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Mar
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Il paese di calce
Mar 22@18:00–19:30
Il paese di calce

Venerdì 22 marzo alle 18:00

Il paese di calce

di Bibi Tomasi

Introducono Piera Bosotti, Pat Carra, Antonella Cunico

Lìbrati vi aspetta venerdì 22 marzo alle 18:00 per la presentazione di Il paese di calce (Il Dito e la Luna) di Bibi Tomasi. Introducono Piera Bosotti, Pat Carra e Antonella Cunico.

Dalla quarta di copertina:

In un linguaggio luminoso e vibrante, affinato dalle molte riscritture, Bibi Tomasi ci racconta una storia cruciale della sua vita.
In Sicilia, tra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945, la passione delle giovani Dina e Delia si contrappone all’ordine patriarcale, arcaico e violento. Le macerie della guerra, il ritratto impietoso dei liberatori americani, il paesaggio siciliano, l’umanità dei miseri fanno da sfondo alla storia. Nonostante tutte le fratture dell’Italia alla soglia della Liberazione, tra le due ragazze avviene l’amore.
Contro questa passione ingenua e totale, in una lotta tra libertà e tirannia, si schierano la famiglia patriarcale, la mafia, la polizia, ovvero i grandi poteri palesi e occulti di sempre.

Il romanzo, in questa nuova edizione, è stato curato da Margherita Giacobino e Pat Carra, di cui sono presenti due interventi.
La foto di copertina è di Letizia Battaglia: Casa Professa, 1991. Per gentile concessione dell’autrice.
La grafica di copertina è a cura di Elena Leoni.

Bibi Tomasi nasce a Bologna nel 1925. Il suo nome anagrafico è Lillyam. La madre è una maestra, il padre è un professore di filosofia ateo e libertario. Bibi è figlia unica, ma in casa vivono due cani: da qui ha origine l’amore per gli animali. Nell’autunno del 1944, mentre il Nord Italia è sotto le bombe, i genitori insistono perché la figlia segua un amico renitente alla leva di Salò nella sua casa in Sicilia, dove la guerra è finita. Si ritrova nella campagna di Agrigento, ospite di una famiglia chiusa e opprimente. Qui incontra l’amore: l’altra è Maria, giovane sorella dell’amico. Quando vengono scoperte dagli uomini del clan, Maria tenta il suicidio, Bibi è rinchiusa nel manicomio di Agrigento. Nell’aprile del ’45 il padre riesce a raggiungerla e liberarla. Questa guerra nella guerra è la trama del romanzo Il paese di calce. Nel 1946 Bibi sceglie il giornalismo, entra nella redazione bolognese del “Progresso d’Italia”, collabora a “Sabato sera”, giornale socialista di opposizione, “Giornale d’Italia”, ”Avvenire d’Italia”. Nel 1958, dopo la morte dei genitori, si trasferisce a Roma e lavora per un’agenzia di campagne pubblicitarie e cortometraggi cine-televisivi. Nel 1961 si trasferisce a Milano e lavora in un’agenzia di stampa che si occupa di sviluppo turistico. Nel 1964 collabora ai settimanali “Amica” e “ABC”, nel 1968 comincia la collaborazione con la rivista femminile di Mondadori “Confidenze” su cui terrà per 25 anni varie rubriche di costume e cultura. Con lo pseudonimo Paola Acri pubblica una serie di “Quaderni della salute”(Rialta edizioni) su argomenti medico-sociali: Patologia del sesso, L’inversione sessuale e altri. Nel 1970, Bibi incontra il femminismo e diventa subito una figura di riferimento con un forte carisma. Partecipa al Collettivo di via Cherubini dove si incontrano gruppi come il DEMAU, Rivolta femminile, Il cerchio spezzato. Qui conosce Lia Cigarini, Luisa Muraro e altre con cui d’ora in poi condivide percorsi politici e scelte di vita. Nel 1975 è tra le fondatrici della Libreria delle donne di Milano in Via Dogana. Nei primi anni Novanta riprende in mano Il paese di calce e lo riscrive nello stile ultimo, eliminando punteggiatura, maiuscole, centro del discorso. Il paese di calce esce con Pratiche editrice nel 1999. Nel novembre dello stesso anno è ricoverata a più riprese, sempre accompagnata dal mondo variegato delle sue relazioni. La mattina del 24 aprile 2000 muore per arresto cardiaco. Nella casa di Via Paisiello che abitava per dare un tetto a due gatti neri, le amiche raccolgono fogli sparsi, documenti, fotografie. Nel 2001 esce la raccolta di poesie La patita dei gatti blu (Quaderni di Via Dogana 2001) con un’introduzione di Giulia Niccolai. Nello stesso anno la Libreria delle donne, anche grazie all’eredità in denaro di Bibi, si è trasferita insieme al Circolo della rosa nella sede attuale.

Piera Bosotti, fumettista e disegnatrice, ha collaborato con la rivista Aspirina e fa parte della Libreria delle donne di Milano.

Pat Carra è nata a Parma e vive a Milano. È autrice di fumetti e immagini in cui il contenuto politico si volge in humour (Corrado Levi Pennellate all’arte Corraini 2012). Lavora sulla carta e sulla tela con china, ago, filo. Nel 2006 ha vinto il Premio Internazionale di Satira politica di Forte dei Marmi. Le sue prime vignette e strisce sono pubblicate negli anni Settanta dalla Libreria delle donne di Milano. È tra le fondatrici del periodico umoristico “Aspirina”. Ha collaborato e collabora con riviste e giornali in Italia e all’estero: ” Via Dogana. Rivista di pratica politica”, “Noi donne”, “Cuore”, “Smemoranda”, “Donna Moderna”, “Donna e mamma”, “Corriere della sera”, “il manifesto”, “Ego” (Grecia), “Luna” (Argentina), “Clara” (Spagna), “Terre di mezzo”, “Jobtalk24″, “InGenere”.

Antonella Cunico,  insegnante e formatrice sulla differenza di genere, è nata e vive a Vicenza, dove è stata tra le fondatrici dell’associazione Donna chiama Donna. Ha lavorato per la Scuola di Specializzazione per la formazione degli insegnanti del Veneto, tenendo laboratori sulla scrittura delle donne. nel 2009 ha fondato con altre l’associazione femminileplurale, promuovendo iniziative sul pensiero e sulle pratiche politiche delle donne. Consulente in ricerca didattica e formativa, ha recentemente partecipato alla stesura del volume collettaneo L’Ecofemminismo in Italia, le radici di una rivoluzione necessaria, Il Poligrafo, 2017.

Mar
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sab
La strada di casa – laboratorio di scrittura autobiografica
Mar 23@10:00–Mar 24@17:00
La strada di casa - laboratorio di scrittura autobiografica

sabato 23 e domenica 24 marzo
dalle 10 alle 13, dalle 14 alle 17

La strada di casa.

Paesaggi autobiografici

Laboratorio di scrittura autobiografica con

Barbara Buoso

Il laboratorio di scrittura autobiografica “La strada di casa. Paesaggi autobiografici” è un corso intensivo di 12 ore di teoria e pratica della scrittura in cui si approfondirà il tema del “luogo” come dimensione materiale e simbolica della propria storia.  Insieme ai testi di Fabrizia Ramondino, Natalia Ginzburg, Goliarda Sapienza, Marguerite Duras e  altre grandi poete e scrittrici perlustreremo i territori della nostra vita, evocandone colori e profumi, scavando nei nostri cuori per poter ammirare di nuovo i panorami che abbiamo nascosti dentro.

Il laboratorio si svilupperà attraverso la lettura di testi ed esercizi di scrittura sotto la guida della docente della scuola di scrittura Virginia Woolf Barbara Buoso.
Il laboratorio costa 140,00 euro (più 20 euro di tessera Virginia Woolf 2019)
Per iscriversi inviare una email a libreriadelledonnepadova@gmail.com

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 2003 pubblica il suo romanzo d’esordio Aspettami con Croce Editore. Nel 2014, su segnalazione di Emma Dante, pubblica L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi). Vincitrice con il racconto “Nevicata” del concorso di racconti “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nel 2016 nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). E’ uscito a febbraio 2018 il suo ultimo romanzo “E venni al mondo” (Apogeo editore). Insegna scrittura creativa alla Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Mar
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Ci sono parole che sono silenzi – Pratiche di giustizia femminista
Mar 24@10:00–12:00
Ci sono parole che sono silenzi - Pratiche di giustizia femminista

Domenica 24 marzo alle 10:00

Ci sono parole che sono silenzi

Pratiche di giustizia femminista

Lìbrati vi aspetta, domenica 24 marzo alle ore 10:00, per il nuovo appuntamento del gruppo di riflessione politica. In uno spazio di ascolto autentico e condivisione ragioneremo a partire da noi, dalle nostre esperiennze sulle ingiustizie e sulle pratiche femministe che mettiamo in campo.

Questi incontri sono il risultato di un percorso durato un anno a partire dall’esperienza del tribunale delle donne di Belgrado, concretizzatosi con il convegno Un passo avanti svoltosi il 16 settembre. Per essere informate sul lavoro svolto in questi mesi potete consultare la pagina Giustizia femminista sul sito di Lìbrati, dove ci sono i video degli incontri e i materiali prodotti.

Tutte le donne sono invitate a partecipare, per costruire insieme un percorso di riconoscimento e di pratiche di giustizia femminista.

Qui il testo del progetto nella sua versione iniziale:

Quello che vogliamo creare è un luogo/spazio/progetto femminista di presa di parola e di ascolto, di esperienza e di riflessione sulle questioni che riguardano l’ingiustizia nella vita delle donne declinata nel senso della violenza subita. Ispirate dalle pratiche di giustizia femminista che tante donne hanno agito, intendiamo creare uno spazio che metta in circolo la forza simbolica racchiusa nell’esperienza di ciascuna donna per attuare una trasformazione del reale.

Partendo dal presupposto che la legge è un’ istituzione, per sua natura e per la logica che ne sottende nascita e applicazione, patriarcale, terremo come faro l’idea di giustizia come principio che trova la sua realizzazione nella dimensione del vivere quotidiano e delle relazioni, al di fuori della legge e dei tribunali. Conosciamo il modo in cui i luoghi della legge statale trasformano le esperienze vissute dalle donne, riducendole a vittime se non addirittura a complici degli uomini aggressori, comunque imputate.

Come femministe rifiutiamo questo rovesciamento che reitera sofferenze ed ingiustizie e intendiamo avviare una riflessione collettiva che sia capace di costruire un giudizio politico sulle ingiustizie subite, sul loro senso storico – a partire dalle storie vissute – sul loro senso sociale – partendo dalle relazioni sociali di ciascuna – conoscendo di ogni esperienza personale, quando messa in relazione, il valore politico.

La riflessione si muoverà sotto il segno della giustizia come realizzazione piena della libertà femminile.

Riteniamo incalcolabile il valore delle esperienze delle donne che si fanno testimoni di questo tempo e delle ingiustizie che vivono in quanto donne, conosciamo la capacità che le donne hanno di nominare esperienze fin prima innominabili, di prendere parola sulle loro vite e di farlo con forza e autorità, rendendo queste esperienze un sapere condiviso che le fa prime costruttrici di un mondo nuovo.

Immaginiamo questi nostri incontri, a cui tutte sono invitate, anche nel senso di un tempo di restituzione, restituzione a chi ascolta – consapevoli che il sapere dell’esperienza arricchisce e chiarisce -, restituzione a chi racconta, nel senso di un riconoscimento non contestabile della propria storia e, in questo, forma di riparazione simbolica del vissuto.

Si tratterà di un luogo aperto e libero, in cui ogni donna potrà prendere parola in presenza o per iscritto, testimoniando attraverso la sua esperienza, la forza e la libertà femminili.

Mar
26
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Emily Dickinson, Poesie
Mar 26@17:00–18:00
Emily Dickinson, Poesie

Martedì 26 marzo 2019

dalle 17 alle 18

Thé letterario 2019

I grandi capolavori delle donne

Emily Dickinson

Poesie

 

 

Nuovo appuntamento con i thé letterari di Lìbrati, i grandi capolavori delle donne. In questa lezione discueteremo delle poesie di Emily Dickinson.

1830/1886: è questo l’arco della vita di Emily Dickinson, trascorsa in volontaria reclusione dal 1852 nella grande casa paterna la Homestead, nella cittadina di Amhrst, Massachusetts. Sulla sua poesia che ha creato un autentico “caso” letterario in America a partire dalla sua prima pubblicazione – una smilza raccolta di testi, nel 1890 – è stato scritto tanto. Su di lei da viva, però, non ha scritto nessuno, se non appunti su diari, per mano di conoscenti e amici di famiglia. A lei, invece hanno scritto in molti. Non tutto è rimasto, ma quanto basta per costruire la trama del lungo romanzo di poesie e di lettere di Emily date alle stampe, nel 1842, dai fratelli Austin e da Lavinia. Da tutto questo materiale emerge una fisionomia sfuocata di donna, dai contorni non perfettamente nitidi, che suscita e lascia senza risposte molte domande. Quella che Barbara Lanati, finissima conoscitrice della Dickinson, racconta facendo uso di srumenti diversi (l’epistolario familiare, i diari della amiche, le testimonianze di che la conobbe, oltre alla produzione poetica e alle lettere di lei) è un’esistenza enigmatica e silenziosa – che quanto più volle sottrarsi al mondo tanto più fu oggetto di pettegolezzi e mitizzazioni. Un’esistenza impulsiva e inquieta, imbrogliata nei soffocanti conformismi borghesi dell’America ottocentesca, e attraversata da alti ideali intellettuali e aneliti religiosi. Una donna dalla personalità potente, “mistica e al contempo blasfema, e una straordinaria poetessa) (dal libro di Barbara Lanati).

Ingresso 5 euro (con tessera Virginia Woolf 2019, costo 20,00).

 

Mar
29
ven
Mettendo in guardia le stelle – Omaggio ad Anne Sexton
Mar 29@18:00–19:30
Mettendo in guardia le stelle - Omaggio ad Anne Sexton

Venerdì 29 marzo alle 18:00

Mettendo in guardia le stelle

Vita e poesia di Anne Sexton

Reading a cura di Lìbrati

Una donna che scrive sente troppo,
quante estasi e portenti!
Come se cicli, bambini e isole
non fossero abbastanza; come se lutti e chiacchiere
e verdure non fossero abbastanza.
Crede di poter mettere in guardia le stelle.
Chi scrive è in fondo una spia.
Amore mio, quella sono io.

Vi aspettiamo venerdì 29 marzo alle 18:00 per una serata dedicata alla poeta americana Anne Sexton. A partire dalle sue poesie e dal bellissimo romanzo di Irene Caccamo, Dio nella macchina da scrivere (La Nave di Teseo), che si ispira alla sua vita, conosceremo e approfondiremo una delle voci più ispirate e originali della poesia del Novecento.

Reading a cura di Lìbrati.

Ingresso libero

Anne Sexton, poetessa statunitense (Newton 1928 – Weston, Massachusetts, 1974). Approdata alla scrittura come forma di psicoterapia dopo lunghi periodi di degenza, entrò in contatto con W. D. Snodgrass e R. Lowell. Da queste esperienze nacque la raccolta di versi “To Bedlam and part way back” (1960), cui seguì “All my pretty ones” (1962). La sua poesia, di tipo “confessionale” come quella dei suoi maestri e dell’amica S. Plath, è attraversata dal motivo dell’assenza e da immagini ricorrenti di morte, non di rado filtrate da un’ironia che ne stempera l’aggressività. Confermate le sue doti con “Live or die” (1966), “Love poems” (1969) e “Transformation” (1971), negli anni che precedono la morte per suicidio pubblicò altre raccolte di versi (“The book of folly”, 1972; “The death notebooks”, 1974) che tuttavia tradiscono un’involuzione del linguaggio. Al postumo, disperato “The awful rowing toward God” (1975), si aggiunsero “45 Mercy Street” (1976) e “Anne Sexton. A self portrait in letters” (1977), entrambi a cura della figlia Linda.

Apr
5
ven
Presentazione di “L’ultima ragazza” di Nadia Murad
Apr 5@18:00–19:30
Presentazione di "L'ultima ragazza" di Nadia Murad

Venerdì 5 aprile alle 18:00

Presentazione di

L’ultima ragazza. Storia della mia prigionia e della mia battaglia contro l’Isis

di Nadia Murad

Presentazione del libro a cura di Donne in Nero Padova

“Da quando la conosco, Nadia non ha soltanto trovato la sua voce, è diventata la voce di tutti gli yazidi rimasti vittime di questo genocidio, di tutte le donne abusate, di tutti i rifugiati abbandonati a se stessi. Chi era convinto di ridurla al silenzio con la crudeltà si sbagliava. Nadia Murad ha mantenuto intatto il suo spirito, e non si lascerà zittire. Al contrario, da questo libro la sua voce emerge più forte che mai”.

L’incontro è organizzato in collaborazione con Donne in nero Padova e Centro Pandora. La presentazione del volume è a cura di Donne in nero Padova (non sarà presente l’autrice).

Nell’agosto 2014 la tranquilla esistenza di Nadia Murad, ventunenne yazida del Sinjar, nell’Iraq settentrionale, viene improvvisamente sconvolta: con la ferocia che li contraddistingue, i militanti dello Stato Islamico irrompono nel suo villaggio, incendiano le case, radunano i maschi adulti uccidendone 600 a colpi di kalashnikov e rapiscono le donne, caricandole su autobus dai vetri oscurati. Per Nadia e centinaia di ragazze come lei, giovanissime e vergini, inizia un vero calvario. Separate dalle madri e dalle sorelle sposate, scontando l’unica colpa di appartenere a una minoranza che non professa la religione islamica, vengono private di ogni dignità di esseri umani: per i terroristi dell’ISIS saranno soltanto sabaya, schiave, merce da vendere o scambiare per soddisfare le voglie dei loro padroni. L’abisso della prigionia, gli stupri selvaggi, le torture fisiche e psicologiche, le continue umiliazioni, insieme al dolore per la perdita di quasi tutti i parenti, vengono raccontati da Nadia – miracolosamente sfuggita agli artigli dei suoi aguzzini – con parole semplici e dirette, e proprio per questo di straordinaria efficacia. Le tremende sevizie le hanno lasciato cicatrici indelebili sul corpo e nell’anima, ma anziché ridurla al silenzio, cancellandone l’identità, l’hanno spinta a farsi portavoce della sua gente e di tutte le vittime dell’odio bestiale dell’ISIS. Oggi Nadia è una donna libera, che ha scelto con coraggio di denunciare al mondo intero il genocidio subito dal suo popolo, non per invocare vendetta, bensì per chiedere giustizia, affinché i colpevoli compaiano di fronte alla Corte penale internazionale dell’Aia e vengano giudicati e condannati per i loro orrendi crimini contro l’umanità. Ma il suo messaggio è soprattutto un pressante invito a non lasciarsi sopraffare dalla violenza e a conservare intatta, sempre e comunque, la fierezza delle proprie radici, e una struggente lettera d’amore a una comunità e a una famiglia distrutte da una guerra tanto assurda quanto spietata.

Apr
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mar
Margaret Mitchell, Via col vento
Apr 9@17:00–18:00
Margaret Mitchell, Via col vento

Martedì 9 febbraio dalle 17:00 alle 18:00

Thè letterario 2019

I grandi capolavori delle donne

Margaret Mitchell

Via col vento

 

In questo incontro del thè letterario discuteremo del romanzo Via col vento di Margaret Mitchell.

Via col vento (Gone with the Wind) è un romanzo del 1936 scritto da Margaret Mitchell. È l’unico romanzo della scrittrice statunitense, alla cui celebrità ha contribuito l’omonimo colossal cinematografico di Victor Fleming del 1939. Fu un vero caso editoriale senza precedenti: quasi 180.000 copie vendute in quattro settimane, un milione in sei mesi, ancora in testa alle classifiche dopo due anni. Vincitore del Premio Pulitzer nel 1937, l’anno successivo la sua autrice, Margaret Mitchell fu candidata al Premio Nobel per la letteratura. Tradotto in 37 lingue, Via col vento ha ottenuto anche un grande successo internazionale, che lo ha portato a vendere milioni di copie, con continue ristampe che proseguono ancora oggi. Oggi ha complessivamente raggiunto la quota di 30 milioni di copie, che lo rendono uno dei romanzi più venduti di tutti i tempi.

Ambientato nel Sud degli Stati Uniti durante la Guerra di Secessione, il romanzo è un potente affresco storico-melodrammatico, che unisce alle vicende dei protagonisti la tragica realtà della storia americana, vista dalla parte dei sudisti. Una delle critiche mosse al libro e al film, infatti, riguarda il tentativo fin troppo riuscito di appoggiare i valori di un mondo scomparso durante la guerra civile, ammantando la storia con un alone mitico e indubbiamente romantico. Via col vento rappresenta – in senso lato, anche simbolicamente – la nostalgia per tutto ciò che è perduto e la difficoltà di vivere la cruda realtà di ogni giorno, espressa nella vicenda stessa dell’intreccio amoroso dei protagonisti. Vi si può leggere una supposta critica alla moderna società americana, che nacque appunto con l’affermazione della causa nordista durante la Guerra di Secessione.

Ingresso 5 euro (con tessera Virginia Woolf 2019, costo 20,00).

 

Apr
10
mer
Parole armate di Valeria Paola Babini
Apr 10@18:00–19:30
Parole armate di Valeria Paola Babini

Mercoledì 10 aprile 2019

ore 18.00

Parole armate.

Le grandi scrittrici del Novecento

tra Resistenza ed emancipazione

di

Valeria Paola Babini

sarà presente l’autrice

Introduce Ilaria Durigon

La guerra di Liberazione, cui in Italia non è certo mancata la partecipazione civile, ha aperto la speranza di un futuro migliore, tutto da costruire (o ricostruire), donne e uomini insieme. In quella straordinaria stagione dell’Italia, anche le donne hanno partecipato alla Resistenza, prendendo in mano la loro vita e combattendo nei modi più diversi. Hanno sostituito gli uomini nel lavoro, hanno sostenuto le famiglie, hanno offerto solidarietà, rifugio e cura ai partigiani. Pur essendo attive e partecipi, non tutte hanno imbracciato le armi. Alcune di loro hanno scritto, parlato alla radio, istigato al sabotaggio, alla rivolta contro il nazifascismo: insomma hanno usato le parole come armi. La comunicazione è stata la loro trincea. “Parole armate” ricostruisce questa pagina della storia d’Italia ancora poco nota, seguendo alcune scrittrici italiane, tra cui Anna Banti, Maria Bellonci, Alba de Céspedes e Natalia Ginzburg, e ricostruendo il ruolo che hanno svolto durante la Resistenza e nell’immediato dopoguerra, continuando a combattere con l’arma della parola per una democrazia capace di calarsi fin dentro la relazione tra i due sessi. Un racconto avvincente che intreccia storia, letteratura e vita femminile.

Valeria Babini , docente al Dipartimento di filosofia di Bologna ed esperta di storia delle donne e di scienze umane.

Apr
11
gio
Colette – incontro di aprile
Apr 11@20:30–22:00
Colette - incontro di aprile

Giovedì 11 aprile alle 20:30

Colette, gruppo di lettura di Lìbrati

Incontro di aprile

 

Vi aspettiamo giovedì 11 aprile alle ore 20:30 per il nuovo appuntamento del gruppo di lettura. Durante l’incontro discuteremo del libro “La straniera” di Claudia Durastanti, pubblicata da La Nave di Teseo.

Durante l’incontro sceglieremo un nuovo libro da leggere e discutere. Colette è un gruppo aperto e libero e tutte e tutti sono invitati a partecipare.

Dalla quarta di copertina:

“La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato”. Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto? Tra la Basilicata e Brooklyn, da Roma a Londra, dall’infanzia al futuro, il nuovo libro dell’autrice di Cleopatra va in prigione è un’avventura che unisce vecchie e nuove migrazioni. Figlia di due genitori sordi che al senso di isolamento oppongono un rapporto passionale e iroso, emigrata in un paesino lucano da New York ancora bambina per farvi ritorno periodicamente, la protagonista della Straniera vive un’infanzia febbrile, fragile eppure capace, come una pianta ostinata, di generare radici ovunque. La bambina divenuta adulta non smette di disegnare ancora nuove rotte migratorie: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità.
Non solo memoir, non solo romanzo, in questo libro dalla definizione mobile come un paesaggio e con un linguaggio così ampio da contenere la geografia e il tempo, Claudia Durastanti indaga il sentirsi sempre stranieri e ubiqui.
La straniera è il racconto di un’educazione sentimentale contemporanea, disorientata da un passato magnetico e incontenibile, dalla cognizione della diversità fisica e di distinzioni sociali irriducibili, e dimostra che la storia di una famiglia, delle sue voci e delle sue traiettorie, è prima di tutto una storia del corpo e delle parole, in cui, a un certo punto, misurare la distanza da casa diventa impossibile.

Sull’autrice:

Claudia Durastanti (Brooklyn, 1984) è scrittrice e traduttrice. Il suo romanzo d’esordio “Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra” (2010) ha vinto il Premio Mondello Giovani; nel 2013 ha pubblicato “A Chloe, per le ragioni sbagliate”, e nel 2016 “Cleopatra va in prigione”, in corso di traduzione in Inghilterra e in Israele. È stata Italian Fellow in Literature all’American Academy di Roma. È tra i fondatori del Festival of Italian Literature in London. Collabora con “la Repubblica” e vive a Londra.

Apr
17
mer
La ragione alla prova della follia
Apr 17@17:30–19:00
La ragione alla prova della follia

mercoledì 17 aprile 2019

ore 17.30

Presentazione

La ragione alla prova della follia

di

Wanda Tommasi

Intervengono

Bruna Giacomini

Diana Sartori

sarà presente l’autrice

Wanda Tommasi vive a Verona, dove abita con una gatta grigia molto intelligente, Mimì, e dove insegna Storia della filosofia contemporanea all’Università. Fa parte fin dalla fondazione della comunità filosofica femminile “Diotima”, con cui ha elaborato il pensiero della differenza sessuale, contribuendo a molti dei libri di Diotima. Nella sua ricerca, ha valorizzato il pensiero femminile contemporaneo, scrivendo su Simone Weil, Etty Hillesum e Maria Zambrano.

Diana Sartori, dopo essersi laureata a Padova con una tesi sull’analogia, la metafora e la perspicuità in Wittgenstein, si è dottorata in filosofia con una ricerca intitolata La giustizia oltre l’eguaglianza e la differenza. Differenza e genere nella riflessione filosofico-politica contemporanea. Attualmente insegna filosofia in un liceo della mia città, Vicenza.

Bruna Giacomini, docente di Storia della filosofia contemporanea presso l’Università di Padova. È autrice di numerosi saggi e monografie sul pensiero filosofico tra Otto e Novecento.
Apr
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“A che punto è il giorno” di Saveria Chemotti
Apr 18@18:00–19:30
"A che punto è il giorno" di Saveria Chemotti

Giovedì 18 aprile alle 18:00

A che punto è il giorno

di Saveria Chemotti

Introduce Elisabetta Baldisserotto

Lìbrati vi aspetta per la presentazione dell’ultimo libro di Saveria Chemotti, “A che punto è il giorno”.

Sarà presente l’autrice. Introduce Elisabetta Baldisserotto.

Questa raccolta di racconti abbraccia un decennio di scritture brevi, tessere inedite che compongono un mosaico stravagante di giorni diversi, tra ieri e oggi. Sulle pagine, tra le righe, permane il riverbero di occhi che trasudano desideri, sogni, rimorsi, nostalgia, scoppi di risa, moti di pianto, perfino smorfie, ma che, soprattutto, riflettono su un percorso che rievoca variegate situazioni o esperienze nella vita di una donna. Così, tra dolore e ironia, realtà e immaginazione, Viola, Laura, Miriam, Enrica, Caterina, Daniela, Francesca, Marta, Fausta, Serena, e le altre protagoniste di queste pagine, provano a raccontarsi, scommettendo sulla loro versatile personalità.

Saveria Chemotti, è nata in provincia di Trento, ma vive e lavora a Padova, dove insegna Letteratura italiana di genere e delle donne. Dirige la collana di studi “Soggetti rivelati. Ritratti, storie, scritture di donne” per la casa editrice Il Poligrafo e la collana di narrativa “Vicoli” per la casa editrice Cleup. Ha pubblicato numerosi saggi sulla narrativa e la poesia del Novecento italiano e dedicato molte ricerche alla storia e alla scrittura delle donne. Ha pubblicato tre romanzi, “La passione di una figlia ingrata”, 2014 (finalista alla XXXIV edizione del Premio Comisso); “Ti ho cercata in ogni stanza”, 2016; “Siamo tutte ragazze madri”, 2018, con l’editrice L’Iguana di Verona.

Elisabetta Baldisserotto, psicoanalista junghiana e scrittrice, vive e lavora a Venezia. In ambito narrativo ha pubblicato i racconti A casa in “M’ama? Mamme, madri, matrigne oppure no” (a cura di A. Bruni, S. Chemotti, A. Cilento, Il Poligrafo, 2008), Un caso umano in “Dieci piccole storie ignobili” (a cura di B. Graziani, Piazza, 2013) e Carmen (vincitore del premio della critica Pordenonelegge2002) in “Un anno di storie” (Cleup, 2018). Ha inoltre pubblicato i romanzi “Morire non è niente” (Cleup, 2015. Finalista Premio Giallo Indipendente 2018), “Di là dall’acqua” (Cleup, 2017. Vincitore Premio Giallo Indipendente 2018) e “Gli occhiali di Hemingway” (Cleup, 2019).

 

Apr
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Elsa Morante, L’isola di Arturo
Apr 23@17:00–18:00
Elsa Morante, L'isola di Arturo

Martedì 23 aprile 2019

dalle 17 alle 18

thé letterario

Elsa Morante, L’isola di Arturo

 

Arturo, il guerresco ragazzo dal nome di una stella, vive in un’isola tra spiagge e scogliere, pago di sogni fantastici. Non si cura di vestiti né di cibi. È stato allevato con latte di capra. La vita per lui è promessa solo di imprese e di libertà assoluta. E ora ricorda. Queste sono le sue memorie, dall’idillio solitario alla scoperta della vita: l’amore, l’amicizia, il dolore, la disperazione.

Ingresso 5 euro (con tessera Virginia Woolf 20,00 euro).

Elsa Morante nasce a Roma nel 1912. Inizia molto giovane a scrivere favole, filastrocche e racconti per ragazzi pubblicati su diversi giornali, fra i quali il «Corriere dei Piccoli» e «Oggi». Una serie di questi racconti giovanili confluisce nel suo primo libro, Il gioco segreto, uscito nel 1941 e seguito l’anno dopo da Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina. Nel 1936 conosce Alberto Moravia, che sposerà nel 1941. Il suo primo romanzo è del 1948, Menzogna e sortilegio; il successivo, L’isola di Arturo, del 1957. Nel 1958 pubblica un libro di poesie, Alibi (ripubblicata nei «Supercoralli classici» nel 2004 con in appendice Quaderno inedito di Narciso e nel 2012 negli «ET Poesia»). Nel 1961 si separa da Moravia. Del 1963 è la raccolta di racconti Lo scialle andaluso, del 1968 Il mondo salvato dai ragazzini (ripubblicato da Einaudi nel 2006 e nel 2012), del 1974 il suo ritorno al romanzo con La storia, libro che ha un enorme successo. È un romanzo anche il suo ultimo libro, Aracoeli, del 1982. Dopo un lungo periodo di malattia muore a Roma nel 1985. Postumi sono usciti, da Einaudi come quasi tutti i suoi libri, il Diario 1938 e i Racconti dimenticati. Nel 2012 è uscito, sempre per Einaudi, L’amata. Lettere di e a Elsa Morante (Fuori Collana), curato dal nipote Daniele Morante; nel 2013 La serata a Colono (Collezione di teatro), suo unico testo teatrale, e Aneddoti infantili (L’Arcipelago). Nel 1970 Carmelo Bene, che lo considerava «il capolavoro della Morante, vertice della poesia italiana del Novecento», progettò di farne una versione cinematografica con Eduardo De Filippo, ma il progetto non andò in porto. Non è stato rappresentato per più di quarant’anni, fino alla messa in scena del 2013 con la regia di Mario Martone, Carlo Cecchi nella parte di Edipo e Antonia Truppo in quella di Antigone. L’opera complessiva dell’autrice è raccolta in due volumi nei Meridiani Mondadori, a cura di Cesare Garboli.

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Meditazione e scrittura di sè
Apr 28@10:00–17:00
Meditazione e scrittura di sè

Domenica 28 aprile dalle 10:00 alle 17:00

Meditazione e scrittura di sè

Workshop esperienziale condotto da Laura Capuzzo e Lara Muraro

La mente amica e il dialogo interiore

La mente è lo strumento più sottile a disposizione dell’uomo, va conosciuta per poterla disciplinare, coltivare e utilizzare al meglio. La mente è stata definita un “campo d’energia” e come tale può essere forte o debole, un “campo mentale” indebolito può essere rafforzato. Imparare a comunicare col proprio mondo interiore, imparare ad ascoltarsi, stringendo amicizia con la propria mente, è un metodo che aiuta a comprenderla senza giudicarla. E’ una tecnica di crescita spirituale, un modo per conoscere meglio il proprio campo d’energia mentale e ricevere nuove intuizioni.

“Verrà un tempo in cui si riuscirà ad incontrare il vero Sé e non ci sarà bisogno né di Maestri né di libri … è dalla propria volontà che dipende la possibilità di trasformare i modelli di pensiero negativi in positivi, analizzare le proprie azioni, scegliere il modo migliore per usare i sensi, potenziare l’energia vitale e addomesticare la mente perché ciascuno di noi possa divenire il creatore del proprio destino. Vivere è un dono, vivere con gioia è un’arte a nostra disposizione” (Swami Rama).

Durante il laboratorio approfondiremo questo tema unendo due discipline, la meditazione e la scrittura di sè.

Il workshop della durata di 6 ore è a numero chiuso ed è e necessario iscriversi inviando una mail a: libreriadelledonnepadova@gmail.com con oggetto “Iscrizione Meditazione e scrittura di sè”.
Dalle 13:00 alle 14:00 è prevista una pausa pranzo, verrà offerto alle partecipanti un pranzo vegetariano (vi chiediamo gentilmente di segnalare eventuali allergie o intollerante al momento dell’iscrizione).

Costo: 80,00 euro

Il workshop si svolgerà presso l’Associazione Himalayan Center, via Barbarigo, 12, Padova.

Lara Muraro è insegnante di Yoga e Meditazione, terapista in Ayurveda e Naturopata. Ha frequentato la Scuola di Medicina Ayurvedica “Ayurvedic Point di Milano”, l’Himalayan Institute di Firenze, diplomandosi come Insegnante Yoga e Meditazione della Tradizione Himalayana di Swami Rama e Swami Veda Bharati. Ha frequentato inoltre MB-EAT (Mindfulness Based Eating Awareness Training) presso la Mindful Eating Training con Andrea Lieberstein per offrire percorsi di consapevolezza e conoscenza di sé nel rapporto con il cibo e il proprio corpo. Insegna Yoga e meditazione, offro percorsi di Ayurveda, stile di vita, cucina ayurvedica e percorsi di Mindful Eating, alimentazione consapevole. Sta frequentando il  Master universitario di I livello “Meditazione e Neuroscienze” presso l’Università di Udine.

Laura Capuzzo, libraia di Lìbrati, dopo la laurea in filosofia, ha ottenuto un dottorato in filosofia mediavale presso l’Università degli studi di Padova, dove ha lavorato come ricercatrice per il progetto Medioevo Veneto, medioevo europeo. Ha fatto parte della redazione del blog Femminile Plurale, occupandosi in particolare di storia delle donne e del femminismo e di studi di genere. È fondatrice di Lìbrati e della Scuola di scrittura Virginia Woolf. Dal 2015 è stata prima giurata, poi presidente della giuria del concorso di racconti di Lìbrati. Ha curato, insieme a Ilaria Durigon, le pubblicazioni inerenti al concorso. Si occupa di consulenze editoriali, scrittura creativa, editing. Ha praticato e pratica Hatha Yoga e Kundalini Yoga, oltre a seguire corsi di meditazione.