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Set
2
sab
Autobiografia: laboratorio di scrittura creativa
Set 2@10:00–Set 3@18:00
Autobiografia: laboratorio di scrittura creativa

Sabato 2 e domenica 3 settembre

dalle 10 alle 13- dalle 14 alle 18

“Autobiografia”

Laboratorio intensivo di scrittura creativa

tenuto da

Barbara Buoso

L’associazione Virginia Woolf, in collaborazione con Lìbrati, la libreria delle donne di Padova, organizza per il weekend del 2 e 3 settembre un laboratorio intensivo di scrittura creativa autobiografica. Il laboratorio è pensato per quante e quanti desiderino imparare le basi teoriche essenziali ed acquisire gli strumenti fondamentali per produrre un buon testo narrativo.

La forma la daremo insieme, il contenuto lo porterete voi: si parlerà di scrittura a partire da sé, di biografia del sè, del vissuto che si traduce in parola scritta.

Il processo dall’uno all’altro non è lineare né tantomeno immediato. Occorre dotarsi di tutto il necessario: una buona dose di coraggio e  tanta voglia di imparare, urgenza di raccontarsi e competenze per farlo.

Le 14 ore complessive saranno suddivise tra teoria, esercitazioni pratiche e analisi di testi. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, prenderemo come riferimento principale i testi di un’innovatrice del genere autobiografico: Annie Ernaux. Cercheremo di individuare tutte le strategie narrative che l’autrice mette in atto, dalla scelta del punto di vista all’idea stessa di memoria che sostiene ogni sua parola.

Il laboratorio è di 14 ore complessive:

Sabato 2 settembre, dalle 10 alle 13, dalle 14 alle 18

Domenica 3 settembre, dalle 10 alle 13, dalla 14 alle 18

Il costo è di 140,00 euro (più 5,00 euro tessera Virginia Woolf, per chi non è già socio).

Il laboratorio è a numero chiuso.

Termine iscrizioni sabato 26 agosto.

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 1994 vince il premio promosso dal Parlamento Europeo sul tema I diritti, giusti, della famiglia; nel 1998 vince il premio Padus Amoenus, Città di Sissa, con il racconto Bulimia d’amore. Ha esordito col romanzo nel 2003 con Aspettami (Fabio Croce Editore); nel 2014 ha pubblicato su segnalazione di Emma Dante L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi); a maggio 2016 per la rassegna Derive, reading all’interno del Festival dei Matti torna ancora al racconto con due storie minime. In pubblicazione Falene, d’estate. Collabora con il blog Atti Impuri, on line i suoi racconti Mi dia del litio, La festa di Aulin, Áristos, ‘il migliore’, Àscara, Il girone degli smielatori. Vincitrice con il racconto “Nevicata” del primo concorso di racconti organizzato da Lìbrati in collaborazione con L’iguana editrice “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice. In pubblicazione (marzo 2018) la raccolta di racconti “Espropriazioni. Docente della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Set
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Cineforum: Suffragette di Sarah Gavron
Set 14@19:00–20:30
Cineforum: Suffragette di Sarah Gavron

Giovedì 14 settembre 2017 ore 19.00

Cineforum

“Registe dal mondo”

Suffragette

di

Sarah Gavron

 

 

Lìbrati in collaborazione con l’Associazione Virginia Woolf organizza la proiezione del film Suffragette. L’ingresso, gratuito, è riservato ai soci e alle socie dell’Associazione (la tessera associativa valida per il 2017 costa 5 euro).

Suffragette è un film del 2015 diretto da Sarah Gavron con protagoniste Carey Mulligan, Anne-Marie Duff e Helena Bonham Carter. Nel cast vi è anche Meryl Streep, nei panni di Emmeline Pankhurst, attivista e politica britannica che guidò il movimento suffragista femminile del Regno Unito.

Trama:

Londra, 1912. Maud Watts è una giovane lavandaia. Durante una consegna di lavoro si ritrova al centro di una rivolta per il diritto al voto femminile dove riconosce una sua collega, Violet Miller. Incoraggiata da Violet, Maud decide di partecipare ad una riunione ed unirsi al movimento delle suffragiste. Inizia così una lunga battaglia da parte di Maud e le altre donne che fecero parte del movimento suffragista per ottenere il diritto al voto, che il parlamento britannico concesse alle donne al di sopra dei 30 anni nel 1918, a condizione che fossero già iscritte al registro degli elettori provinciali o che lo fosse il loro marito, oppure che avessero delle proprietà, o che fossero studentesse universitarie in una circoscrizione universitaria, come Oxford e Cambridge. Nel 1928 tutte le donne al di sopra dei 21 anni ottennero il diritto di votare come i coetanei maschi, pur senza obblighi di leva, come invece previsto per il sesso maschile.

Set
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mer
“Fare un figlio per altri è giusto. Falso!” di Daniela Danna
Set 20@18:00
"Fare un figlio per altri è giusto. Falso!" di Daniela Danna

Mercoledì 20 settembre ore 18.00

“Fare un figlio per altri è giusto. Falso!”

di

Daniela Danna

Sarà presente l’autrice

Introduce

Ilaria Durigon

 

“Spesso la ‘gestazione per altri’ o ‘maternità surrogata’ è presentata come un dono, un atto di liberalità e solidarietà da parte di donne generose che aiutano coppie infertili ad avere figli. Ma le cose stanno davvero così? Siamo consapevoli del fatto che non è una ‘tecnica di riproduzione assistita’, bensì una gravidanza come le altre? È giusto considerare delle donne ‘portatrici’ di figli altrui? È giusto che dei neonati siano dati a ‘genitori committenti’ in cambio di denaro?”

Ne parleremo Daniela Danna, autrice di “Fare un figlio per altri è giusto. Falso!” (Laterza 2017).

Daniela Danna, sociologa, insegna Politiche sociali presso il Dipartimento di Studi Sociali e Politici dell’Università Statale di Milano. Le sue ricerche hanno riguardato questioni di genere, lesbismo e omosessualità, violenza contro le donne, politiche sulla prostituzione, maternità surrogata, analisi dei sistemi-mondo e teorie sulla popolazione. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Ginocidio. La violenza contro le donne nell’era globale (Eleuthera 2007); Crescere in famiglie omogenitoriali (a cura di, Franco Angeli 2009); Stato di Famiglia. Le donne maltrattate di fronte alle istituzioni (Ediesse 2009); Il genere spiegato a un paramecio (BFS 2011); Contract Children: Questioning Surrogacy (Ibidem 2015).

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“Le donne e il prete” di Mira Furlani
Set 22@18:00–19:30
"Le donne e il prete" di Mira Furlani

Venerdì 22 settembre alle ore 18:00

Lìbrati e le Vicine di casa presentano:

Le donne e il prete. L’isolotto visto da lei

di Mira Furlani

presentazione a cura di Sandra De Perini e Désirée Urizio

 

Lìbrati, in collaborazione con le Vicine di casa, vi aspetta venerdì 22 settembre alle ore 18:00 per  un incontro di riflessione storica e politica, accompagnata da fotografie, brevi filmati e immagini significative, sul libro di Mira Furlani intitolato Le donne e il prete. L’isolotto raccontato da lei (Gabrielli editori). Introduce l’incontro Sandra De Perini, le fotografie e i brevi filmati sono a cura di Désirée Urizio.

La storia di Mira si lega alle aspirazioni delle giovani donne che negli anni Cinquanta e Sessanta si impegnarono per il rinnovamento politico, religioso e spirituale della società italiana, suscitando fortissimi conflitti con l’autorità di origine patriarcale. Le incomprensioni, le contraddizioni e le ingiustizie patite furono per alcune di loro occasione di una presa di coscienza che, nei decenni successivi, si intrecciò con la forza del femminismo radicale e confluì nell’azione ancora in corso di tantissime donne, in ogni parte del mondo, tesa alla trasformazione profonda della realtà. Mettere al primo posto la vita, la forza del desiderio, la fedeltà a sé e al proprio sesso è oggi una pratica comune che ha le sue radici anche in storie come quella dell’“isolotto raccontato da lei”.

Qui di seguito la recensione di Mariangela Mianiti al volume comparsa su il manifesto del 26 aprile 2017:

Una stagione rivoluzionaria e il riconoscimento mancato

di Mariangela Mianiti

Ha poco più di cento pagine, ma più si procede nella lettura, più scotta fra le dita, scatena desiderio di ribellione, muove empatia. Ci sono voluti quasi 50 anni perché Mira (contrazione di Casimira) Furlani, quasi 80 anni, si desse il diritto di scrivere Le donne e il prete. L’Isolotto raccontato da lei (Gabrielli editore, pp. 112, euro 12). La prosa scorre e avviluppa, capace di narrare con quella verità emotiva che solo un, in questo caso una, protagonista diretta sa dare.
Il punto di partenza è la nascita dell’Isolotto di Firenze, quartiere popolare dove nel 1968 sorse la prima Comunità cristiana di base (Cdb) italiana e nella cui parrocchia Mira fondò e gestì, nel 1959 e con un’amica, la prima casa famiglia per bambini e bambine orfani e abbandonati.
Molto si è scritto sull’esperienza dell’Isolotto e della comunità che, attorno alla figura di don Enzo Mazzi, diede vita a pratiche comuni di condivisione e accoglimento che portavano avanti istanze di lavoratori, studenti, credenti e non.
Fu un’esperienza rivoluzionaria, prima appoggiata dal vescovo cardinale Elia Dalla Costa e poi osteggiata, in modo anche feroce, dal suo successore monsignor Ermenegildo Florit che non esitò ad appoggiarsi alle forze più reazionarie della città, compreso il partito fascista del Msi.
Fino a questo libro di Mira, quella stagione non era mai stata raccontata da uno sguardo femminile. Fa differenza? Ne fa, e tanta, perché per la prima volta Mira narra la sua esperienza di donna dentro quella rivolta svelando, come ha detto Luisa Muraro, una rivolta nella rivolta. Ciò rende questo libro necessario.
Qual è la rivolta di Mira e perché ci ha impiegato così tanto tempo prima di decidersi a narrarla? Se lo svelassi nel dettaglio, toglierei al lettore il piacere di scoprirlo da solo, ma soprattutto sminuirei l’emozione palpabile e la verità con cui Mira ripercorre le sue battaglie, le fatiche, le gioie, le scoperte, le delusioni e i dolori di quel periodo.
Però una cosa va detta: la rivolta riguarda don Mazzi non tanto nel suo ruolo pubblico, ma rispetto al modo con cui costruì e governò la relazione con Mira. Non si tratta di relazione amorosa e carnale, ma umana e sociale e riguarda l’impegno che Mira si assunse soprattutto nella casa-famiglia, il riconoscimento che fu negato al suo ruolo e alla sua figura, il non ascolto del suo pensiero. Questo scarto non soppresse l’affetto e la stima fra lei e don Mazzi, ma le rese impossibile far finta di niente.
Era stato don Mazzi a chiederle di assumersi il compito di madre affidataria, e ufficiosa, di quei bambini. Mira non aveva mai pensato né aspirato a quel tipo di impegno, anzi, prima di conoscere don Mazzi non era nemmeno interessata alla religione, era iscritta alla Cgil e al Pci e non andava in chiesa da anni. Il grande desiderio di verità, il riconoscersi nelle parole del Vangelo cambiarono radicalmente la sua vita. Quando don Mazzi le propose di dirigere la casa-famiglia lei accettò e svolse il suo lavoro con dedizione totale, aggiungendolo all’impiego che già aveva in una società di trasporti.
Ciò nonostante, don Mazzi non riconobbe mai a Mira, né pubblicamente né nel privato, quel ruolo faticoso e impegnativo sia fisicamente che psicologicamente. Più volte Furlani si ribellò a questa ingiustizia, ma invano, tant’è che scrive di essersi sentita considerata come una serva.
Rendersi libera è stato il lavoro che Mira ha sempre fatto d’istinto, ma per lei è diventato consapevolezza e pratica quotidiana quando, negli anni Settanta, ha incontrato il femminismo dell’autocoscienza e della differenza.
«L’autorità femminile – scrive – è una forza propulsiva che scaturisce dal profondo del pensiero della differenza sessuale, il cui apparire ha rivoluzionato ogni visione maschile patriarcale di paternità assoluta e piramidale, compresa quella gerarchica e sacrale della chiesa cattolica. Oggi non possiamo più discutere se rendere la società e le chiese più o meno democratiche: bisogna invece alimentare una pratica politica di autocoscienza maschile che possa rompere la scala gerarchica del potere assoluto del padre».
(il manifesto, 26 aprile 2017)

 

Set
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“Il femminismo che è stata la mia festa”: Lia Cigarini
Set 24@10:00
"Il femminismo che è stata la mia festa": Lia Cigarini

Domenica 24 settembre ore 10.00

“Il femminismo che è stato la mia festa”

Domeniche di riflessione politica

discuteremo di

La politica del desiderio

e altri testi scelti

di

Lia Cigarini

Sabato 14 ottobre Lìbrati ospiterà un incontro con una delle donne e pensatrici più importanti del femminismo italiano: Lia Cigarini. Per arrivare all’incontro preparate abbiamo deciso di dedicare la nostra domenica femminista del 24 settembre allo studio e all’analisi di alcuni suoi testi.

Il gruppo di riflessione è aperto a tutte e tutti.

Set
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mar
Presentazione corsi di maglia 2017-2018
Set 26@18:00–19:30
Presentazione corsi di maglia 2017-2018

Martedì 26 settembre alle ore 18:00

Presentazione dei corsi di maglia 2017/2018

A cura dell’associazione Far Filò

 

Da ottobre ripartono i corsi di maglia organizzati dall’Associazione Far Filò e ospitati da Lìbrati. Tre incontri settimali  pensati per tutte, per chi è incuriosita da quest’arte antica e coinvolgente e per chi invece ha già dimestichezza e vuole perfezionarsi. Lìbrati vi aspetta martedì 26 settembre alle ore 18:00 per un aperitivo di presentazione. Un incontro informale per conoscersi e fare due chiacchiere con la docente dei corsi, Luisa De Marchi, che illustrerà i vari corsi e ci introdurrà al meraviglioso mondo del lavoro a ferri e della maglia. Vi aspettiamo.

Set
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mer
Accademia di lettura con Nicoletta Maragno- primo incontro
Set 27@19:30–21:30
Accademia di lettura con Nicoletta Maragno- primo incontro

Lìbrati e Associazione culturale Virginia Woolf presentano:

Ogni mercoledì dal 27 settembre al 6 dicembre

Accademia di lettura

Corso intensivo di lettura intepretativa

condotto da Nicoletta Maragno

 

Il Corso intensivo in lettura interpretativa è un percorso didattico di 20 ore complessive, comprensive di lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche e suddivise in incontri di due ore ciascuno, che si svolgono una volta alla settimana, da mercoledì 27 settembre a mercoledì 6 dicembre (tutti i mercoledì, escluso mercoledì 1 novembre), condotto da Nicoletta Maragno. Ciascun incontro è della durata di due ore e si svolge presso Lìbrati con il seguente orario: dalle 19:30 alle 21:30.

Il corso si rivolge a tutti coloro che amano o lavorano con la lettura; a professionisti, relatori, docenti che si trovino ad esporre contenuti in pubblico; a insegnanti, genitori, educatori, nel loro lavoro coi bambini; ai professionisti nelle relazioni di aiuto.

Il corso di propone di padroneggiare gli strumenti utili alla pratica del leggere e raccontare ad alta voce; sperimentando alcune fondamentali tecniche derivate dal training vocale, teatrale ed interpretativo, utili a ad allenare la propria capacità di trasferire intenzioni, atmosfere ed emozioni attraverso la capacità evocativa ed immaginativa della propria voce e della propria espressività.

Costo: 300 euro più 5 euro di tessera dell’Associazione Virginia Woolf.

Il corso è a numero chiuso. Chisura delle iscrizioni: 15 settembre 2017.

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro. Tutti coloro che amano o lavorano con la lettura si trovano prima o poi ad esporre contenuti o raccontare storie. Perché le storie finiscono per trasmettere nello stesso tempo significati palesi e velati: finiscono cioè per parlare simultaneamente a tutti i livelli della personalità umana. Le storie suggeriscono, evocano, fanno immaginare mondi possibili o reali. E chi racconta o espone ad alta voce, può diventare tramite di suggestioni che sollecitano il mondo delle immagini interiori di chi ascolta, stimolando pensieri, emozioni, idee .
“…Piacere che con le mie espressioni desto nell’altro, trasmettendogli immagini e sentimenti. Ma come potrei trasmettere qualcosa, se in colui che mi ascolta non desto alcun sentimento, alcuna immagine? Se non ho provato nessun piacere a farlo?” (N. Fabre)

La voce può costituire uno strumento prezioso dalle molte risorse espressive capace di regolare, comporre, raccontare, esprimere, comunicare, far capire e far sentire.

 

Programma:

“Voce e respiro”

  • Il respiro che dà forza alla voce
  • Tecniche per un corretto uso della voce
  • Gestire correttamente il proprio tono di voce

“La lettura di un testo”

  • I differenti “colori” della voce
  • L’importanza della chiarezza
  • Le intenzioni nelle parole
  • Toni. intensità vocale, ritmo
  • Rappresentazione vocale di un testo

“L’Espressività vocale: i personaggi e le atmosfere”

  • Le nostre mille voci: Esplorazione della propria espressività vocale
  • Voce e personaggi
  • Raccontare con il corpo
  • Leggere una storia
  • Voce ed immagini
  • Evocare mondi ed atmosfere
  • Adattare la voce al racconto

“Le emozioni nella voce: gli stati d’animo dei personaggi”

  • Voce, ricordi ed emozioni

  • L’immedesimazione utile a raccontare

  • Le emozioni nella voce

  • Dare vita e identità ai diversi personaggi

  • Rendere i differenti stati d’animo dei personaggi

  • Rendere i passaggi emotivi del racconto

“Lettura interpretativa di testi differenti”

  • La rappresentazione vocale di testi differenti

  • Prove pratiche su diversi personaggi

  • Prove pratiche su diversi stili narrativi:

  • Il testo accademico/tecnico

  • Il racconto

  • La favola

  • Il romanzo

  • Il dialogo

  • La lettura poetica

Nicoletta Maragno, nata a Padova, e’ diplomata dal 1990 presso la “Scuola di Teatro” diretta da Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano: una scuola che dava particolare e accurata attenzione a tutte le tecniche preparatorie e di allenamento per la pratica teatrale e in particolare, grazie alla formazione con la Dottoressa Silvia Magnani, stimatissima foniatra e otorinolaringoiatra milanese, a tutte le tecniche per l’educazione della voce e per lo sviluppo della voce artistica.

Oltre ad aver lavorato al fianco di Giorgio Strehler per oltre un decennio come attrice e cantante in numerosi spettacoli da lui diretti, a livello nazionale e internazionale e come formatrice teatrale, presso il Piccolo Teatro di Milano, ha preso parte a molte produzioni di altre compagnie nazionali teatrali e cinematografiche (G.Albertazzi, M.Scaparro, V.Moriconi C.Giuffrè, S. Soldini; C. Mazzacurati, Alessandro Rossetto, Riccardo Milani).

Apre da nove anni insieme alla scrittrice padovana di origini armene Antonia Arslan, il Festival della Letteratura di Mantova con i suoi lavori di drammaturgia letteraria e reading espressivi su testi di scrittrici italiane, dando vita a spettacoli come “La Galassia Sommersa” su talento delle donne, “Serao#04” dedicato a Matilde Serao, “Poetic Jazz Show”, sulla felice commistione di jazz e poesia, e “Musa 3.0” sulle origini e i felici esiti della letteratura femminile

Da sempre si occupa di formazione teatrale e cinematografica, di coaching nei set cinematografici e di formazione in contesti aziendali sugli argomenti legati alle tecniche di comunicazione efficace, al Public Speaking e alle tecniche di ascolto, avendo appreso all’interno del suo lavoro in teatro e in esperienze formative specifiche, l’uso e l’applicazione di tecniche attive di formazione coniugabili con l’esperienza del training espressivo.

Ha conseguito nel 2010 il diploma di Counselor presso il Laboratorio di ricerca e sviluppo di Milano per la conduzione dell’intervento di Counseling mediante tecniche psicoteatrali, con il patrocinio della Scuola Italiana di Psicotecnica (SIPSICO). E’ consulente per alcune importanti Società di Formazione in Italia (Galgano & Associati di MI, Elea di MI) per le quali tiene Corsi e Seminari sulla comunicazione in pubblico rivolti a professionisti o manager.

E’ docente in recitazione teatrale e cinematografica presso L’Accademia Teatrale Veneta, unica accademia in Veneto ad essere riconosciuta a livello nazionale. Continua anche la sua attività di attrice.

Set
28
gio
“L’amore che non è” di Gianpaolo Trevisi
Set 28@17:00–18:30
"L'amore che non è" di Gianpaolo Trevisi

Giovedì 28 settembre alle ore 17:00

Presentazione di

L’amore che non è. Ci saranno giorni nuovi di mille colori diversi

di Gianpaolo Trevisi

Coordina Rosanna Bettella e con letture a cura dell’Associazione Padovadonne

 

Lìbrati in collaborazione con il Coordinamento donne CGIL Veneto Padova, con il Coordinamento donne SPI CGIL Veneto Padova e con l’Associazione Padovadonne, ospita la presentazione del libro L’amore che non è. Ci saranno giorni nuovi di mille colori diversi (Gabrielli editori) di Gianpaolo Trevisi. L’incontro, che si svolgerà giovedì 28 settembre alle ore 17:00, verrà coordinato da Rosanna Bettella, responsabile coordinamento donne SPI CGIL Veneto Padova. Interveranno inoltre le amiche dell’Associazione Padovadonne che cureranno delle letture di brani tratti da libro. Sarà presente l’autore.

Gianpaolo Trevisi, poliziotto-scrittore, con questo suo nuovo libro affronta la tematica della violenza di genere, narrando esperienze tragiche e a volte fatali, esistenze interrotte o sfregiate e lo fa con la voce e gli occhi delle donne.
L’autore, in qualità di funzionario di polizia, spesso ha avuto modo di vedere da vicino queste storie e le racconta con grande empatia, dimostrando una profonda conoscenza delle dinamiche psicologiche maschili e femminili.
La visione, nonostante la tragicità degli avvenimenti, si apre comunque alla speranza; nei racconti le protagoniste sono sempre loro: mogli, compagne, fidanzate, amanti, figlie, tutte vittime di un “amore che non è”, capaci, però, di sopravvivere, di riemergere, forti di una nuova consapevolezza raggiunta.

Gianpaolo Trevisi, (Roma 1969), è il direttore della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda (VR). È stato in precedenza dirigente dell’Ufficio Immigrazione e poi della Squadra Mobile di Verona, nonché Vice Questore. Per Gabrielli editori è stato autore anche di Un treno di vita (2010) e Coriandoli (2011) e, per l’Emi, di Un foglio di via (2014) e di La casa delle cose (2011), per i bambini. (Blog dell’Autore: www.gianpaolotrevisi.it)

Set
29
ven
“Troppo sale. Un addio con ricette” di Stefania Giannotti
Set 29@18:00–19:30
"Troppo sale. Un addio con ricette" di Stefania Giannotti

Venerdì 29 settembre alle ore 18.00

Presentazione di

Troppo sale. Un addio con ricette

di Stefania Giannotti

 

Venerdì 29 settembre si svolgerà presso Lìbrati la presentazione del nuovo libro di Stefania Giannotti, Troppo sale. Un addio con ricette. Sarà presente l’autrice. Introduce Laura Capuzzo.

Gira e rigira sono sempre in un instabile equilibrio. O in cucina.

Una perdita irrimediabile è l’innesco silenzioso che provoca in chi racconta una nuova forma di devozione: la cucina – intesa non come distrazione, ma come applicazione e dedizione. La cucina come nutrimento per il corpo e per la mente. Una passione silenziosa per procedere nella vita quando si fa troppo salata. Una serie di gesti che ristabiliscono un legame con la realtà che sfugge. Dopo avere per caso incrociato il destino della vecchia trattoria milanese del Ponte Rosso, Stefania Giannotti abbandona la sua professione di architetta per percorrere una nuova strada e farsi cuoca. Davanti ai fuochi e girando fra i tavoli si ricostituisce, con i ragazzi che lavorano e i clienti più affezionati, una strana famiglia che diviene anche una sorta di rifugio e di protezione. E dalla trattoria si separa solo quando sente di aver portato a compimento il suo percorso, di poter guardare indietro, perché “il combattimento chiede un termine per fare posto a poca serenità e a tanto altro di grande”. Di poter augurare buona continuazione agli amici e a tutti quanti, in verità, si dispongono a stare, consapevoli, nella vita. Con padronanza di stile Giannotti dà respiro a una scrittura avvolgente, mai impressionistica, capace di calamitare le sue molte esperienze di vita, di intervallarle a ricette gustosissime – pause narrative e a propria volta esse stesse narrazione –, e di fondere in una sola trama lo strazio della perdita e il gusto dolce di esistere. Troppo sale è un memoir, ma anche un libro di meditazione e riflessione, ma anche un manualetto di cucina, ma anche un libro sul dolore. Stefania Giannotti ha cercato chi aveva perso nel tempo che ha dedicato alla cucina, alla ristorazione, agli amici. E non ha smesso di trovarlo. Perché in questa autobiografia si racconta di come cucinare può diventare, in forza di concentrazione e gioia, un modo diverso di stare al mondo.

Stefania Giannotti, è nata a Roma ma vive a Milano. Per gran parte della sua vita fa l’architetta, e intanto cucina. Poi cucina sempre più e intanto fa l’architetta. Ha pubblicato Zucchero a velo (La Tartaruga edizioni, 1990), Zucchero a velo e… il ritorno di Zucchero a velo (Baldini&Castoldi/La Tartaruga edizioni, 2003), tradotto in inglese francese e giapponese, e, insieme ad altre autrici “Cuoche Varie”, Fuochi (Libreria delle donne di Milano, 2015), Troppo sale. Un addio con ricette (Feltrinelli, 2017). Stefania ha avuto una vita complicata, sorretta e legata a doppio filo con la cucina e il nutrimento. Altre passioni: la libertà delle donne (non esclusa agli uomini), l’Ape Piaggio 50 e la faccia degli adolescenti.

Set
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Autobiografia: laboratorio di scrittura creativa
Set 2@10:00–Set 3@18:00
Autobiografia: laboratorio di scrittura creativa

Sabato 2 e domenica 3 settembre

dalle 10 alle 13- dalle 14 alle 18

“Autobiografia”

Laboratorio intensivo di scrittura creativa

tenuto da

Barbara Buoso

L’associazione Virginia Woolf, in collaborazione con Lìbrati, la libreria delle donne di Padova, organizza per il weekend del 2 e 3 settembre un laboratorio intensivo di scrittura creativa autobiografica. Il laboratorio è pensato per quante e quanti desiderino imparare le basi teoriche essenziali ed acquisire gli strumenti fondamentali per produrre un buon testo narrativo.

La forma la daremo insieme, il contenuto lo porterete voi: si parlerà di scrittura a partire da sé, di biografia del sè, del vissuto che si traduce in parola scritta.

Il processo dall’uno all’altro non è lineare né tantomeno immediato. Occorre dotarsi di tutto il necessario: una buona dose di coraggio e  tanta voglia di imparare, urgenza di raccontarsi e competenze per farlo.

Le 14 ore complessive saranno suddivise tra teoria, esercitazioni pratiche e analisi di testi. Per quanto riguarda quest’ultimo punto, prenderemo come riferimento principale i testi di un’innovatrice del genere autobiografico: Annie Ernaux. Cercheremo di individuare tutte le strategie narrative che l’autrice mette in atto, dalla scelta del punto di vista all’idea stessa di memoria che sostiene ogni sua parola.

Il laboratorio è di 14 ore complessive:

Sabato 2 settembre, dalle 10 alle 13, dalle 14 alle 18

Domenica 3 settembre, dalle 10 alle 13, dalla 14 alle 18

Il costo è di 140,00 euro (più 5,00 euro tessera Virginia Woolf, per chi non è già socio).

Il laboratorio è a numero chiuso.

Termine iscrizioni sabato 26 agosto.

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 1994 vince il premio promosso dal Parlamento Europeo sul tema I diritti, giusti, della famiglia; nel 1998 vince il premio Padus Amoenus, Città di Sissa, con il racconto Bulimia d’amore. Ha esordito col romanzo nel 2003 con Aspettami (Fabio Croce Editore); nel 2014 ha pubblicato su segnalazione di Emma Dante L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi); a maggio 2016 per la rassegna Derive, reading all’interno del Festival dei Matti torna ancora al racconto con due storie minime. In pubblicazione Falene, d’estate. Collabora con il blog Atti Impuri, on line i suoi racconti Mi dia del litio, La festa di Aulin, Áristos, ‘il migliore’, Àscara, Il girone degli smielatori. Vincitrice con il racconto “Nevicata” del primo concorso di racconti organizzato da Lìbrati in collaborazione con L’iguana editrice “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice. In pubblicazione (marzo 2018) la raccolta di racconti “Espropriazioni. Docente della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

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Cineforum: Suffragette di Sarah Gavron
Set 14@19:00–20:30
Cineforum: Suffragette di Sarah Gavron

Giovedì 14 settembre 2017 ore 19.00

Cineforum

“Registe dal mondo”

Suffragette

di

Sarah Gavron

 

 

Lìbrati in collaborazione con l’Associazione Virginia Woolf organizza la proiezione del film Suffragette. L’ingresso, gratuito, è riservato ai soci e alle socie dell’Associazione (la tessera associativa valida per il 2017 costa 5 euro).

Suffragette è un film del 2015 diretto da Sarah Gavron con protagoniste Carey Mulligan, Anne-Marie Duff e Helena Bonham Carter. Nel cast vi è anche Meryl Streep, nei panni di Emmeline Pankhurst, attivista e politica britannica che guidò il movimento suffragista femminile del Regno Unito.

Trama:

Londra, 1912. Maud Watts è una giovane lavandaia. Durante una consegna di lavoro si ritrova al centro di una rivolta per il diritto al voto femminile dove riconosce una sua collega, Violet Miller. Incoraggiata da Violet, Maud decide di partecipare ad una riunione ed unirsi al movimento delle suffragiste. Inizia così una lunga battaglia da parte di Maud e le altre donne che fecero parte del movimento suffragista per ottenere il diritto al voto, che il parlamento britannico concesse alle donne al di sopra dei 30 anni nel 1918, a condizione che fossero già iscritte al registro degli elettori provinciali o che lo fosse il loro marito, oppure che avessero delle proprietà, o che fossero studentesse universitarie in una circoscrizione universitaria, come Oxford e Cambridge. Nel 1928 tutte le donne al di sopra dei 21 anni ottennero il diritto di votare come i coetanei maschi, pur senza obblighi di leva, come invece previsto per il sesso maschile.

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“Fare un figlio per altri è giusto. Falso!” di Daniela Danna
Set 20@18:00
"Fare un figlio per altri è giusto. Falso!" di Daniela Danna

Mercoledì 20 settembre ore 18.00

“Fare un figlio per altri è giusto. Falso!”

di

Daniela Danna

Sarà presente l’autrice

Introduce

Ilaria Durigon

 

“Spesso la ‘gestazione per altri’ o ‘maternità surrogata’ è presentata come un dono, un atto di liberalità e solidarietà da parte di donne generose che aiutano coppie infertili ad avere figli. Ma le cose stanno davvero così? Siamo consapevoli del fatto che non è una ‘tecnica di riproduzione assistita’, bensì una gravidanza come le altre? È giusto considerare delle donne ‘portatrici’ di figli altrui? È giusto che dei neonati siano dati a ‘genitori committenti’ in cambio di denaro?”

Ne parleremo Daniela Danna, autrice di “Fare un figlio per altri è giusto. Falso!” (Laterza 2017).

Daniela Danna, sociologa, insegna Politiche sociali presso il Dipartimento di Studi Sociali e Politici dell’Università Statale di Milano. Le sue ricerche hanno riguardato questioni di genere, lesbismo e omosessualità, violenza contro le donne, politiche sulla prostituzione, maternità surrogata, analisi dei sistemi-mondo e teorie sulla popolazione. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Ginocidio. La violenza contro le donne nell’era globale (Eleuthera 2007); Crescere in famiglie omogenitoriali (a cura di, Franco Angeli 2009); Stato di Famiglia. Le donne maltrattate di fronte alle istituzioni (Ediesse 2009); Il genere spiegato a un paramecio (BFS 2011); Contract Children: Questioning Surrogacy (Ibidem 2015).

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“Le donne e il prete” di Mira Furlani
Set 22@18:00–19:30
"Le donne e il prete" di Mira Furlani

Venerdì 22 settembre alle ore 18:00

Lìbrati e le Vicine di casa presentano:

Le donne e il prete. L’isolotto visto da lei

di Mira Furlani

presentazione a cura di Sandra De Perini e Désirée Urizio

 

Lìbrati, in collaborazione con le Vicine di casa, vi aspetta venerdì 22 settembre alle ore 18:00 per  un incontro di riflessione storica e politica, accompagnata da fotografie, brevi filmati e immagini significative, sul libro di Mira Furlani intitolato Le donne e il prete. L’isolotto raccontato da lei (Gabrielli editori). Introduce l’incontro Sandra De Perini, le fotografie e i brevi filmati sono a cura di Désirée Urizio.

La storia di Mira si lega alle aspirazioni delle giovani donne che negli anni Cinquanta e Sessanta si impegnarono per il rinnovamento politico, religioso e spirituale della società italiana, suscitando fortissimi conflitti con l’autorità di origine patriarcale. Le incomprensioni, le contraddizioni e le ingiustizie patite furono per alcune di loro occasione di una presa di coscienza che, nei decenni successivi, si intrecciò con la forza del femminismo radicale e confluì nell’azione ancora in corso di tantissime donne, in ogni parte del mondo, tesa alla trasformazione profonda della realtà. Mettere al primo posto la vita, la forza del desiderio, la fedeltà a sé e al proprio sesso è oggi una pratica comune che ha le sue radici anche in storie come quella dell’“isolotto raccontato da lei”.

Qui di seguito la recensione di Mariangela Mianiti al volume comparsa su il manifesto del 26 aprile 2017:

Una stagione rivoluzionaria e il riconoscimento mancato

di Mariangela Mianiti

Ha poco più di cento pagine, ma più si procede nella lettura, più scotta fra le dita, scatena desiderio di ribellione, muove empatia. Ci sono voluti quasi 50 anni perché Mira (contrazione di Casimira) Furlani, quasi 80 anni, si desse il diritto di scrivere Le donne e il prete. L’Isolotto raccontato da lei (Gabrielli editore, pp. 112, euro 12). La prosa scorre e avviluppa, capace di narrare con quella verità emotiva che solo un, in questo caso una, protagonista diretta sa dare.
Il punto di partenza è la nascita dell’Isolotto di Firenze, quartiere popolare dove nel 1968 sorse la prima Comunità cristiana di base (Cdb) italiana e nella cui parrocchia Mira fondò e gestì, nel 1959 e con un’amica, la prima casa famiglia per bambini e bambine orfani e abbandonati.
Molto si è scritto sull’esperienza dell’Isolotto e della comunità che, attorno alla figura di don Enzo Mazzi, diede vita a pratiche comuni di condivisione e accoglimento che portavano avanti istanze di lavoratori, studenti, credenti e non.
Fu un’esperienza rivoluzionaria, prima appoggiata dal vescovo cardinale Elia Dalla Costa e poi osteggiata, in modo anche feroce, dal suo successore monsignor Ermenegildo Florit che non esitò ad appoggiarsi alle forze più reazionarie della città, compreso il partito fascista del Msi.
Fino a questo libro di Mira, quella stagione non era mai stata raccontata da uno sguardo femminile. Fa differenza? Ne fa, e tanta, perché per la prima volta Mira narra la sua esperienza di donna dentro quella rivolta svelando, come ha detto Luisa Muraro, una rivolta nella rivolta. Ciò rende questo libro necessario.
Qual è la rivolta di Mira e perché ci ha impiegato così tanto tempo prima di decidersi a narrarla? Se lo svelassi nel dettaglio, toglierei al lettore il piacere di scoprirlo da solo, ma soprattutto sminuirei l’emozione palpabile e la verità con cui Mira ripercorre le sue battaglie, le fatiche, le gioie, le scoperte, le delusioni e i dolori di quel periodo.
Però una cosa va detta: la rivolta riguarda don Mazzi non tanto nel suo ruolo pubblico, ma rispetto al modo con cui costruì e governò la relazione con Mira. Non si tratta di relazione amorosa e carnale, ma umana e sociale e riguarda l’impegno che Mira si assunse soprattutto nella casa-famiglia, il riconoscimento che fu negato al suo ruolo e alla sua figura, il non ascolto del suo pensiero. Questo scarto non soppresse l’affetto e la stima fra lei e don Mazzi, ma le rese impossibile far finta di niente.
Era stato don Mazzi a chiederle di assumersi il compito di madre affidataria, e ufficiosa, di quei bambini. Mira non aveva mai pensato né aspirato a quel tipo di impegno, anzi, prima di conoscere don Mazzi non era nemmeno interessata alla religione, era iscritta alla Cgil e al Pci e non andava in chiesa da anni. Il grande desiderio di verità, il riconoscersi nelle parole del Vangelo cambiarono radicalmente la sua vita. Quando don Mazzi le propose di dirigere la casa-famiglia lei accettò e svolse il suo lavoro con dedizione totale, aggiungendolo all’impiego che già aveva in una società di trasporti.
Ciò nonostante, don Mazzi non riconobbe mai a Mira, né pubblicamente né nel privato, quel ruolo faticoso e impegnativo sia fisicamente che psicologicamente. Più volte Furlani si ribellò a questa ingiustizia, ma invano, tant’è che scrive di essersi sentita considerata come una serva.
Rendersi libera è stato il lavoro che Mira ha sempre fatto d’istinto, ma per lei è diventato consapevolezza e pratica quotidiana quando, negli anni Settanta, ha incontrato il femminismo dell’autocoscienza e della differenza.
«L’autorità femminile – scrive – è una forza propulsiva che scaturisce dal profondo del pensiero della differenza sessuale, il cui apparire ha rivoluzionato ogni visione maschile patriarcale di paternità assoluta e piramidale, compresa quella gerarchica e sacrale della chiesa cattolica. Oggi non possiamo più discutere se rendere la società e le chiese più o meno democratiche: bisogna invece alimentare una pratica politica di autocoscienza maschile che possa rompere la scala gerarchica del potere assoluto del padre».
(il manifesto, 26 aprile 2017)

 

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“Il femminismo che è stata la mia festa”: Lia Cigarini
Set 24@10:00
"Il femminismo che è stata la mia festa": Lia Cigarini

Domenica 24 settembre ore 10.00

“Il femminismo che è stato la mia festa”

Domeniche di riflessione politica

discuteremo di

La politica del desiderio

e altri testi scelti

di

Lia Cigarini

Sabato 14 ottobre Lìbrati ospiterà un incontro con una delle donne e pensatrici più importanti del femminismo italiano: Lia Cigarini. Per arrivare all’incontro preparate abbiamo deciso di dedicare la nostra domenica femminista del 24 settembre allo studio e all’analisi di alcuni suoi testi.

Il gruppo di riflessione è aperto a tutte e tutti.

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Presentazione corsi di maglia 2017-2018
Set 26@18:00–19:30
Presentazione corsi di maglia 2017-2018

Martedì 26 settembre alle ore 18:00

Presentazione dei corsi di maglia 2017/2018

A cura dell’associazione Far Filò

 

Da ottobre ripartono i corsi di maglia organizzati dall’Associazione Far Filò e ospitati da Lìbrati. Tre incontri settimali  pensati per tutte, per chi è incuriosita da quest’arte antica e coinvolgente e per chi invece ha già dimestichezza e vuole perfezionarsi. Lìbrati vi aspetta martedì 26 settembre alle ore 18:00 per un aperitivo di presentazione. Un incontro informale per conoscersi e fare due chiacchiere con la docente dei corsi, Luisa De Marchi, che illustrerà i vari corsi e ci introdurrà al meraviglioso mondo del lavoro a ferri e della maglia. Vi aspettiamo.

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Accademia di lettura con Nicoletta Maragno- primo incontro
Set 27@19:30–21:30
Accademia di lettura con Nicoletta Maragno- primo incontro

Lìbrati e Associazione culturale Virginia Woolf presentano:

Ogni mercoledì dal 27 settembre al 6 dicembre

Accademia di lettura

Corso intensivo di lettura intepretativa

condotto da Nicoletta Maragno

 

Il Corso intensivo in lettura interpretativa è un percorso didattico di 20 ore complessive, comprensive di lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche e suddivise in incontri di due ore ciascuno, che si svolgono una volta alla settimana, da mercoledì 27 settembre a mercoledì 6 dicembre (tutti i mercoledì, escluso mercoledì 1 novembre), condotto da Nicoletta Maragno. Ciascun incontro è della durata di due ore e si svolge presso Lìbrati con il seguente orario: dalle 19:30 alle 21:30.

Il corso si rivolge a tutti coloro che amano o lavorano con la lettura; a professionisti, relatori, docenti che si trovino ad esporre contenuti in pubblico; a insegnanti, genitori, educatori, nel loro lavoro coi bambini; ai professionisti nelle relazioni di aiuto.

Il corso di propone di padroneggiare gli strumenti utili alla pratica del leggere e raccontare ad alta voce; sperimentando alcune fondamentali tecniche derivate dal training vocale, teatrale ed interpretativo, utili a ad allenare la propria capacità di trasferire intenzioni, atmosfere ed emozioni attraverso la capacità evocativa ed immaginativa della propria voce e della propria espressività.

Costo: 300 euro più 5 euro di tessera dell’Associazione Virginia Woolf.

Il corso è a numero chiuso. Chisura delle iscrizioni: 15 settembre 2017.

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro. Tutti coloro che amano o lavorano con la lettura si trovano prima o poi ad esporre contenuti o raccontare storie. Perché le storie finiscono per trasmettere nello stesso tempo significati palesi e velati: finiscono cioè per parlare simultaneamente a tutti i livelli della personalità umana. Le storie suggeriscono, evocano, fanno immaginare mondi possibili o reali. E chi racconta o espone ad alta voce, può diventare tramite di suggestioni che sollecitano il mondo delle immagini interiori di chi ascolta, stimolando pensieri, emozioni, idee .
“…Piacere che con le mie espressioni desto nell’altro, trasmettendogli immagini e sentimenti. Ma come potrei trasmettere qualcosa, se in colui che mi ascolta non desto alcun sentimento, alcuna immagine? Se non ho provato nessun piacere a farlo?” (N. Fabre)

La voce può costituire uno strumento prezioso dalle molte risorse espressive capace di regolare, comporre, raccontare, esprimere, comunicare, far capire e far sentire.

 

Programma:

“Voce e respiro”

  • Il respiro che dà forza alla voce
  • Tecniche per un corretto uso della voce
  • Gestire correttamente il proprio tono di voce

“La lettura di un testo”

  • I differenti “colori” della voce
  • L’importanza della chiarezza
  • Le intenzioni nelle parole
  • Toni. intensità vocale, ritmo
  • Rappresentazione vocale di un testo

“L’Espressività vocale: i personaggi e le atmosfere”

  • Le nostre mille voci: Esplorazione della propria espressività vocale
  • Voce e personaggi
  • Raccontare con il corpo
  • Leggere una storia
  • Voce ed immagini
  • Evocare mondi ed atmosfere
  • Adattare la voce al racconto

“Le emozioni nella voce: gli stati d’animo dei personaggi”

  • Voce, ricordi ed emozioni

  • L’immedesimazione utile a raccontare

  • Le emozioni nella voce

  • Dare vita e identità ai diversi personaggi

  • Rendere i differenti stati d’animo dei personaggi

  • Rendere i passaggi emotivi del racconto

“Lettura interpretativa di testi differenti”

  • La rappresentazione vocale di testi differenti

  • Prove pratiche su diversi personaggi

  • Prove pratiche su diversi stili narrativi:

  • Il testo accademico/tecnico

  • Il racconto

  • La favola

  • Il romanzo

  • Il dialogo

  • La lettura poetica

Nicoletta Maragno, nata a Padova, e’ diplomata dal 1990 presso la “Scuola di Teatro” diretta da Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano: una scuola che dava particolare e accurata attenzione a tutte le tecniche preparatorie e di allenamento per la pratica teatrale e in particolare, grazie alla formazione con la Dottoressa Silvia Magnani, stimatissima foniatra e otorinolaringoiatra milanese, a tutte le tecniche per l’educazione della voce e per lo sviluppo della voce artistica.

Oltre ad aver lavorato al fianco di Giorgio Strehler per oltre un decennio come attrice e cantante in numerosi spettacoli da lui diretti, a livello nazionale e internazionale e come formatrice teatrale, presso il Piccolo Teatro di Milano, ha preso parte a molte produzioni di altre compagnie nazionali teatrali e cinematografiche (G.Albertazzi, M.Scaparro, V.Moriconi C.Giuffrè, S. Soldini; C. Mazzacurati, Alessandro Rossetto, Riccardo Milani).

Apre da nove anni insieme alla scrittrice padovana di origini armene Antonia Arslan, il Festival della Letteratura di Mantova con i suoi lavori di drammaturgia letteraria e reading espressivi su testi di scrittrici italiane, dando vita a spettacoli come “La Galassia Sommersa” su talento delle donne, “Serao#04” dedicato a Matilde Serao, “Poetic Jazz Show”, sulla felice commistione di jazz e poesia, e “Musa 3.0” sulle origini e i felici esiti della letteratura femminile

Da sempre si occupa di formazione teatrale e cinematografica, di coaching nei set cinematografici e di formazione in contesti aziendali sugli argomenti legati alle tecniche di comunicazione efficace, al Public Speaking e alle tecniche di ascolto, avendo appreso all’interno del suo lavoro in teatro e in esperienze formative specifiche, l’uso e l’applicazione di tecniche attive di formazione coniugabili con l’esperienza del training espressivo.

Ha conseguito nel 2010 il diploma di Counselor presso il Laboratorio di ricerca e sviluppo di Milano per la conduzione dell’intervento di Counseling mediante tecniche psicoteatrali, con il patrocinio della Scuola Italiana di Psicotecnica (SIPSICO). E’ consulente per alcune importanti Società di Formazione in Italia (Galgano & Associati di MI, Elea di MI) per le quali tiene Corsi e Seminari sulla comunicazione in pubblico rivolti a professionisti o manager.

E’ docente in recitazione teatrale e cinematografica presso L’Accademia Teatrale Veneta, unica accademia in Veneto ad essere riconosciuta a livello nazionale. Continua anche la sua attività di attrice.

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“L’amore che non è” di Gianpaolo Trevisi
Set 28@17:00–18:30
"L'amore che non è" di Gianpaolo Trevisi

Giovedì 28 settembre alle ore 17:00

Presentazione di

L’amore che non è. Ci saranno giorni nuovi di mille colori diversi

di Gianpaolo Trevisi

Coordina Rosanna Bettella e con letture a cura dell’Associazione Padovadonne

 

Lìbrati in collaborazione con il Coordinamento donne CGIL Veneto Padova, con il Coordinamento donne SPI CGIL Veneto Padova e con l’Associazione Padovadonne, ospita la presentazione del libro L’amore che non è. Ci saranno giorni nuovi di mille colori diversi (Gabrielli editori) di Gianpaolo Trevisi. L’incontro, che si svolgerà giovedì 28 settembre alle ore 17:00, verrà coordinato da Rosanna Bettella, responsabile coordinamento donne SPI CGIL Veneto Padova. Interveranno inoltre le amiche dell’Associazione Padovadonne che cureranno delle letture di brani tratti da libro. Sarà presente l’autore.

Gianpaolo Trevisi, poliziotto-scrittore, con questo suo nuovo libro affronta la tematica della violenza di genere, narrando esperienze tragiche e a volte fatali, esistenze interrotte o sfregiate e lo fa con la voce e gli occhi delle donne.
L’autore, in qualità di funzionario di polizia, spesso ha avuto modo di vedere da vicino queste storie e le racconta con grande empatia, dimostrando una profonda conoscenza delle dinamiche psicologiche maschili e femminili.
La visione, nonostante la tragicità degli avvenimenti, si apre comunque alla speranza; nei racconti le protagoniste sono sempre loro: mogli, compagne, fidanzate, amanti, figlie, tutte vittime di un “amore che non è”, capaci, però, di sopravvivere, di riemergere, forti di una nuova consapevolezza raggiunta.

Gianpaolo Trevisi, (Roma 1969), è il direttore della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda (VR). È stato in precedenza dirigente dell’Ufficio Immigrazione e poi della Squadra Mobile di Verona, nonché Vice Questore. Per Gabrielli editori è stato autore anche di Un treno di vita (2010) e Coriandoli (2011) e, per l’Emi, di Un foglio di via (2014) e di La casa delle cose (2011), per i bambini. (Blog dell’Autore: www.gianpaolotrevisi.it)

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“Troppo sale. Un addio con ricette” di Stefania Giannotti
Set 29@18:00–19:30
"Troppo sale. Un addio con ricette" di Stefania Giannotti

Venerdì 29 settembre alle ore 18.00

Presentazione di

Troppo sale. Un addio con ricette

di Stefania Giannotti

 

Venerdì 29 settembre si svolgerà presso Lìbrati la presentazione del nuovo libro di Stefania Giannotti, Troppo sale. Un addio con ricette. Sarà presente l’autrice. Introduce Laura Capuzzo.

Gira e rigira sono sempre in un instabile equilibrio. O in cucina.

Una perdita irrimediabile è l’innesco silenzioso che provoca in chi racconta una nuova forma di devozione: la cucina – intesa non come distrazione, ma come applicazione e dedizione. La cucina come nutrimento per il corpo e per la mente. Una passione silenziosa per procedere nella vita quando si fa troppo salata. Una serie di gesti che ristabiliscono un legame con la realtà che sfugge. Dopo avere per caso incrociato il destino della vecchia trattoria milanese del Ponte Rosso, Stefania Giannotti abbandona la sua professione di architetta per percorrere una nuova strada e farsi cuoca. Davanti ai fuochi e girando fra i tavoli si ricostituisce, con i ragazzi che lavorano e i clienti più affezionati, una strana famiglia che diviene anche una sorta di rifugio e di protezione. E dalla trattoria si separa solo quando sente di aver portato a compimento il suo percorso, di poter guardare indietro, perché “il combattimento chiede un termine per fare posto a poca serenità e a tanto altro di grande”. Di poter augurare buona continuazione agli amici e a tutti quanti, in verità, si dispongono a stare, consapevoli, nella vita. Con padronanza di stile Giannotti dà respiro a una scrittura avvolgente, mai impressionistica, capace di calamitare le sue molte esperienze di vita, di intervallarle a ricette gustosissime – pause narrative e a propria volta esse stesse narrazione –, e di fondere in una sola trama lo strazio della perdita e il gusto dolce di esistere. Troppo sale è un memoir, ma anche un libro di meditazione e riflessione, ma anche un manualetto di cucina, ma anche un libro sul dolore. Stefania Giannotti ha cercato chi aveva perso nel tempo che ha dedicato alla cucina, alla ristorazione, agli amici. E non ha smesso di trovarlo. Perché in questa autobiografia si racconta di come cucinare può diventare, in forza di concentrazione e gioia, un modo diverso di stare al mondo.

Stefania Giannotti, è nata a Roma ma vive a Milano. Per gran parte della sua vita fa l’architetta, e intanto cucina. Poi cucina sempre più e intanto fa l’architetta. Ha pubblicato Zucchero a velo (La Tartaruga edizioni, 1990), Zucchero a velo e… il ritorno di Zucchero a velo (Baldini&Castoldi/La Tartaruga edizioni, 2003), tradotto in inglese francese e giapponese, e, insieme ad altre autrici “Cuoche Varie”, Fuochi (Libreria delle donne di Milano, 2015), Troppo sale. Un addio con ricette (Feltrinelli, 2017). Stefania ha avuto una vita complicata, sorretta e legata a doppio filo con la cucina e il nutrimento. Altre passioni: la libertà delle donne (non esclusa agli uomini), l’Ape Piaggio 50 e la faccia degli adolescenti.