla comunità filosofica femminile di Diotima, di cui fa parte fin dai suoi inizi. Coordinatrice della rivista online di Diotima “Per amore del mondo”, suoi interventi sono comparsi in numerosi volumi collettanei, tra i quali menzioniamo gli ultimi

Maia Tomasella si è laureata in Scienze Filosofiche all’Università di Padova con la tesi La carne, la parola, l’indicibile. Prospettive filosofiche nell’opera di Clarice Lispector. Tra i suoi interessi di ricerca figurano soprattutto la filosofia dell’arte, l’estetica, la filosofia francese contemporanea e, in particolare, i pensieri di Bataille, Blanchot e Derrida. Collabora con Lìbrati, la libreria delle donne di Padova per l’organizzazione di corsi ed eventi a tematica femminista.

Nov
11
Mer
La passione secondo G.H. – gruppo di lettura e analisi del testo
Nov 11@18:30–20:30

Mercoledì 11, 18, 25 novembre 2026

dalle 18.30 alle 19.30

La passione secondo G.H.

gruppo di lettura e analisi 

del capolavoro di Clarice Lispector

con

Maia Tomasella

«. . . . . . . . . . . . . . cerco, cerco. Tento di capire.
Tento di dare a qualcuno ciò che ho vissuto e non so neppure a chi, ma non voglio tenere per me ciò che ho vissuto. Non so che cosa farmene, ho paura di quella disorganizzazione profonda».
L’incipit della Passione secondo G.H., opera prima di Clarice Lispector, segue un avviso agli “eventuali lettori”: «Questo libro è un libro come un altro, ma avrei piacere fosse letto solo da persone dall’anima già formata». La Passione non è un libro come un altro: è una discesa infernale scandita da 33 capitoli, un capolavoro che nei suoi sessant’anni di vita è stato e continua ad essere letto, riletto e interpretato da scrittori, filosofi e teologi. Tutti, in modi diversi, sembrano cercare la chiave per entrare in questo libro, per decifrare ciò che accade a G.H., per dare un ordine all’esperienza vertiginosa che Lispector mette in scena.
È avvenuto qualcosa che ha scardinato, per la protagonista, la possibilità stessa di stare al mondo come ci stava prima. In una stanza vuota, nel suo appartamento di Rio de Janeiro, un incontro ha fatto esplodere la sua umanità. Per raccontarlo, deve calarsi di nuovo nel linguaggio, uno strumento che, nel sabba della sua esperienza mistica, le era stato sottratto. In G.H., Lispector tenta di imbrigliare l’indicibile.
G.H. ci chiede di rinunciare ai nostri appigli, alla realtà, e ci trascina al centro della vita, dove la vita perde forma e prende il sopravvento. Ci chiede di tenderle la mano. Chiede al lettore una presa salda, e poi gli chiede di lasciarsi andare al disordine, alla vertigine, all’indicibile.
Opera al limite dell’iniziatico, la Passione richiede al suo lettore una fatica. Proprio per questo abbiamo scelto di leggerlo insieme, per condividere lo smarrimento, per tendere la mano quando vengono meno gli appigli, e per provare a dare una forma, anche attraverso le parole degli altri, a ciò che il libro continuamente disfa.
Tre incontri per entrare nella stanza di G.H., insistere con lei nella sua vertigine e cercare insieme una chiave.
Primo incontro: fino a pagina 50 della vecchia edizione (pagina 75 della nuova)
Secondo incontro: fino a pagina 90 della vecchia edizione (pagina 127 della nuova)
Terzo incontro: le pagine restanti fino alla fine
Contributo di partecipazione: 36,00 + iva (totale 44,00)
Maia Tomasella si è laureata in Scienze Filosofiche all’Università di Padova con la tesi La carne, la parola, l’indicibile. Prospettive filosofiche nell’opera di Clarice Lispector. Tra i suoi interessi di ricerca figurano soprattutto la filosofia dell’arte, l’estetica, la filosofia francese contemporanea e, in particolare, i pensieri di Bataille, Blanchot e Derrida. Collabora con Lìbrati, la libreria delle donne di Padova per l’organizzazione di corsi ed eventi a tematica femminista.