Incontri ed eventi

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Ott
19
gio
“Marie Curie” di Alice Milani
Ott 19@18:00–19:30
"Marie Curie" di Alice Milani

Giovedì 19 ottobre ore 18.00

Presentazione di

“Marie Curie”

di

Alice Milani

(edizioni Becco Giallo)

Sarà presente l’autrice

 

“Il ritratto di una donna straordinaria, fra le scienziate più importanti di sempre.

Quando arrivò a Parigi e si iscrisse alla Sorbona, Maria Sklodowska aveva già 24 anni. In Polonia aveva dovuto lavorare come governante per mettere da parte i soldi necessari a intraprendere gli studi in scienze fisiche. Il nome con cui divenne famosa è quello del marito Pierre Curie, che la aiutò nelle ricerche su una sostanza sconosciuta che aveva una proprietà assai curiosa: emetteva energia, luce e calore. Era l’alba della fisica nucleare, ma anche l’inizio dell’era delle donne nel mondo della scienza. Dopo la morte improvvisa di Pierre, Marie portò avanti la sua carriera, fin troppo brillante e indipendente, scontrandosi con la mentalità conservatrice dell’Europa di inizio Novecento.”

Alice Milani (Pisa, 1986) ha studiato incisione e tecniche di stampa a Torino e a Bruxelles. Ha iniziato a fare fumetti con il collettivo La Trama, nel 2009. È autrice unica del graphic novel Wisława Szymborska, si dà il caso che io sia qui per Beccogiallo Edizioni, uscito nel 2015 e tradotto in polacco. Tumulto, a quattro mani con Silvia Rocchi, è uscito per Eris Edizioni nel 2016. Ha pubblicato storie brevi sulle riviste Linus, Lo Straniero, Delebile, Tieten met Haar e Graphic News. Ha realizzato delle animazioni in monotipo per il documentario Eloge d’un amour rêvé, di Arthur Gillet, prodotto in Belgio da Atelier Graphoui e in uscita nel 2017. Sta lavorando a un libro per bambini in collaborazione con Tuono Pettinato, per Felici Editore.

 

 

Ott
21
sab
“Racconto”: laboratorio di scrittura creativa
Ott 21@10:00–Ott 22@17:00
"Racconto": laboratorio di scrittura creativa

Sabato 21 e domenica 22 ottobre

dalle 10.00 alle 13.00, dalle 14.00 alle 17.00

si svolgerà presso Lìbrati

“RACCONTO”

il laboratorio intensivo di scrittura creativa sul racconto a partire dai vostri testi

tenuto da Barbara Buoso

Il laboratorio intensivo “Racconto”, organizzato dall’associazione Virginia Woolf, mira a fornire ai suoi partecipanti la conoscenza delle tecniche narrative di base per la scrittura di un racconto. Il laboratorio è organizzato coniugando una parte teorica, a partire dai testi sulla scrittura di Flannery O’Connor, e una parte laboratoriale in cui si lavorerà sui testi scritti dagli stessi partecipanti, fornendo loro gli strumenti essenziali per riscrivere e migliorare la propria scrittura sotto la guida esperta di Barbara Buoso, scrittrice e docente della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Alle partecipanti e ai partecipanti è quindi richiesto di mandare il proprio scritto (massimo 10.000 caratteri) via mail entro la data di chiusura delle iscrizioni, in modo che la docente abbia il tempo per analizzarne punti di forza e debolezza e per fare un vero e proprio lavoro di editing su ciascun testo.

Il laboratorio si svolge con il seguente orario: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00, presso Lìbrati, in via San Gregorio Barbarigo, 91.

Il laboratorio è a numero chiuso ed è necessario iscriversi.
Costo: 160,00 euro più 5 euro di tessera dell’Associazione Virginia Woolf per i non soci.

Chiusura delle iscrizioni:  15 ottobre
Per iscriversi è possibile telefonare allo 049 87 66 239 o mandare una mail a: libreriadelledonnepadova@gmail.com con oggetto “Conferma di partecipazione laboratorio Racconto” indicando nella mail anche il proprio numero di cellulare, per eventuali comunicazioni.

Barbara Buoso, nata a Rovigo ne 1972, vive e lavora a Padova. Nel 1994 vince il premio promosso dal Parlamento Europeo sul tema I diritti, giusti, della famiglia; nel 1998 vince il premio Padus Amoenus, Città di Sissa, con il racconto Bulimia d’amore. Ha esordito col romanzo nel 2003 con Aspettami (Fabio Croce Editore); nel 2014 ha pubblicato, su segnalazione di Emma Dante, L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi); a maggio 2016 per la rassegna Derive, reading all’interno del Festival dei Matti torna ancora al racconto con due storie minime. In pubblicazione L’architettura degli inverni e la raccolta di racconti Espropriazioni. Ha collaboratoto con il blog Atti Impuri, on line i suoi racconti Mi dia del litio, La festa di Aulin, Áristos, ‘il migliore’, Àscara, Il girone degli smielatori. Vincitrice con il racconto “Nevicata” del primo concorso di racconti organizzato da Lìbrati in collaborazione con L’Iguana editrice “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). Docente della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Presentazione di “Ti dico un segreto: Virginia Woolf e l’amore per le donne”
Ott 21@18:00–19:30
Presentazione di "Ti dico un segreto: Virginia Woolf e l'amore per le donne"
Sabato 21 ottobre ore 18.00
 
Presentazione di
“Ti dico un segreto: Virginia Woolf e l’amore per le donne”
di
Eleonora Tarabella
(Iacobelli editore)
 
Introduce Laura Capuzzo
 
“Su Virginia Woolf molto è stato scritto, facendone un monumento quasi inavvicinabile. Ma forse occorre restituire a Virginia quello che è di Virginia, innanzitutto smentendo l’immagine consolidata della donna depressa che finì col suicidarsi: in realtà lei aveva un carattere vivace e una grande ironia, come testimoniano molti suoi con­temporanei. Sapeva godere anche dei piccoli e grandi pia­ceri delle vita, amava appassionatamente i cani. Ma soprattutto, piuttosto trascurati sono in Italia gli aspetti della vita e dell’opera di una scrittrice che ebbe profondi rappor­ti con le donne, che amò intensamente, con cui ebbe forti rapporti di amicizia, delle quali scrisse con finissima capa­cità di comprensione, forte empatia e ammirazione. Il volume approfondisce gli aspetti lesbici, bisessuali e queer del “per­sonaggio” Virginia – che pure mai si dichiarò omosessuale pur vivendo in un ambiente in cui non si nascondevano le inclinazioni sessuali – uscendo dalla reticenza della stessa scrittrice e dei suoi biografici e critici. Uno studio appassionato e non accademico in cui si racconta di «alcuni uomini importanti nella vita della scrit­trice ma soprattutto di molte donne e dell’amore che manifestò loro in forme differenti. Che fosse sincero e puro o solo letterariamente immaginato fu amore. Sempre e comunque amore».”
 
Eleonora Tarabella, laureata in Lingua e letteratura inglese con una tesi sulla critica letteraria postmoderna, è da anni interessata all’opera di Virginia Woolf e ha lavorato come volontaria presso il National Trust a Monk’s House, la casa di campagna di Leonard e Virginia Woolf. Ha svolto ricerche presso l’Università di Cambridge, la British Library, La National Portrait Gallery e la casa natale di Virginia Woold in Hyde Park Gate a Londra. Ha pubblicato articoli e poesie su diverse testate e collaborato alle pagine culturali del quotidiano Il Tirreno. Vive a Livorno e lavora per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo presso la Certosa Monumentale di Calci.
 
Ott
24
mar
Thé letterario: “Cime tempestose” di Emily Brontë
Ott 24@17:00–18:00
Thé letterario: "Cime tempestose" di Emily Brontë

Martedì 24 ottobre dalle 17.00 alle 18.00


Thé letterario


“Cime tempestose”

di Emily Brontë


Introduzione a cura di
Laura Capuzzo


L’Associazione Virginia Woolf organizza un ciclo di incontri sui grandi romanzi della letteratura delle donne.
Il secondo incontro del nuovo Thé letterario sarà su “Cime tempestose” di Emily Brontë.

“Capolavoro di letteratura inglese e unico romanzo di Emily Brontë, Cime tempestose appare nel 1847 in una Inghilterra già frenata dai pudori vittoriani; è l’unico romanzo di una scrittrice di ventotto anni prossima alla morte perché consumata dalla tisi. Il libro, stampato in proprio e in poche copie, non desta, come del resto quelli delle sorelle, grande interesse; in seguito si imporrà come singolare capolavoro della letteratura inglese. Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire si consuma una tumultuosa e distruttiva passione amorosa. Tutti i tormentati contrasti che s’innescano tra gli abitanti di una agiata dimora a fondo valle e quelli di una fattoria su di un colle ventoso convergono nella figura del trovatello Heathcliff. Le contraddittorie e velenose passioni umane innestano nell’amore la sofferenza e la crudele vendetta”.

L’incontro, della durata di un’ora, sarà dedicato all’analisi del romanzo, sia dal punto di vista della storia raccontata che del modo in cui è stata scritta. Si analizzeranno lo stile, la struttura, i personaggi esaminando la scrittura dell’autrice in ogni suo aspetto.

L’incontro, del costo di 5 euro, è riservato ai soci Virginia Woolf (la cui tessera per il 2017 costa 5,00 euro).

Ott
26
gio
Presentazione di “Quando nascesti tu stella lucente”
Ott 26@18:00–19:30
Presentazione di "Quando nascesti tu stella lucente"

Giovedì 26 ottobre ore 18.00

Presentazione di

“Quando nascesti tu stella lucente”

di

Nadia Tarantini

Sarà presente l’autrice

Introduce Alisa Del Re

 

 

“Abbandoneresti corpo e memoria per vivere in eterno?
2346. Sotto la Calotta, dove vivono alcune migliaia di Sopravvissuti al Grande Disastro, i Trentenni della Prima Generazione assaporano gli ultimi dodici mesi da esseri umani completi. Dopo diciassette vite, transitando da un’ibernazione all’altra per rallentare l’invecchiamento, sono in procinto di guadagnare l’eternità. La contropartita prevede la rinuncia definitiva a ogni ricordo, alla sensibilità del corpo e alle emozioni: saranno innestati nei Cubi cerebrali che custodiranno il loro patrimonio e lo metteranno a frutto.
In attesa del suo innesto, la protagonista Marcela si imbtte nei Sepolti, che hanno rifiutato le ibernazioni per assecondare l’invecchiamento naturale fino alla morte. Destinata a rivelare al suo mondo la verità del Grande Disastro, decide di indagare a fondo.

Dalla quarta:
Erano i giorni destinati ai Trentenni della Prima Generazione. La sua. Marcela, come gli altri, non aveva programmi. L’anno della Scelta sollecitava desideri che si credevano dimenticati da tempo, e rendeva talvolta incerti. L’obiettivo lanciato un secolo prima era a portata di mano, e toccava proprio a loro sperimentarlo!
In fondo, si tratta di capire le ragioni della vita e della morte, concluse tra sé e sé Marcela. Abitare un Cubo, abbandonare il corpo e l’intera memoria. Che decisione difficile.

Perché leggerlo?
• Secondo Hannah Arendt, la fantascienza è veicolo di sentimenti e desideri di massa, e Quando nascesti tu, stella lucente, ambientato in un futuro remoto, rivela infatti molti aspetti della cultura e della società contemporanei.
• Protagonista di questo romanzo è il corpo, sempre prepotentemente alla ribalta per tematiche attualissime come gestazione per altri, pubblicità, sessualità, gender theory e queer theory.
• Gli scenari post apocalittici, l’impatto tecnologico nei dettagli minimi della vita quotidiana e le tematiche trattate inseriscono a pieno titolo il romanzo di Nadia Tarantini nella tradizione letteraria della science fiction più genuina. ” Dal sito della casa editrice.

Nadia Taratini, giornalista de l’Unità per oltre vent’anni, nel 1998 Nadia Tarantini ha lasciato il quotidiano per dedicarsi alla scrittura e all’insegnamento. Ha pubblicato alcuni libri di inchiesta, due manuali sulla scrittura e un saggio sulla salute, Il risveglio del corpo (Iacobelli editore, Roma 2011). Oggi conduce corsi e laboratori di scrittura nelle università e nelle scuole.

Alisa del Re, studiosa Senior dello Studium Patavinum e ex direttora del CIRSPG, nonché esponente del movimento femminista a Padova.

 

Ott
27
ven
Presentazione di “Libere tutte”
Ott 27@18:00–19:30
Presentazione di "Libere tutte"

Venerdì 27 ottobre ore 18.00

“Libere tutte”

di

Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti

Sarà presente Giorgia Serughetti

Introduce Ilaria Durigon

Dalla Polonia agli Stati Uniti di Trump, la libertà di scelta sull’aborto è sotto attacco. In tutto il pianeta la violenza di genere fa le sue vittime, portando le donne di nuovo nelle piazze. Su temi vivi e controversi che riguardano i corpi femminili – la prostituzione, la gestazione per altri, l’uso del velo islamico – si diffonde la tentazione di risposte repressive e punitive. Il femminismo del Novecento ha prodotto un cambiamento irreversibile, ma nel nuovo millennio le lotte delle donne non sono finite. La libertà femminile vive nel mondo, ma si scontra con resistenze e paternalismi di ogni sorta. Come riconoscere, difendere e promuovere l’autodeterminazione in un tempo in cui l’avanzata di forze conservatrici e integraliste mira a controllare la sessualità delle donne e la riproduzione, mentre il mercato cerca di trarne profitto? C’è ancora bisogno di femminismo. Questa parola, che alcuni hanno archiviato troppo presto, ritrova oggi il suo significato di battaglia per la libertà. Per tutte le donne. E per tutti gli uomini che vogliono camminare con loro.

Giorgia Serughetti, studiosa di processi culturali, è assistente di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Milano-Bicocca e lavora come ricercatrice sociale presso l’Associazione Parsec di Roma ed altri enti no profit. Ha pubblicato Chiedo Asilo: essere rifugiato in Italia (Università Bocconi Editore, 2012), con Marina Calloni e Stefano Marras; Consumatori di normalità. Giovani e droghe al tempo della crisi (Iacobelli, 2013), con Claudio Cippitelli, Pierpaolo Inserra e Laura Giacomello; Uomini che pagano le donne. Dalla strada al web, i clienti nel mercato del sesso contemporaneo (Ediesse 2013); e ha scritto numerosi contributi e articoli su fenomeni connessi a migrazioni, asilo, tratta e prostituzione.

Ott
28
sab
La scommessa della psicanalisi
Ott 28@16:30–18:00
La scommessa della psicanalisi

Sabato 28 ottobre alle 16:30

Giardino freudiano in collaborazione con Lìbrati

Presentazione di

La scommessa della psicanalisi. Scritti intorno alla sovversione freudiana

di Giuliana Bertelloni

a cura di Simone Berti


Sabato 28 ottobre alle ore 16:30, Lìbrati ospita la presentazione di La scommessa della psicanalisi. Scritti intorno alla sovversione freudiana di Giuliana Bertelloni. Il volume, edito da ETS, è curato da Simone Berti.

Intervengono: Simone Berti (Laboratorio di ricerca freudiana), Patrizia Lupi (Giardino freudiano) e Ettore Perrella (Accademia per la formazione).

L’evento è organizzato da Giardino freudiano.

Qui la scheda del libro:

Come affrontare il tentativo di smantellare la psicanalisi a vantaggio di una visione dell’essere umano sempre più tecnicistica e medicalizzata? Come riaprire la questione della formazione, della trasmissione? Come ritrovare il coraggio della mobilitazione, l’orgoglio per il pensiero critico che la psicanalisi riesce ancora a esercitare contro il conformismo, i protocolli e le formazioni fatte con lo stampino? Come soprattutto non arretrare di fronte alla fatica incessante del fare insieme, del costruire quel “concorso di molti” senza il quale non c’è psicanalisi possibile? Queste alcune domande che Giuliana Bertelloni pone in questo libro agli psicanalisti italiani. La psicanalisi non è una concezione del mondo. Non può adattarsi ad alcuna strumentalizzazione, né sottomettersi a un qualunque utilitarismo. È terapeutica, solo de surcroît dirà Lacan. La psicanalisi è un’etica di vita: chiunque vi si sottometta si iscrive in un rapporto con gli altri e col mondo che non è riducibile a nessun altro. La scommessa della psicanalisi consiste nel rispettare l’assoluta singolarità, la solitudine che comporta mantenere il rigore, ma anche trovare il verso di confrontarsi con altri ed unirsi – perché da soli non si ha voce. Nel DVD allegato Pastis 28: Psicanalisi ideato per il Convegno del Laboratorio di ricerca freudiana “Identità Precarie” in controcanto alle riflessioni degli psicanalisti sulla questione dell’identità e della precarietà.

Simone Berti, psicanalista a Firenze, è presidente del Laboratorio di Ricerca Freudiana associazione che promuove il lavoro e la collaborazione con altre associazioni di psicanalisi attraverso attività di formazione e seminari aperti al pubblico. E’ tra i fondatori del gruppo clinico sul Tratto del caso. Ha curato La scommessa della psicanalisi di Giuliana Bertelloni, Edizioni ETS Pisa 2016, collana Libertà di psicanalisi. Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati per ETS nella collana Percorsi di psicanalisi, della quale è co-direttore. E’ in uscita il suo libro Psicanalisi: scienza aperta allo stupore, Edizioni ETS, collana Libertà di psicanalisi.

Patrizia Lupi, psicologa e psicanalista, svolge la sua attività clinica a Padova. E’ responsabile per la città di Padova dell’associazione Giardino Freudiano che opera anche a Vicenza e Bassano del Grappa. L’associazione promuove lo studio e la ricerca, nell’intersezione di diversi ambiti del sapere, con eventi pubblici in cui il dibattito e lo scambio alimentano la scommessa culturale. Tra i fondatori del Gruppo clinico Il tratto del caso, partecipa ai lavori dell’Area Mediterranea della Psicanalisi.

Ettore Perrella, psicanalista a Padova, ha fondato l’Accademia platonica delle Arti poi divenuta Accademia per la Formazione. Da lungo tempo impegnato sulla questione della psicanalisi laica e sul tema della formazione degli analisti, tiene annualmente seminari di psicanalisi i contenuti dei quali sono confluiti nei suoi articoli e nei suoi libri. E’ autore di numerosi saggi e del recente Viaggio in Paradiso, Ipoc Edizioni Milano, poema scritto sul modello della Commedia di Dante.

Ott
29
dom
Gruppo di riflessione politica: “Il femminismo che è stata la mia festa”
Ott 29@10:00–12:00
Gruppo di riflessione politica: "Il femminismo che è stata la mia festa"

Domenica 29 ottobre ore 10.00

“Il femminismo che è stata la mia festa”

Domeniche di riflessione politica
discuteremo di

Il tribunale delle donne. Per un approccio femminista alla giustizia.

iniziativa organizzata in collaborazione con le Donne in Nero di Padova

Lìbrati vi aspetta per il consueto appuntamento del gruppo di riflessione politica. Durante l’incontro discuteremo del libro Il tribunale delle donne. Per un approccio femminista alla giustizia.Si tratta di un’iniziativa organizzata in collaborazione con le Donne in Nero di Padova.

Il progetto del Tribunale delle donne nasce in ex Jugoslavia per iniziativa di alcune associazioni femminili intenzionate a deninciare i crimini e gli abusi subiti dalle donne durante le guerre jugoslave combattute dal 1991 fino al 2001. Questa volontà di denuncia ha guidato il lavoro di molte associazioni femminili presenti in tutti i paesi della ex Jugoslavia, che dal 2011 al 2015 sono state impegnate in intense attività per la creazione di una rete di donne solidali: testimoni, attiviste, terapiste, esperte e artiste che hanno proposto un modello femminista di giustizia e responsabilità, dando vita al Tribunale delle Donne. Il Tribunale ha operato per promuovere nuove possibilità di conoscenza su quanto è avvenuto durante le guerre nei Balcani; per comprendere il contesto in cui la violenza si è manifestata; per dare voce all’esperienza individuale delle donne e includerla nella memoria pubblica; per realizzare una pace giusta per le future generazioni attraverso un confronto con il passato e la messa in evidenza dei meccanismi sociali che hanno reso possibili i crimini di guerra. Il Tribunale delle Donne non emette sentenze ma denuncia pubblicamente i crimini riconoscendo i bisogni di verità trascurati dai tribunali istituzionali e contribuendo a plasmare una storia alternativa delle donne, che possono trasformare il dolore vissuto in un’altra forma di resistenza e costruire così nelle regioni devastate dai conflitti spazi di convivenza democratica.

Il movimento delle Donne in Nero è nato a Gerusalemme nel 1988 dall’iniziativa di alcune donne israeliane che volevano dissociarsi dalla politica di occupazione dei territori palestinesi decisa dal loro governo. Vestite di nero e in silenzio, esprimevano il loro desiderio di pace e convivenza tra i popoli e il rifiuto di ogni forma di violenza. La pratica delle Donne in Nero arrivò in Italia e si estese in varie città, soprattutto in occasione della prima guerra del Golfo e delle guerre in Jugoslavia. In quest’ultimo paese, il 9 ottobre 1991 a Belgrado, le Donne in Nero uscirono per la prima volta in strada contro guerre e nazionalismi. Oggi la Rete internazionale delle Donne in Nero è presente in molti paesi europei ed extraeuropei e si caratterizza attraverso una forte opposizione alla guerra e al militarismo. In tutte le situazioni di conflitto che coinvolgono i propri governi, le Donne in Nero rifiutano la logica delle armi e del nazionalismo, scegliendo di parlare in prima persona, di rinunciare a un ruolo di passività, assumendo una responsabilità individuale di resistenza alla guerra e a tutto ciò che essa comporta in termini di distruzione, odio, esclusione. La Rete è presente in Italia in molte città. Benché ogni gruppo si organizzi e agisca in piena autonomia, esiste un coordinamento nazionale che si realizza attraverso incontri periodici e l’attuazione di progetti comuni.

 

 

 

 

Nov
4
sab
Laboratorio di Public Speaking
Nov 4@10:00–Nov 5@17:00
Laboratorio di Public Speaking

Sabato 4 e domenica 5 novembre,

dalle 10:00 alle 13:00, dalle 14:00 alle 17:00 

si svolgerà presso Lìbrati

“PUBLIC SPEAKING”

il laboratorio intensivo di lettura

tenuto da Nicoletta Maragno 

 

Il laboratorio intensivo di Public Speaking, tenuto dall’attrice teatrale e formatrice Nicoletta Maragno, ha come obiettivo l’utilizzo delle proprie abilità espressive e persuasive al fine di coinvolgere, motivare intorno ad un’idea o di presentare un progetto di fronte ad un uditorio. Le nostre qualità migliori, infatti, le nostre idee così come i nostri progetti o prodotti hanno spesso bisogno di essere presentati in maniera convincente per rendere la nostra comunicazione più incisiva e personale. Questo metodo innovativo prende spunto dall’allenamento propedeutico al teatro e distilla mirate attività di training per allenare concretamente ognuna di quelle abilità che possono trasformare la nostra comunicazione in una comunicazione vincente. Padronanza dei contenuti , capacità di sintesi, abilità retorica, uso consapevole di voce, corpo ed energia, strategia di esposizione, controllo delle emozioni, chiarezza, efficacia, persuasione, sono solo alcuni dei temi che verranno allenati attraverso un’esperienza di coaching esperienziale personalizzato e tarato sulle caratteristiche di ogni singolo partecipante.

Tra gli obiettivi principali del percorso:

  • Formare e facilitare ad una presa di consapevolezza degli strumenti legati all’efficacia della propria comunicazione
  • Analizzare e sperimentare strumenti e tecniche espressive da utilizzare per migliorare la propria efficacia nella comunicazione: tecniche verbali, non verbali ed espressive
  • Gestire voce, corpo, sguardo per ottenere attenzione, interesse, coinvolgimento e persuasione di chi ascolta per l’argomento che si sta trattando
  • Esplorare una serie di strategie per percepire e gestire con efficacia la situazione di “performance” limitando l’ansia da prestazione

Il corso si rivolge principalmente a:

  • Professionisti e imprenditori che si trovino a condurre riunioni o gruppi di lavoro
  • Persone che debbano presentare progetti, prodotti, iniziative, procedure, di fronte a gruppi di persone più o meno estesi, in contesti aziendali, didattici, pubblici, organizzativi, istituzionali o formativi
  • Relatori all’interno di contesti quali convegni, congressi, conferenze

Costo: 160,00 euro (più 5 euro tessera Virginia Woolf, per chi non è ancora socio.

Il corso è a numero chiuso. Chiusura delle iscrizioni: venerdì 27 ottobre.

Nicoletta Maragno, nata a Padova, e’ diplomata dal 1990 presso la “Scuola di Teatro”diretta da Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano: una scuola che dava particolare e accurata attenzione a tutte le tecniche preparatorie e di allenamento per la pratica teatrale. Oltre ad aver lavorato al fianco di Giorgio Strehler per più di un decennio come attrice e cantante in numerosi spettacoli da lui diretti, a livello nazionale e internazionale e come formatrice teatrale, presso il Piccolo Teatro di Milano, ha preso parte a molte produzioni di altre compagnie nazionali teatrali e cinematografiche (G.Albertazzi, M.Scaparro, V.Moriconi C.Giuffrè, S. Soldini).
Da sempre si occupa di formazione teatrale, di sviluppo personale e di formazione in contesti aziendali a livello nazionale, (Telecom, Nokia, Mc Donald’s, Inail, Associazioni Industriali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ecc) sugli argomenti legati alla comunicazione in pubblico e alla comunicazione e relazione efficace, avendo appreso all’interno del suo lavoro in teatro e in esperienze formative specifiche, l’uso e l’applicazione di tecniche attive di formazione coniugabili con l’esperienza del training. Ha conseguito nel 2010 il diploma di Counselor presso il Laboratorio di ricerca e sviluppo di Milano per la conduzione di gruppi mediante l’intervento di Counseling psicoespressivo, con il patrocinio della Scuola Italiana di Psicotecnica (SIPSICO). E’ consulente per alcune importanti Società di Formazione in Italia (Galgano & Associati di MI, Elea di MI) per le quali tiene Corsi e Seminari su comunicazione – leadership – gestione relazioni rivolti a professionisti o manager, in cui utilizza tecniche di training espressivo applicate ai contesti formativi. Continua anche la sua attività di attrice.

 

Nov
7
mar
Thè letterario “L’età dell’innocenza” di Edith Wharton
Nov 7@17:00–18:00
Thè letterario "L'età dell'innocenza" di Edith Wharton

Martedì 7 novembre dalle 17.00 alle 18.00

Thè letterario

“L’età dell’innocenza”

di Edith Wharton

 

Introduzione a cura di

Laura Capuzzo

L’Associazione Virginia Woolf organizza un ciclo di incontri sui grandi romanzi della letteratura delle donne.
Il terzo incontro del nuovo Thé letterario sarà su”L’età dell’innocenza” di Edith Wharton.

“Ma è proprio vero che questo matrimonio è stato una forzatura?”. Uscito nel 1920, L’età dell’innocenza vale alla sua autrice, Edith Wharton, il premio Pulitzer: sarà la prima donna a vederselo assegnare. Il libro è una critica spietata alla convenzionalità dell’alta società newyorchese: una vera aristocrazia immobiliare in cui le famiglie sono le stesse da generazioni, le donne un ornamento e gli uomini non fanno nulla neppure quando fingono di andare in ufficio. I ricchi personaggi dell’Età dell’innocenza vivono tutti nello stesso quadrilatero di strade, e d’estate si spostano tutti quanti a Newport. Sono sempre insieme, sono privilegiati e severi al contempo, e non concepiscono l’esistenza di un mondo fuori dal loro. Il mondo, ovviamente, progredisce, cambia e rischia di lasciarli indietro. Ai cancelli della vecchia New York premono l’aristocrazia imprenditoriale e bancaria – i Morgan, i Lehman, i Guggenheim –, gli operai migrati dall’Europa e soprattutto stili di vita dinamici e aggressivi. Il protagonista del romanzo, Newland Archer, è un giovane raffinato che nella prima parte vediamo emanciparsi lentamente dai valori della vecchia New York ma che poi si trova costretto a sposare una donna che non ama assolutamente. L’età dell’innocenza è un romanzo avvincente e sofisticato che sa trasportarci nel luogo dell’origine della bugia romantica, là dove il nostro io si affanna a mantenere il rispetto di sé con fantasie consolatorie.

L’incontro, della durata di un’ora, sarà dedicato all’analisi del romanzo, sia dal punto di vista della storia raccontata che del modo in cui è stata scritta. Si analizzeranno lo stile, la struttura, i personaggi esaminando la scrittura dell’autrice in ogni suo aspetto.

L’incontro, del costo di 5 euro, è riservato ai soci Virginia Woolf (la cui tessera per il 2017 costa 5,00 euro).

 

Colette, il gruppo di lettura di Lìbrati
Nov 7@20:30–21:30
Colette, il gruppo di lettura di Lìbrati

Martedì 7 novembre ore 20.30

Colette

il gruppo di lettura di Lìbrati

si incontra

In questo nuovo incontro del gruppo di lettura di Lìbrati discuteremo insieme di “La nascita del giorno” di Colette e sceglieremo insieme il prossimo libro da leggere.

Colette è un gruppo aperto e tutte e tutti sono invitati a partecipare.

Nov
9
gio
Presentazione di “Alfabeto d’origine”
Nov 9@18:00–19:00
Presentazione di "Alfabeto d'origine"

Giovedì 9 novembre ore 18.00

Presentazione di

“Alfabeto d’origine”

di

Lea Melandri

Sarà presente l’autrice

Introduce Ilaria Durigon

La scrittura, intesa come esplorazione dell’intimo, diventa un viaggio che si spinge verso zone di frontiera tra corpo e mente, inconscio e coscienza, sogno e realtà.

Quella che l’autrice ha in più occasioni definito «scrittura di esperienza» interroga innanzi tutto il pensiero, il suo radicamento nella memoria del corpo, nelle sedimentazioni profonde che hanno dato forma inconsapevolmente al nostro sentire. In quelle zone remote e “innominabili”, la storia particolarissima di ogni individuo incontra comportamenti umani che sembrano eterni, immodificabili, uguali sotto ogni cielo: passioni elementari, sogni, costruzioni immaginarie, rappresentazioni del mondo, riconoscibili in ogni spazio e tempo. Tra queste, vanno a collocarsi le figure del maschile e del femminile, che il corso della storia ha modificato, ma non tanto da cancellare i tratti della vicenda originaria che ha dato loro volti innegabilmente duraturi. Quei pochi libri in cui di volta in volta l’autrice ha creduto di riscontrare la ‘spudoratezza’ necessaria per nominare «il mondo delle cose che non siamo stati capaci fino a questo punto di dire», sono diventati, nel lento e ripetuto vaglio a cui li ha sottoposti, accompagnatori e guide di un viaggio verso un passato pervicacemente muto, avaro di ricordi, sepolto nella memoria del corpo. È come se ognuno di quei ‘reperti’, strappati al loro contesto, e persino alla mano da cui erano usciti, potesse parlare per lei, e l’intimità che è mancata nelle relazioni reali avvalersi del sostegno di parole, sentimenti, sogni in cui riconoscere parentele sorprendenti. In altre parole: un’autobiografia per interposta persona.

Lea Melandri è nata a Fusignano (Ravenna) nel 1941, vive a Milano dal 1967. Ha insegnato in vari ordini di scuole e nei corsi per adulti. Tiene attualmente corsi presso l’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, di cui è stata promotrice insieme ad altre fin dal 1987 e di cui oggi è presidente. Prende parte attiva al movimento delle donne negli anni ’70. Di questa ricerca sulla problematica dei sessi, che continua fino ad oggi, sono testimonianza le sue numerose pubblicazioni. Nel 2012 ha ricevuto dal Comune di Milano l’Ambrogino d’oro come “teorica femminista” con la seguente motivazione: «tra le maggiori teoriche italiane del femminismo: ha contribuito a fare della nostra città uno dei centri internazionali del pensiero sulle donne, animando il dibattito con scritti, incontri, iniziative culturali, civili, politiche».

Nov
10
ven
Presentazione di “Il Trasloco”
Nov 10@18:00–19:30
Presentazione di "Il Trasloco"

Venerdì 10 novembre ore 18.00

Presentazione di

“Il Trasloco”

di

Paola Dalla Valle

Sarà presente l’autrice

Introduce Antonella Cunico

Letture di Adriano Marcolini 

Musiche di Andrea Moroni

(Le officine del suono) 

Seguiranno gli interventi del pubblico 

 

“Claudia si sbottonò il vestito nero e lo lasciò cadere a terra. Ne avrebbe fatto stracci per spolverare: il tempo della vedovanza era finito. Indugiò davanti allo specchio e provò a riconoscersi.”

Claudia, la protagonista di questo Trasloco sia reale che metaforico, è una donna forte benché la vita l’abbia duramente messa alla prova e talvolta mostri delle fragilità. Ambientato tra Vicenza e Perugia negli anni Ottanta, il racconto asseconda il percorso di una memoria al contempo timorosa e ansiosa di riconciliarsi con un vissuto percepito come incompiuto. Descrizioni paesaggistiche e inserti storici, seminati qua e là quasi inavvertitamente, restituiscono nitidezza ai luoghi del ricordo e, in particolare, illustrano affettuosamente la città del Palladio, ritraendola com’era trent’anni fa.

Introduce Antonella Cunico. Letture di Adriano Marcolini, docente, attore e autore di teatro.

Musiche di Andrea Moroni, musicista de Le officine del suono, gruppo di musicisti e docenti che lavorano da tempo sulla storia del ‘900, elaborando percorsi musicali, storici e letterari. In questi ultimi anni hanno prodotto spettacoli e lezioni-concerto su momenti, personaggi, eventi che hanno caratterizzato la nostra storia recente.

Paola Dalla Valle, nata e cresciuta a Vicenza, scrive da sempre ma non ha mai pubblicato né partecipato a concorsi letterari fino a quest’anno, quando è stata selezionata tra i vincitori del concorso nazionale Racconti nella Rete 2017, organizzato dall’Associazione Culturale LuccAutori; il suo racconto La Classe sarà inserito in un’antologia edita da Nottetempo che uscirà a ottobre/novembre nelle librerie. Il Trasloco è il suo primo romanzo.

Nov
16
gio
Cineforum: Rosenstrasse di Margarethe von Trotta
Nov 16@19:00–21:15
Cineforum: Rosenstrasse di Margarethe von Trotta

Giovedì 16 novembre 2017 ore 19.00

Cineforum

“Registe dal mondo”

Rosenstrasse

di 

Margarethe von Trotta 

Lìbrati in collaborazione con l’Associazione Virginia Woolf organizza la proiezione del film Rosenstrasse. L’ingresso, gratuito, è riservato ai soci e alle socie dell’Associazione (la tessera associativa valida per il 2017 costa 5 euro).

Rosenstrasse è un film del 2003 diretto da Margarethe von Trotta, attrice regista e sceneggiatrice tedesca. Rosenstrasse è il nome di una strada di Berlino, dove nel 1943 centinaia di donne ariane manifestarono, protestando contro la deportazione dei loro mariti ebrei e riuscendo a farli liberare. Il film ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il premio come migliore interprete femminile a Katya Riemann, presso la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2003 e il David di Donatello come Miglior film dell’Unione europea a Margarethe von Trotta.

Trama:

Ruth, una donna ebrea originaria di Berlino, è scampata da bambina all’olocausto ed è giunta negli Stati Uniti dopo la fine della guerra. I ricordi dell’infanzia sono troppo dolorosi per Ruth e, nel tempo, ha preferito rimuoverli. Così, quando, tanti anni dopo, rimane vedova e mostra avversione per il fidanzato non ebreo della figlia Hannah, a quest’ultima pare un atteggiamento irrazionale. Hannah, con l’aiuto della cugina della madre, comincia a ricostruire la storia della piccola Ruth e si reca in Germania ad intervistare Lena, la donna che la salvò. Attraverso i ricordi di Lena che partecipò alla protesta di Rosenstrasse, Hannah recupera la memoria del passato e, alla fine, può sposarsi con la benedizione della madre.

Nov
17
ven
Donne e sciamanesimo
Nov 17@18:00–19:30
Donne e sciamanesimo

Venerdì 17 novembre 2017 ore 18.00

Donne e sciamanesimo

Un viaggio nella spiritualità femminile

oscurata dal patriarcato

con

Morena Luciani Russo

 

Come mai si parla sempre di streghe, maghe, guaritrici,medium, curandere e di sciamane raramente? E’ giusto far coincidere lo sciamanesimo con una struttura patriarcale della società?
Qual è stato il ruolo della donna nella preistoria? Perché la spiritualità femminile è stata oscurata dalla storia e dalle indagini antropologiche? Quali sono le funzioni sciamaniche che oggi le donne potrebbero recuperare? Attraverso una video-presentazione, Morena Luciani Russo,  ci guiderà in un percorso tra antropologia, arte e archeo-mitologia per mostrare come le donne siano state allontanate dalle loro innate doti spirituali e discutere delle implicazioni politiche e sociali che questo oscuramento della storia ha significato.
 
 
Morena Luciani Russo, presidente dell’associazione Laima e ideatrice della manifestazione Culture Indigene di Pace. E’  artista rituale, attivista spirituale e libera ricercatrice nel campo delle scienze sociali, con particolare attenzione al tema dello sciamanesimo e all’antropologia del sacro femminile. Tra le sue pubblicazioni, Donne Sciamane, Venexia, un’analisi di come le doti spirituali delle donne siano state oscurate dalla storia e dalla cultura patriarcale. Dal 2006 è allieva di Vicki Noble, organizza cerchi di donne, cerchi gilanici e ha elaborato un percorso dal titolo “Donne, Tamburi e Stati di Conoscenza Sciamanica” in cui insegna alcune pratiche spirituali fondate sull’uso del tamburo e dell’arte rituale come vie di impoteramento e liberazione del femminile.
Nov
18
sab
Autobiografia, scriviamo un racconto
Nov 18@10:00–Nov 19@18:00
Autobiografia, scriviamo un racconto

sabato 18 e domenica 19 novembre 2017
ore 10-13, 14-18

Scriviamo insieme un racconto…

Laboratorio di scrittura autobiografica

tenuto da

Barbara Buoso

 

Lìbrati in collaborazione con l’Associazione Virginia Woolf organizza un laboratorio di scrittura con parti teoriche e pratiche di scrittura di un racconto a sfondo autobiografico.

 

PROGRAMMA
– diradare la nebbia, ovvero chiarire l’idea iniziale
– partire sì, per arrivare dove?
– le coordinate fondamentali del proprio racconto
– lo sviluppo schematico della propria storia
– si inizia a scrivere…
– individuare le parole fondamentali per la propria storia, trovare la propria voce
– io come personaggio del mio racconto

 

tot. ore 16
costo totale 160,00 euro
(nel costo è inclusa la tessera dell’associazione Virginia Woolf 2017, tessera che garantisce il 5% di sconto su tutti i libri Lìbrati).
TERMINE ISCRIZIONI SABATO 11 NOVEMBRE
Per iscriversi inviare una mail con oggetto “Conferma partecipazione laboratorio di racconto autobiografico” a  libreriadelledonnepadovagmail.com.

 

Barbara Buoso, nata a Rovigo ne 1972, vive e lavora a Padova. Nel 1994 vince il premio promosso dal Parlamento Europeo sul tema I diritti, giusti, della famiglia; nel 1998 vince il premio Padus Amoenus, Città di Sissa, con il racconto Bulimia d’amore. Ha esordito col romanzo nel 2003 con Aspettami (Fabio Croce Editore); nel 2014 ha pubblicato, su segnalazione di Emma Dante, L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi); a maggio 2016 per la rassegna Derive, reading all’interno del Festival dei Matti torna ancora al racconto con due storie minime. In pubblicazione Falene, d’estate. Collabora con il blog Atti Impuri, on line i suoi racconti Mi dia del litio, La festa di Aulin, Áristos, ‘il migliore’, Àscara, Il girone degli smielatori. Vincitrice con il racconto “Nevicata” del primo concorso di racconti organizzato da Lìbrati in collaborazione con L’iguana editrice “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice. In pubblicazione la raccolta di racconti Espropriazioni. Docente della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

 

Nov
21
mar
Thé letterario “La signora Dalloway” di Virginia Woolf
Nov 21@17:00–18:00
Thé letterario "La signora Dalloway" di Virginia Woolf

Martedì 21 novembre dalle 17.00 alle 18.00

Thé letterario

“La signora Dalloway” 

di Virginia Woolf 

 

Introduzione a cura di

Ilaria Durigon

L’Associazione Virginia Woolf organizza un ciclo di incontri sui grandi romanzi della letteratura delle donne.
Il quarto incontro del nuovo Thé letterario sarà su “La signora Dalloway” di Virginia Woolf.

Un mercoledì di metà giugno del 1923, Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords, esce per comprare dei fiori per la festa, che la sera riunirà nella sua casa una variopinta galleria di personaggi. Tra gli altri: Peter Walsh, l’amante respinto, appena tornato dall’India, e l’amica tanto amata, più di ogni uomo, Sally Seton. Per le strade di Londra passeggia anche Septimus Warren Smith, il deuteragonista del romanzo. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. Clarissa ha cinquant’anni, è ricca. Septimus ne ha appena trenta, è povero e traumatizzato dall’esperienza feroce e violenta della guerra, in cui ha perduto non solo l’amico Evans, ma ogni pace. Eppure i due, senza mai incontrarsi, semplicemente sfiorando gli stessi luoghi, comunicano. Con sapienza straordinaria Virginia Woolf, giunta con questo al suo quarto romanzo, tesse il filo sottile di corrispondenze, echi, emozioni che creano un’opera di grande intensità. Dove un uomo e una donna sconosciuti l’uno all’altra sono accomunati dallo stesso amore e terrore della vita, che li porterà, nell’accettazione (femminile) o nel rifiuto (maschile), ad affermarne comunque l’inestimabile valore.

L’incontro, della durata di un’ora, sarà dedicato all’analisi del romanzo, sia dal punto di vista della storia raccontata che del modo in cui è stata scritta. Si analizzeranno lo stile, la struttura, i personaggi esaminando la scrittura dell’autrice in ogni suo aspetto.

L’incontro, del costo di 5 euro, è riservato ai soci Virginia Woolf (la cui tessera per il 2017 costa 5,00 euro).

Nov
24
ven
Così lontane, così vicine. Modelli femminili in epoca tardoantica e bizantina
Nov 24@18:00–19:30
Così lontane, così vicine. Modelli femminili in epoca tardoantica e bizantina

Venerdì 24 novembre alle ore 18:00

Così lontane, così vicine

Modelli femminili in epoca tardoantica e bizantina

A partire da Cinque sante bizantine. Storie di cortigiane, travestite, eremite, imperatrici a cura di Laura Franco

Sarà presente la curatrice

Interviene Maria Grazia Crepaldi

 

Lìbrati vi aspetta giovedì 24 novembre alle ore 18:00 per Così lontane, così vicine. Modelli femminili in epoca tardoantica e bizantina. La discussione muoverà dal libro Cinque sante bizantine. Storie di cortigiane, travestite, eremite, imperatrici (SE) a cura di Laura Franco.

Sarà presente Laura Franco, curatrice del volume. Interviene Maria Grazia Crepaldi.

Dalla quarta di copertina:

Nel Medioevo le Vite dei santi erano raccontate e continuamente rielaborate, arricchite ogni volta di dettagli nuovi e diversi, che diedero corpo a un gran numero di varianti della medesima storia. Alcune leggende agiografiche ebbero un’enorme diffusione, paragonabile a quella che oggi hanno i romanzi, o certe biografie romanzate. I cinque testi tradotti in questo volume sono molto diversi tra loro, sia per il registro linguistico sia perché appartengono a epoche differenti; li accomuna il fatto che le protagoniste sono donne e alcune di esse scelgono di travestirsi da monaco. Proprio in ragione di questa diversità possono offrire un quadro, naturalmente parziale, della santità femminile nel Medioevo greco e della varietà di tipologie che la caratterizza. Ecco allora Pelagia, prostituta convertita e poi redenta. Maria ed Eufrosine, entrambe orfane di madre, compiono la scelta di entrare in un monastero maschile travestendosi, l’una per non separarsi dal padre, l’altra per evitare il matrimonio. Teoctista, presa prigioniera dagli Arabi, riesce a sfuggire in modo rocambolesco ai suoi rapitori e diviene eremita su un’isola deserta. L’imperatrice Teodora, l’unico personaggio realmente esistito, si assicura la santità riabilitando il culto delle icone proibito dagli imperatori iconoclasti.

Laura Franco, bizantinista, consegue il dottorato alla University of London (Royal Holloway), collabora con l’Università di Cipro e insegna Paleografia greca presso l’Institute pf English Studies.

Maria Grazia Crepaldi, professoressa di Storia della filosofia tardoantica presso l’Università degli Studi di Padova. La sua attività di ricerca è volta ad approfondire il rapporto tra filosofia greca e pensiero giudaico-cristiano antico; in questo contesto, ha dedicato particolare attenzione alla recezione delle dottrine platoniche e aristoteliche nel giudaismo alessandrino e nella Patristica greca, e allo sviluppo del platonismo e dello stoicismo in età imperiale. Ha presentato relazioni sulle tematiche studiate in convegni svoltisi in Italia e in Francia. Nel corso degli anni la ricerca ha dato luogo alla pubblicazione di numerosi saggi concernenti la presenza della filosofia classica in Filone di Alessandria e nel pensiero cristiano antico di area greca, l’antropologia del platonismo pagano e cristiano di età imperiale, le modalità dell’inculturazione filosofica del messaggio cristiano.

Nov
26
dom
“Il femminismo che è stato la mia festa”: Annarosa Buttarelli
Nov 26@10:00–12:00
"Il femminismo che è stato la mia festa": Annarosa Buttarelli

Domenica 26 novembre ore 10.00

“Il femminismo che è stata la mia festa”

Domeniche di riflessione politica
discuteremo di

Sovrane 

 di Annarosa Buttarelli 

Sarà presente l’autrice

 

Lìbrati vi aspetta per il consueto appuntamento del gruppo di riflessione politica. Durante l’incontro discuteremo di Sovrane di Annarosa Buttarelli con l’autrice stessa che sarà presente in libreria.

Il patriarcato sembra ormai tramontare come forma di dominio sulla mente e sul corpo delle donne, che ovunque nel mondo fanno rete, inventano forme di lotta, denunciano prevaricazioni e violenze. Eppure le istituzioni politiche, culturali e religiose sono ancora largamente dominate da logiche monosessuate e da una misoginia spesso inconsapevole. Nessuna riforma istituzionale può essere efficace se non si realizza una convivenza nuova tra uomini e donne. Questa può nascere soltanto rivoluzionando il modo di intendere il concetto di sovranità, che deve essere radicalmente diverso da quello che ha orientato prima l’assolutismo monarchico, poi la democrazia rappresentativa e, infine, i tentativi di contenere la disgregazione degli stati-nazione.

In Sovrane, Annarosa Buttarelli interpreta pensieri, pratiche e politiche create da donne che nella storia hanno consolidato la propria autorità, basata sul principio ordinatore delle relazioni umane e regolata dalle leggi della vita più che dal diritto maschile, dalle gerarchie o dallo strapotere del denaro. Si compone così una galleria di ritratti brillanti, donne protagoniste che hanno indicato una via «differente» di fare politica e di governare. Da Elisabetta del Palatinato a Ildegarda di Bingen, da Elisabetta I a Cristina di Svezia, fino alle Preziose, dame dell’alta società francese che tra Seicento e Settecento sperimentarono un modello di socialità in cui, più che le armi o il censo, contava la finezza del pensiero e della condotta. Un modello in cui le donne potevano essere finalmente sovrane. Agli esempi illuminanti del passato si affiancano due esperienze contemporanee: le battaglie contrattuali delle operaie tessili di Brescia e l’amministrazione di Graziella Borsatti, sindaca di Ostiglia, due casi di possibili vie di fuga dall’ideologia della rappresentanza, dal prevalere della quantità sulla qualità, dal dominio della funzione manageriale e dell’organizzazione tecnocratica del lavoro. Nell’operato di queste donne coraggiose e consapevoli si distingue la potenza liberatrice dell’autorità, purché questa mantenga la sua radice femminile e il suo ambito sapienziale,e la libertà sia intesa come recupero della priorità politica ed esistenziale delle relazioni – la trama che sostiene le nostre vite. Perché solo l’autorità femminile può originare una pratica della sovranità capace di rigenerare le istituzioni pubbliche. E di governare il mondo senza appropriarsene.

Annarosa Buttarelli insegna Filosofia della storia all’Università di Verona e dal 1988 fa parte della Comunità filosofica Diotima. Impegnata da anni nel pensiero e nella politica della differenza, è autrice di numerosi saggi e curatele, tra cui DuemilaeunaDonne che cambiano l’Italia, (Pratiche 2000); Una filosofa innamorata. María Zambrano e i suoi insegnamenti (Bruno Mondadori 2004); Il pensiero dell’esperienza, con Federica Giardini (Baldini Castoldi Dalai 2008).

 

 

 

Nov
30
gio
Presentazione del Calendario ginergico 2018. Le Artiste
Nov 30@18:00–19:30
Presentazione del Calendario ginergico 2018. Le Artiste

Giovedì 30 novembre alle ore 18:00

Lìbrati in collaborazione con Il Tempio della Dea

Presentazione del Calendario Ginergico 2018. Le Artiste

a cura di Emiliana Losma

 

Reclamare il nostro Genio Creativo attraverso la Sorellanza Ispiratrice

 

Il Calendario Ginergico dedicato alle artiste è stato creato con l’obiettivo di ampliare e diversificare la conoscenza della presenza e dell’azione delle donne in campo artistico attraverso un semplice strumento di uso quotidiano.

Quando pensiamo al mondo dell’arte (pittura, scultura, design, illustrazione…), infatti, molto difficilmente vengono in mente donne. Magari una, forse qualcuna di più. Probabilmente avremmo difficoltà a elencarne più di una decina. Inoltre con la fin troppo abusata locuzione “arte al femminile” si falsifica la presenza delle donne nella storia dell’arte, creando un gruppo irreale.

Il Calendario è stato creato appunto per mostrare quante donne artiste sono esistite e quanto le produzioni siano differenti tra loro. 366 giorni, 366 artiste, 366 opere. Un’artista al giorno presentata attraverso una sua opera. Più di quaranta nazionalità per mostrare che le artiste hanno abitato ogni latitudine.

Al centro del Calendario Ginergico sta l’energia femminile, la ginergia appunto. Ginergia intesa come strumento di ispirazione e fonte di impoteramento. Il Calendario Ginergico dedicato alle artiste vuole aiutare le donne a richiamare/reclamare il proprio Genio Artistico per inventare nuovi modi di praticare Sorellanza Ispiratrice, Libertà e Coraggio Creativo.

Sarà presente Emiliana Losma, ideatrice e curatrice del Calendario ginergico.

Emiliana Losma, laureata in Scienze della Comunicazione, ricercatrice in storia del cinema muto italiano da oltre dieci anni si occupa di storia delle donne collaborando con archivi, biblioteche e centri di ricerca torinesi.

Ott
19
gio
“Marie Curie” di Alice Milani
Ott 19@18:00–19:30
"Marie Curie" di Alice Milani

Giovedì 19 ottobre ore 18.00

Presentazione di

“Marie Curie”

di

Alice Milani

(edizioni Becco Giallo)

Sarà presente l’autrice

 

“Il ritratto di una donna straordinaria, fra le scienziate più importanti di sempre.

Quando arrivò a Parigi e si iscrisse alla Sorbona, Maria Sklodowska aveva già 24 anni. In Polonia aveva dovuto lavorare come governante per mettere da parte i soldi necessari a intraprendere gli studi in scienze fisiche. Il nome con cui divenne famosa è quello del marito Pierre Curie, che la aiutò nelle ricerche su una sostanza sconosciuta che aveva una proprietà assai curiosa: emetteva energia, luce e calore. Era l’alba della fisica nucleare, ma anche l’inizio dell’era delle donne nel mondo della scienza. Dopo la morte improvvisa di Pierre, Marie portò avanti la sua carriera, fin troppo brillante e indipendente, scontrandosi con la mentalità conservatrice dell’Europa di inizio Novecento.”

Alice Milani (Pisa, 1986) ha studiato incisione e tecniche di stampa a Torino e a Bruxelles. Ha iniziato a fare fumetti con il collettivo La Trama, nel 2009. È autrice unica del graphic novel Wisława Szymborska, si dà il caso che io sia qui per Beccogiallo Edizioni, uscito nel 2015 e tradotto in polacco. Tumulto, a quattro mani con Silvia Rocchi, è uscito per Eris Edizioni nel 2016. Ha pubblicato storie brevi sulle riviste Linus, Lo Straniero, Delebile, Tieten met Haar e Graphic News. Ha realizzato delle animazioni in monotipo per il documentario Eloge d’un amour rêvé, di Arthur Gillet, prodotto in Belgio da Atelier Graphoui e in uscita nel 2017. Sta lavorando a un libro per bambini in collaborazione con Tuono Pettinato, per Felici Editore.

 

 

Ott
21
sab
“Racconto”: laboratorio di scrittura creativa
Ott 21@10:00–Ott 22@17:00
"Racconto": laboratorio di scrittura creativa

Sabato 21 e domenica 22 ottobre

dalle 10.00 alle 13.00, dalle 14.00 alle 17.00

si svolgerà presso Lìbrati

“RACCONTO”

il laboratorio intensivo di scrittura creativa sul racconto a partire dai vostri testi

tenuto da Barbara Buoso

Il laboratorio intensivo “Racconto”, organizzato dall’associazione Virginia Woolf, mira a fornire ai suoi partecipanti la conoscenza delle tecniche narrative di base per la scrittura di un racconto. Il laboratorio è organizzato coniugando una parte teorica, a partire dai testi sulla scrittura di Flannery O’Connor, e una parte laboratoriale in cui si lavorerà sui testi scritti dagli stessi partecipanti, fornendo loro gli strumenti essenziali per riscrivere e migliorare la propria scrittura sotto la guida esperta di Barbara Buoso, scrittrice e docente della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Alle partecipanti e ai partecipanti è quindi richiesto di mandare il proprio scritto (massimo 10.000 caratteri) via mail entro la data di chiusura delle iscrizioni, in modo che la docente abbia il tempo per analizzarne punti di forza e debolezza e per fare un vero e proprio lavoro di editing su ciascun testo.

Il laboratorio si svolge con il seguente orario: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00, presso Lìbrati, in via San Gregorio Barbarigo, 91.

Il laboratorio è a numero chiuso ed è necessario iscriversi.
Costo: 160,00 euro più 5 euro di tessera dell’Associazione Virginia Woolf per i non soci.

Chiusura delle iscrizioni:  15 ottobre
Per iscriversi è possibile telefonare allo 049 87 66 239 o mandare una mail a: libreriadelledonnepadova@gmail.com con oggetto “Conferma di partecipazione laboratorio Racconto” indicando nella mail anche il proprio numero di cellulare, per eventuali comunicazioni.

Barbara Buoso, nata a Rovigo ne 1972, vive e lavora a Padova. Nel 1994 vince il premio promosso dal Parlamento Europeo sul tema I diritti, giusti, della famiglia; nel 1998 vince il premio Padus Amoenus, Città di Sissa, con il racconto Bulimia d’amore. Ha esordito col romanzo nel 2003 con Aspettami (Fabio Croce Editore); nel 2014 ha pubblicato, su segnalazione di Emma Dante, L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi); a maggio 2016 per la rassegna Derive, reading all’interno del Festival dei Matti torna ancora al racconto con due storie minime. In pubblicazione L’architettura degli inverni e la raccolta di racconti Espropriazioni. Ha collaboratoto con il blog Atti Impuri, on line i suoi racconti Mi dia del litio, La festa di Aulin, Áristos, ‘il migliore’, Àscara, Il girone degli smielatori. Vincitrice con il racconto “Nevicata” del primo concorso di racconti organizzato da Lìbrati in collaborazione con L’Iguana editrice “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). Docente della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Presentazione di “Ti dico un segreto: Virginia Woolf e l’amore per le donne”
Ott 21@18:00–19:30
Presentazione di "Ti dico un segreto: Virginia Woolf e l'amore per le donne"
Sabato 21 ottobre ore 18.00
 
Presentazione di
“Ti dico un segreto: Virginia Woolf e l’amore per le donne”
di
Eleonora Tarabella
(Iacobelli editore)
 
Introduce Laura Capuzzo
 
“Su Virginia Woolf molto è stato scritto, facendone un monumento quasi inavvicinabile. Ma forse occorre restituire a Virginia quello che è di Virginia, innanzitutto smentendo l’immagine consolidata della donna depressa che finì col suicidarsi: in realtà lei aveva un carattere vivace e una grande ironia, come testimoniano molti suoi con­temporanei. Sapeva godere anche dei piccoli e grandi pia­ceri delle vita, amava appassionatamente i cani. Ma soprattutto, piuttosto trascurati sono in Italia gli aspetti della vita e dell’opera di una scrittrice che ebbe profondi rappor­ti con le donne, che amò intensamente, con cui ebbe forti rapporti di amicizia, delle quali scrisse con finissima capa­cità di comprensione, forte empatia e ammirazione. Il volume approfondisce gli aspetti lesbici, bisessuali e queer del “per­sonaggio” Virginia – che pure mai si dichiarò omosessuale pur vivendo in un ambiente in cui non si nascondevano le inclinazioni sessuali – uscendo dalla reticenza della stessa scrittrice e dei suoi biografici e critici. Uno studio appassionato e non accademico in cui si racconta di «alcuni uomini importanti nella vita della scrit­trice ma soprattutto di molte donne e dell’amore che manifestò loro in forme differenti. Che fosse sincero e puro o solo letterariamente immaginato fu amore. Sempre e comunque amore».”
 
Eleonora Tarabella, laureata in Lingua e letteratura inglese con una tesi sulla critica letteraria postmoderna, è da anni interessata all’opera di Virginia Woolf e ha lavorato come volontaria presso il National Trust a Monk’s House, la casa di campagna di Leonard e Virginia Woolf. Ha svolto ricerche presso l’Università di Cambridge, la British Library, La National Portrait Gallery e la casa natale di Virginia Woold in Hyde Park Gate a Londra. Ha pubblicato articoli e poesie su diverse testate e collaborato alle pagine culturali del quotidiano Il Tirreno. Vive a Livorno e lavora per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo presso la Certosa Monumentale di Calci.
 
Ott
24
mar
Thé letterario: “Cime tempestose” di Emily Brontë
Ott 24@17:00–18:00
Thé letterario: "Cime tempestose" di Emily Brontë

Martedì 24 ottobre dalle 17.00 alle 18.00


Thé letterario


“Cime tempestose”

di Emily Brontë


Introduzione a cura di
Laura Capuzzo


L’Associazione Virginia Woolf organizza un ciclo di incontri sui grandi romanzi della letteratura delle donne.
Il secondo incontro del nuovo Thé letterario sarà su “Cime tempestose” di Emily Brontë.

“Capolavoro di letteratura inglese e unico romanzo di Emily Brontë, Cime tempestose appare nel 1847 in una Inghilterra già frenata dai pudori vittoriani; è l’unico romanzo di una scrittrice di ventotto anni prossima alla morte perché consumata dalla tisi. Il libro, stampato in proprio e in poche copie, non desta, come del resto quelli delle sorelle, grande interesse; in seguito si imporrà come singolare capolavoro della letteratura inglese. Nella solitaria e selvaggia brughiera dello Yorkshire si consuma una tumultuosa e distruttiva passione amorosa. Tutti i tormentati contrasti che s’innescano tra gli abitanti di una agiata dimora a fondo valle e quelli di una fattoria su di un colle ventoso convergono nella figura del trovatello Heathcliff. Le contraddittorie e velenose passioni umane innestano nell’amore la sofferenza e la crudele vendetta”.

L’incontro, della durata di un’ora, sarà dedicato all’analisi del romanzo, sia dal punto di vista della storia raccontata che del modo in cui è stata scritta. Si analizzeranno lo stile, la struttura, i personaggi esaminando la scrittura dell’autrice in ogni suo aspetto.

L’incontro, del costo di 5 euro, è riservato ai soci Virginia Woolf (la cui tessera per il 2017 costa 5,00 euro).

Ott
26
gio
Presentazione di “Quando nascesti tu stella lucente”
Ott 26@18:00–19:30
Presentazione di "Quando nascesti tu stella lucente"

Giovedì 26 ottobre ore 18.00

Presentazione di

“Quando nascesti tu stella lucente”

di

Nadia Tarantini

Sarà presente l’autrice

Introduce Alisa Del Re

 

 

“Abbandoneresti corpo e memoria per vivere in eterno?
2346. Sotto la Calotta, dove vivono alcune migliaia di Sopravvissuti al Grande Disastro, i Trentenni della Prima Generazione assaporano gli ultimi dodici mesi da esseri umani completi. Dopo diciassette vite, transitando da un’ibernazione all’altra per rallentare l’invecchiamento, sono in procinto di guadagnare l’eternità. La contropartita prevede la rinuncia definitiva a ogni ricordo, alla sensibilità del corpo e alle emozioni: saranno innestati nei Cubi cerebrali che custodiranno il loro patrimonio e lo metteranno a frutto.
In attesa del suo innesto, la protagonista Marcela si imbtte nei Sepolti, che hanno rifiutato le ibernazioni per assecondare l’invecchiamento naturale fino alla morte. Destinata a rivelare al suo mondo la verità del Grande Disastro, decide di indagare a fondo.

Dalla quarta:
Erano i giorni destinati ai Trentenni della Prima Generazione. La sua. Marcela, come gli altri, non aveva programmi. L’anno della Scelta sollecitava desideri che si credevano dimenticati da tempo, e rendeva talvolta incerti. L’obiettivo lanciato un secolo prima era a portata di mano, e toccava proprio a loro sperimentarlo!
In fondo, si tratta di capire le ragioni della vita e della morte, concluse tra sé e sé Marcela. Abitare un Cubo, abbandonare il corpo e l’intera memoria. Che decisione difficile.

Perché leggerlo?
• Secondo Hannah Arendt, la fantascienza è veicolo di sentimenti e desideri di massa, e Quando nascesti tu, stella lucente, ambientato in un futuro remoto, rivela infatti molti aspetti della cultura e della società contemporanei.
• Protagonista di questo romanzo è il corpo, sempre prepotentemente alla ribalta per tematiche attualissime come gestazione per altri, pubblicità, sessualità, gender theory e queer theory.
• Gli scenari post apocalittici, l’impatto tecnologico nei dettagli minimi della vita quotidiana e le tematiche trattate inseriscono a pieno titolo il romanzo di Nadia Tarantini nella tradizione letteraria della science fiction più genuina. ” Dal sito della casa editrice.

Nadia Taratini, giornalista de l’Unità per oltre vent’anni, nel 1998 Nadia Tarantini ha lasciato il quotidiano per dedicarsi alla scrittura e all’insegnamento. Ha pubblicato alcuni libri di inchiesta, due manuali sulla scrittura e un saggio sulla salute, Il risveglio del corpo (Iacobelli editore, Roma 2011). Oggi conduce corsi e laboratori di scrittura nelle università e nelle scuole.

Alisa del Re, studiosa Senior dello Studium Patavinum e ex direttora del CIRSPG, nonché esponente del movimento femminista a Padova.

 

Ott
27
ven
Presentazione di “Libere tutte”
Ott 27@18:00–19:30
Presentazione di "Libere tutte"

Venerdì 27 ottobre ore 18.00

“Libere tutte”

di

Cecilia D’Elia e Giorgia Serughetti

Sarà presente Giorgia Serughetti

Introduce Ilaria Durigon

Dalla Polonia agli Stati Uniti di Trump, la libertà di scelta sull’aborto è sotto attacco. In tutto il pianeta la violenza di genere fa le sue vittime, portando le donne di nuovo nelle piazze. Su temi vivi e controversi che riguardano i corpi femminili – la prostituzione, la gestazione per altri, l’uso del velo islamico – si diffonde la tentazione di risposte repressive e punitive. Il femminismo del Novecento ha prodotto un cambiamento irreversibile, ma nel nuovo millennio le lotte delle donne non sono finite. La libertà femminile vive nel mondo, ma si scontra con resistenze e paternalismi di ogni sorta. Come riconoscere, difendere e promuovere l’autodeterminazione in un tempo in cui l’avanzata di forze conservatrici e integraliste mira a controllare la sessualità delle donne e la riproduzione, mentre il mercato cerca di trarne profitto? C’è ancora bisogno di femminismo. Questa parola, che alcuni hanno archiviato troppo presto, ritrova oggi il suo significato di battaglia per la libertà. Per tutte le donne. E per tutti gli uomini che vogliono camminare con loro.

Giorgia Serughetti, studiosa di processi culturali, è assistente di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Milano-Bicocca e lavora come ricercatrice sociale presso l’Associazione Parsec di Roma ed altri enti no profit. Ha pubblicato Chiedo Asilo: essere rifugiato in Italia (Università Bocconi Editore, 2012), con Marina Calloni e Stefano Marras; Consumatori di normalità. Giovani e droghe al tempo della crisi (Iacobelli, 2013), con Claudio Cippitelli, Pierpaolo Inserra e Laura Giacomello; Uomini che pagano le donne. Dalla strada al web, i clienti nel mercato del sesso contemporaneo (Ediesse 2013); e ha scritto numerosi contributi e articoli su fenomeni connessi a migrazioni, asilo, tratta e prostituzione.

Ott
28
sab
La scommessa della psicanalisi
Ott 28@16:30–18:00
La scommessa della psicanalisi

Sabato 28 ottobre alle 16:30

Giardino freudiano in collaborazione con Lìbrati

Presentazione di

La scommessa della psicanalisi. Scritti intorno alla sovversione freudiana

di Giuliana Bertelloni

a cura di Simone Berti


Sabato 28 ottobre alle ore 16:30, Lìbrati ospita la presentazione di La scommessa della psicanalisi. Scritti intorno alla sovversione freudiana di Giuliana Bertelloni. Il volume, edito da ETS, è curato da Simone Berti.

Intervengono: Simone Berti (Laboratorio di ricerca freudiana), Patrizia Lupi (Giardino freudiano) e Ettore Perrella (Accademia per la formazione).

L’evento è organizzato da Giardino freudiano.

Qui la scheda del libro:

Come affrontare il tentativo di smantellare la psicanalisi a vantaggio di una visione dell’essere umano sempre più tecnicistica e medicalizzata? Come riaprire la questione della formazione, della trasmissione? Come ritrovare il coraggio della mobilitazione, l’orgoglio per il pensiero critico che la psicanalisi riesce ancora a esercitare contro il conformismo, i protocolli e le formazioni fatte con lo stampino? Come soprattutto non arretrare di fronte alla fatica incessante del fare insieme, del costruire quel “concorso di molti” senza il quale non c’è psicanalisi possibile? Queste alcune domande che Giuliana Bertelloni pone in questo libro agli psicanalisti italiani. La psicanalisi non è una concezione del mondo. Non può adattarsi ad alcuna strumentalizzazione, né sottomettersi a un qualunque utilitarismo. È terapeutica, solo de surcroît dirà Lacan. La psicanalisi è un’etica di vita: chiunque vi si sottometta si iscrive in un rapporto con gli altri e col mondo che non è riducibile a nessun altro. La scommessa della psicanalisi consiste nel rispettare l’assoluta singolarità, la solitudine che comporta mantenere il rigore, ma anche trovare il verso di confrontarsi con altri ed unirsi – perché da soli non si ha voce. Nel DVD allegato Pastis 28: Psicanalisi ideato per il Convegno del Laboratorio di ricerca freudiana “Identità Precarie” in controcanto alle riflessioni degli psicanalisti sulla questione dell’identità e della precarietà.

Simone Berti, psicanalista a Firenze, è presidente del Laboratorio di Ricerca Freudiana associazione che promuove il lavoro e la collaborazione con altre associazioni di psicanalisi attraverso attività di formazione e seminari aperti al pubblico. E’ tra i fondatori del gruppo clinico sul Tratto del caso. Ha curato La scommessa della psicanalisi di Giuliana Bertelloni, Edizioni ETS Pisa 2016, collana Libertà di psicanalisi. Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati per ETS nella collana Percorsi di psicanalisi, della quale è co-direttore. E’ in uscita il suo libro Psicanalisi: scienza aperta allo stupore, Edizioni ETS, collana Libertà di psicanalisi.

Patrizia Lupi, psicologa e psicanalista, svolge la sua attività clinica a Padova. E’ responsabile per la città di Padova dell’associazione Giardino Freudiano che opera anche a Vicenza e Bassano del Grappa. L’associazione promuove lo studio e la ricerca, nell’intersezione di diversi ambiti del sapere, con eventi pubblici in cui il dibattito e lo scambio alimentano la scommessa culturale. Tra i fondatori del Gruppo clinico Il tratto del caso, partecipa ai lavori dell’Area Mediterranea della Psicanalisi.

Ettore Perrella, psicanalista a Padova, ha fondato l’Accademia platonica delle Arti poi divenuta Accademia per la Formazione. Da lungo tempo impegnato sulla questione della psicanalisi laica e sul tema della formazione degli analisti, tiene annualmente seminari di psicanalisi i contenuti dei quali sono confluiti nei suoi articoli e nei suoi libri. E’ autore di numerosi saggi e del recente Viaggio in Paradiso, Ipoc Edizioni Milano, poema scritto sul modello della Commedia di Dante.

Ott
29
dom
Gruppo di riflessione politica: “Il femminismo che è stata la mia festa”
Ott 29@10:00–12:00
Gruppo di riflessione politica: "Il femminismo che è stata la mia festa"

Domenica 29 ottobre ore 10.00

“Il femminismo che è stata la mia festa”

Domeniche di riflessione politica
discuteremo di

Il tribunale delle donne. Per un approccio femminista alla giustizia.

iniziativa organizzata in collaborazione con le Donne in Nero di Padova

Lìbrati vi aspetta per il consueto appuntamento del gruppo di riflessione politica. Durante l’incontro discuteremo del libro Il tribunale delle donne. Per un approccio femminista alla giustizia.Si tratta di un’iniziativa organizzata in collaborazione con le Donne in Nero di Padova.

Il progetto del Tribunale delle donne nasce in ex Jugoslavia per iniziativa di alcune associazioni femminili intenzionate a deninciare i crimini e gli abusi subiti dalle donne durante le guerre jugoslave combattute dal 1991 fino al 2001. Questa volontà di denuncia ha guidato il lavoro di molte associazioni femminili presenti in tutti i paesi della ex Jugoslavia, che dal 2011 al 2015 sono state impegnate in intense attività per la creazione di una rete di donne solidali: testimoni, attiviste, terapiste, esperte e artiste che hanno proposto un modello femminista di giustizia e responsabilità, dando vita al Tribunale delle Donne. Il Tribunale ha operato per promuovere nuove possibilità di conoscenza su quanto è avvenuto durante le guerre nei Balcani; per comprendere il contesto in cui la violenza si è manifestata; per dare voce all’esperienza individuale delle donne e includerla nella memoria pubblica; per realizzare una pace giusta per le future generazioni attraverso un confronto con il passato e la messa in evidenza dei meccanismi sociali che hanno reso possibili i crimini di guerra. Il Tribunale delle Donne non emette sentenze ma denuncia pubblicamente i crimini riconoscendo i bisogni di verità trascurati dai tribunali istituzionali e contribuendo a plasmare una storia alternativa delle donne, che possono trasformare il dolore vissuto in un’altra forma di resistenza e costruire così nelle regioni devastate dai conflitti spazi di convivenza democratica.

Il movimento delle Donne in Nero è nato a Gerusalemme nel 1988 dall’iniziativa di alcune donne israeliane che volevano dissociarsi dalla politica di occupazione dei territori palestinesi decisa dal loro governo. Vestite di nero e in silenzio, esprimevano il loro desiderio di pace e convivenza tra i popoli e il rifiuto di ogni forma di violenza. La pratica delle Donne in Nero arrivò in Italia e si estese in varie città, soprattutto in occasione della prima guerra del Golfo e delle guerre in Jugoslavia. In quest’ultimo paese, il 9 ottobre 1991 a Belgrado, le Donne in Nero uscirono per la prima volta in strada contro guerre e nazionalismi. Oggi la Rete internazionale delle Donne in Nero è presente in molti paesi europei ed extraeuropei e si caratterizza attraverso una forte opposizione alla guerra e al militarismo. In tutte le situazioni di conflitto che coinvolgono i propri governi, le Donne in Nero rifiutano la logica delle armi e del nazionalismo, scegliendo di parlare in prima persona, di rinunciare a un ruolo di passività, assumendo una responsabilità individuale di resistenza alla guerra e a tutto ciò che essa comporta in termini di distruzione, odio, esclusione. La Rete è presente in Italia in molte città. Benché ogni gruppo si organizzi e agisca in piena autonomia, esiste un coordinamento nazionale che si realizza attraverso incontri periodici e l’attuazione di progetti comuni.

 

 

 

 

Nov
4
sab
Laboratorio di Public Speaking
Nov 4@10:00–Nov 5@17:00
Laboratorio di Public Speaking

Sabato 4 e domenica 5 novembre,

dalle 10:00 alle 13:00, dalle 14:00 alle 17:00 

si svolgerà presso Lìbrati

“PUBLIC SPEAKING”

il laboratorio intensivo di lettura

tenuto da Nicoletta Maragno 

 

Il laboratorio intensivo di Public Speaking, tenuto dall’attrice teatrale e formatrice Nicoletta Maragno, ha come obiettivo l’utilizzo delle proprie abilità espressive e persuasive al fine di coinvolgere, motivare intorno ad un’idea o di presentare un progetto di fronte ad un uditorio. Le nostre qualità migliori, infatti, le nostre idee così come i nostri progetti o prodotti hanno spesso bisogno di essere presentati in maniera convincente per rendere la nostra comunicazione più incisiva e personale. Questo metodo innovativo prende spunto dall’allenamento propedeutico al teatro e distilla mirate attività di training per allenare concretamente ognuna di quelle abilità che possono trasformare la nostra comunicazione in una comunicazione vincente. Padronanza dei contenuti , capacità di sintesi, abilità retorica, uso consapevole di voce, corpo ed energia, strategia di esposizione, controllo delle emozioni, chiarezza, efficacia, persuasione, sono solo alcuni dei temi che verranno allenati attraverso un’esperienza di coaching esperienziale personalizzato e tarato sulle caratteristiche di ogni singolo partecipante.

Tra gli obiettivi principali del percorso:

  • Formare e facilitare ad una presa di consapevolezza degli strumenti legati all’efficacia della propria comunicazione
  • Analizzare e sperimentare strumenti e tecniche espressive da utilizzare per migliorare la propria efficacia nella comunicazione: tecniche verbali, non verbali ed espressive
  • Gestire voce, corpo, sguardo per ottenere attenzione, interesse, coinvolgimento e persuasione di chi ascolta per l’argomento che si sta trattando
  • Esplorare una serie di strategie per percepire e gestire con efficacia la situazione di “performance” limitando l’ansia da prestazione

Il corso si rivolge principalmente a:

  • Professionisti e imprenditori che si trovino a condurre riunioni o gruppi di lavoro
  • Persone che debbano presentare progetti, prodotti, iniziative, procedure, di fronte a gruppi di persone più o meno estesi, in contesti aziendali, didattici, pubblici, organizzativi, istituzionali o formativi
  • Relatori all’interno di contesti quali convegni, congressi, conferenze

Costo: 160,00 euro (più 5 euro tessera Virginia Woolf, per chi non è ancora socio.

Il corso è a numero chiuso. Chiusura delle iscrizioni: venerdì 27 ottobre.

Nicoletta Maragno, nata a Padova, e’ diplomata dal 1990 presso la “Scuola di Teatro”diretta da Giorgio Strehler del Piccolo Teatro di Milano: una scuola che dava particolare e accurata attenzione a tutte le tecniche preparatorie e di allenamento per la pratica teatrale. Oltre ad aver lavorato al fianco di Giorgio Strehler per più di un decennio come attrice e cantante in numerosi spettacoli da lui diretti, a livello nazionale e internazionale e come formatrice teatrale, presso il Piccolo Teatro di Milano, ha preso parte a molte produzioni di altre compagnie nazionali teatrali e cinematografiche (G.Albertazzi, M.Scaparro, V.Moriconi C.Giuffrè, S. Soldini).
Da sempre si occupa di formazione teatrale, di sviluppo personale e di formazione in contesti aziendali a livello nazionale, (Telecom, Nokia, Mc Donald’s, Inail, Associazioni Industriali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ecc) sugli argomenti legati alla comunicazione in pubblico e alla comunicazione e relazione efficace, avendo appreso all’interno del suo lavoro in teatro e in esperienze formative specifiche, l’uso e l’applicazione di tecniche attive di formazione coniugabili con l’esperienza del training. Ha conseguito nel 2010 il diploma di Counselor presso il Laboratorio di ricerca e sviluppo di Milano per la conduzione di gruppi mediante l’intervento di Counseling psicoespressivo, con il patrocinio della Scuola Italiana di Psicotecnica (SIPSICO). E’ consulente per alcune importanti Società di Formazione in Italia (Galgano & Associati di MI, Elea di MI) per le quali tiene Corsi e Seminari su comunicazione – leadership – gestione relazioni rivolti a professionisti o manager, in cui utilizza tecniche di training espressivo applicate ai contesti formativi. Continua anche la sua attività di attrice.

 

Nov
7
mar
Thè letterario “L’età dell’innocenza” di Edith Wharton
Nov 7@17:00–18:00
Thè letterario "L'età dell'innocenza" di Edith Wharton

Martedì 7 novembre dalle 17.00 alle 18.00

Thè letterario

“L’età dell’innocenza”

di Edith Wharton

 

Introduzione a cura di

Laura Capuzzo

L’Associazione Virginia Woolf organizza un ciclo di incontri sui grandi romanzi della letteratura delle donne.
Il terzo incontro del nuovo Thé letterario sarà su”L’età dell’innocenza” di Edith Wharton.

“Ma è proprio vero che questo matrimonio è stato una forzatura?”. Uscito nel 1920, L’età dell’innocenza vale alla sua autrice, Edith Wharton, il premio Pulitzer: sarà la prima donna a vederselo assegnare. Il libro è una critica spietata alla convenzionalità dell’alta società newyorchese: una vera aristocrazia immobiliare in cui le famiglie sono le stesse da generazioni, le donne un ornamento e gli uomini non fanno nulla neppure quando fingono di andare in ufficio. I ricchi personaggi dell’Età dell’innocenza vivono tutti nello stesso quadrilatero di strade, e d’estate si spostano tutti quanti a Newport. Sono sempre insieme, sono privilegiati e severi al contempo, e non concepiscono l’esistenza di un mondo fuori dal loro. Il mondo, ovviamente, progredisce, cambia e rischia di lasciarli indietro. Ai cancelli della vecchia New York premono l’aristocrazia imprenditoriale e bancaria – i Morgan, i Lehman, i Guggenheim –, gli operai migrati dall’Europa e soprattutto stili di vita dinamici e aggressivi. Il protagonista del romanzo, Newland Archer, è un giovane raffinato che nella prima parte vediamo emanciparsi lentamente dai valori della vecchia New York ma che poi si trova costretto a sposare una donna che non ama assolutamente. L’età dell’innocenza è un romanzo avvincente e sofisticato che sa trasportarci nel luogo dell’origine della bugia romantica, là dove il nostro io si affanna a mantenere il rispetto di sé con fantasie consolatorie.

L’incontro, della durata di un’ora, sarà dedicato all’analisi del romanzo, sia dal punto di vista della storia raccontata che del modo in cui è stata scritta. Si analizzeranno lo stile, la struttura, i personaggi esaminando la scrittura dell’autrice in ogni suo aspetto.

L’incontro, del costo di 5 euro, è riservato ai soci Virginia Woolf (la cui tessera per il 2017 costa 5,00 euro).

 

Colette, il gruppo di lettura di Lìbrati
Nov 7@20:30–21:30
Colette, il gruppo di lettura di Lìbrati

Martedì 7 novembre ore 20.30

Colette

il gruppo di lettura di Lìbrati

si incontra

In questo nuovo incontro del gruppo di lettura di Lìbrati discuteremo insieme di “La nascita del giorno” di Colette e sceglieremo insieme il prossimo libro da leggere.

Colette è un gruppo aperto e tutte e tutti sono invitati a partecipare.

Nov
9
gio
Presentazione di “Alfabeto d’origine”
Nov 9@18:00–19:00
Presentazione di "Alfabeto d'origine"

Giovedì 9 novembre ore 18.00

Presentazione di

“Alfabeto d’origine”

di

Lea Melandri

Sarà presente l’autrice

Introduce Ilaria Durigon

La scrittura, intesa come esplorazione dell’intimo, diventa un viaggio che si spinge verso zone di frontiera tra corpo e mente, inconscio e coscienza, sogno e realtà.

Quella che l’autrice ha in più occasioni definito «scrittura di esperienza» interroga innanzi tutto il pensiero, il suo radicamento nella memoria del corpo, nelle sedimentazioni profonde che hanno dato forma inconsapevolmente al nostro sentire. In quelle zone remote e “innominabili”, la storia particolarissima di ogni individuo incontra comportamenti umani che sembrano eterni, immodificabili, uguali sotto ogni cielo: passioni elementari, sogni, costruzioni immaginarie, rappresentazioni del mondo, riconoscibili in ogni spazio e tempo. Tra queste, vanno a collocarsi le figure del maschile e del femminile, che il corso della storia ha modificato, ma non tanto da cancellare i tratti della vicenda originaria che ha dato loro volti innegabilmente duraturi. Quei pochi libri in cui di volta in volta l’autrice ha creduto di riscontrare la ‘spudoratezza’ necessaria per nominare «il mondo delle cose che non siamo stati capaci fino a questo punto di dire», sono diventati, nel lento e ripetuto vaglio a cui li ha sottoposti, accompagnatori e guide di un viaggio verso un passato pervicacemente muto, avaro di ricordi, sepolto nella memoria del corpo. È come se ognuno di quei ‘reperti’, strappati al loro contesto, e persino alla mano da cui erano usciti, potesse parlare per lei, e l’intimità che è mancata nelle relazioni reali avvalersi del sostegno di parole, sentimenti, sogni in cui riconoscere parentele sorprendenti. In altre parole: un’autobiografia per interposta persona.

Lea Melandri è nata a Fusignano (Ravenna) nel 1941, vive a Milano dal 1967. Ha insegnato in vari ordini di scuole e nei corsi per adulti. Tiene attualmente corsi presso l’Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano, di cui è stata promotrice insieme ad altre fin dal 1987 e di cui oggi è presidente. Prende parte attiva al movimento delle donne negli anni ’70. Di questa ricerca sulla problematica dei sessi, che continua fino ad oggi, sono testimonianza le sue numerose pubblicazioni. Nel 2012 ha ricevuto dal Comune di Milano l’Ambrogino d’oro come “teorica femminista” con la seguente motivazione: «tra le maggiori teoriche italiane del femminismo: ha contribuito a fare della nostra città uno dei centri internazionali del pensiero sulle donne, animando il dibattito con scritti, incontri, iniziative culturali, civili, politiche».

Nov
10
ven
Presentazione di “Il Trasloco”
Nov 10@18:00–19:30
Presentazione di "Il Trasloco"

Venerdì 10 novembre ore 18.00

Presentazione di

“Il Trasloco”

di

Paola Dalla Valle

Sarà presente l’autrice

Introduce Antonella Cunico

Letture di Adriano Marcolini 

Musiche di Andrea Moroni

(Le officine del suono) 

Seguiranno gli interventi del pubblico 

 

“Claudia si sbottonò il vestito nero e lo lasciò cadere a terra. Ne avrebbe fatto stracci per spolverare: il tempo della vedovanza era finito. Indugiò davanti allo specchio e provò a riconoscersi.”

Claudia, la protagonista di questo Trasloco sia reale che metaforico, è una donna forte benché la vita l’abbia duramente messa alla prova e talvolta mostri delle fragilità. Ambientato tra Vicenza e Perugia negli anni Ottanta, il racconto asseconda il percorso di una memoria al contempo timorosa e ansiosa di riconciliarsi con un vissuto percepito come incompiuto. Descrizioni paesaggistiche e inserti storici, seminati qua e là quasi inavvertitamente, restituiscono nitidezza ai luoghi del ricordo e, in particolare, illustrano affettuosamente la città del Palladio, ritraendola com’era trent’anni fa.

Introduce Antonella Cunico. Letture di Adriano Marcolini, docente, attore e autore di teatro.

Musiche di Andrea Moroni, musicista de Le officine del suono, gruppo di musicisti e docenti che lavorano da tempo sulla storia del ‘900, elaborando percorsi musicali, storici e letterari. In questi ultimi anni hanno prodotto spettacoli e lezioni-concerto su momenti, personaggi, eventi che hanno caratterizzato la nostra storia recente.

Paola Dalla Valle, nata e cresciuta a Vicenza, scrive da sempre ma non ha mai pubblicato né partecipato a concorsi letterari fino a quest’anno, quando è stata selezionata tra i vincitori del concorso nazionale Racconti nella Rete 2017, organizzato dall’Associazione Culturale LuccAutori; il suo racconto La Classe sarà inserito in un’antologia edita da Nottetempo che uscirà a ottobre/novembre nelle librerie. Il Trasloco è il suo primo romanzo.

Nov
16
gio
Cineforum: Rosenstrasse di Margarethe von Trotta
Nov 16@19:00–21:15
Cineforum: Rosenstrasse di Margarethe von Trotta

Giovedì 16 novembre 2017 ore 19.00

Cineforum

“Registe dal mondo”

Rosenstrasse

di 

Margarethe von Trotta 

Lìbrati in collaborazione con l’Associazione Virginia Woolf organizza la proiezione del film Rosenstrasse. L’ingresso, gratuito, è riservato ai soci e alle socie dell’Associazione (la tessera associativa valida per il 2017 costa 5 euro).

Rosenstrasse è un film del 2003 diretto da Margarethe von Trotta, attrice regista e sceneggiatrice tedesca. Rosenstrasse è il nome di una strada di Berlino, dove nel 1943 centinaia di donne ariane manifestarono, protestando contro la deportazione dei loro mariti ebrei e riuscendo a farli liberare. Il film ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il premio come migliore interprete femminile a Katya Riemann, presso la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 2003 e il David di Donatello come Miglior film dell’Unione europea a Margarethe von Trotta.

Trama:

Ruth, una donna ebrea originaria di Berlino, è scampata da bambina all’olocausto ed è giunta negli Stati Uniti dopo la fine della guerra. I ricordi dell’infanzia sono troppo dolorosi per Ruth e, nel tempo, ha preferito rimuoverli. Così, quando, tanti anni dopo, rimane vedova e mostra avversione per il fidanzato non ebreo della figlia Hannah, a quest’ultima pare un atteggiamento irrazionale. Hannah, con l’aiuto della cugina della madre, comincia a ricostruire la storia della piccola Ruth e si reca in Germania ad intervistare Lena, la donna che la salvò. Attraverso i ricordi di Lena che partecipò alla protesta di Rosenstrasse, Hannah recupera la memoria del passato e, alla fine, può sposarsi con la benedizione della madre.

Nov
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ven
Donne e sciamanesimo
Nov 17@18:00–19:30
Donne e sciamanesimo

Venerdì 17 novembre 2017 ore 18.00

Donne e sciamanesimo

Un viaggio nella spiritualità femminile

oscurata dal patriarcato

con

Morena Luciani Russo

 

Come mai si parla sempre di streghe, maghe, guaritrici,medium, curandere e di sciamane raramente? E’ giusto far coincidere lo sciamanesimo con una struttura patriarcale della società?
Qual è stato il ruolo della donna nella preistoria? Perché la spiritualità femminile è stata oscurata dalla storia e dalle indagini antropologiche? Quali sono le funzioni sciamaniche che oggi le donne potrebbero recuperare? Attraverso una video-presentazione, Morena Luciani Russo,  ci guiderà in un percorso tra antropologia, arte e archeo-mitologia per mostrare come le donne siano state allontanate dalle loro innate doti spirituali e discutere delle implicazioni politiche e sociali che questo oscuramento della storia ha significato.
 
 
Morena Luciani Russo, presidente dell’associazione Laima e ideatrice della manifestazione Culture Indigene di Pace. E’  artista rituale, attivista spirituale e libera ricercatrice nel campo delle scienze sociali, con particolare attenzione al tema dello sciamanesimo e all’antropologia del sacro femminile. Tra le sue pubblicazioni, Donne Sciamane, Venexia, un’analisi di come le doti spirituali delle donne siano state oscurate dalla storia e dalla cultura patriarcale. Dal 2006 è allieva di Vicki Noble, organizza cerchi di donne, cerchi gilanici e ha elaborato un percorso dal titolo “Donne, Tamburi e Stati di Conoscenza Sciamanica” in cui insegna alcune pratiche spirituali fondate sull’uso del tamburo e dell’arte rituale come vie di impoteramento e liberazione del femminile.
Nov
18
sab
Autobiografia, scriviamo un racconto
Nov 18@10:00–Nov 19@18:00
Autobiografia, scriviamo un racconto

sabato 18 e domenica 19 novembre 2017
ore 10-13, 14-18

Scriviamo insieme un racconto…

Laboratorio di scrittura autobiografica

tenuto da

Barbara Buoso

 

Lìbrati in collaborazione con l’Associazione Virginia Woolf organizza un laboratorio di scrittura con parti teoriche e pratiche di scrittura di un racconto a sfondo autobiografico.

 

PROGRAMMA
– diradare la nebbia, ovvero chiarire l’idea iniziale
– partire sì, per arrivare dove?
– le coordinate fondamentali del proprio racconto
– lo sviluppo schematico della propria storia
– si inizia a scrivere…
– individuare le parole fondamentali per la propria storia, trovare la propria voce
– io come personaggio del mio racconto

 

tot. ore 16
costo totale 160,00 euro
(nel costo è inclusa la tessera dell’associazione Virginia Woolf 2017, tessera che garantisce il 5% di sconto su tutti i libri Lìbrati).
TERMINE ISCRIZIONI SABATO 11 NOVEMBRE
Per iscriversi inviare una mail con oggetto “Conferma partecipazione laboratorio di racconto autobiografico” a  libreriadelledonnepadovagmail.com.

 

Barbara Buoso, nata a Rovigo ne 1972, vive e lavora a Padova. Nel 1994 vince il premio promosso dal Parlamento Europeo sul tema I diritti, giusti, della famiglia; nel 1998 vince il premio Padus Amoenus, Città di Sissa, con il racconto Bulimia d’amore. Ha esordito col romanzo nel 2003 con Aspettami (Fabio Croce Editore); nel 2014 ha pubblicato, su segnalazione di Emma Dante, L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi); a maggio 2016 per la rassegna Derive, reading all’interno del Festival dei Matti torna ancora al racconto con due storie minime. In pubblicazione Falene, d’estate. Collabora con il blog Atti Impuri, on line i suoi racconti Mi dia del litio, La festa di Aulin, Áristos, ‘il migliore’, Àscara, Il girone degli smielatori. Vincitrice con il racconto “Nevicata” del primo concorso di racconti organizzato da Lìbrati in collaborazione con L’iguana editrice “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice. In pubblicazione la raccolta di racconti Espropriazioni. Docente della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

 

Nov
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Thé letterario “La signora Dalloway” di Virginia Woolf
Nov 21@17:00–18:00
Thé letterario "La signora Dalloway" di Virginia Woolf

Martedì 21 novembre dalle 17.00 alle 18.00

Thé letterario

“La signora Dalloway” 

di Virginia Woolf 

 

Introduzione a cura di

Ilaria Durigon

L’Associazione Virginia Woolf organizza un ciclo di incontri sui grandi romanzi della letteratura delle donne.
Il quarto incontro del nuovo Thé letterario sarà su “La signora Dalloway” di Virginia Woolf.

Un mercoledì di metà giugno del 1923, Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords, esce per comprare dei fiori per la festa, che la sera riunirà nella sua casa una variopinta galleria di personaggi. Tra gli altri: Peter Walsh, l’amante respinto, appena tornato dall’India, e l’amica tanto amata, più di ogni uomo, Sally Seton. Per le strade di Londra passeggia anche Septimus Warren Smith, il deuteragonista del romanzo. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. Clarissa ha cinquant’anni, è ricca. Septimus ne ha appena trenta, è povero e traumatizzato dall’esperienza feroce e violenta della guerra, in cui ha perduto non solo l’amico Evans, ma ogni pace. Eppure i due, senza mai incontrarsi, semplicemente sfiorando gli stessi luoghi, comunicano. Con sapienza straordinaria Virginia Woolf, giunta con questo al suo quarto romanzo, tesse il filo sottile di corrispondenze, echi, emozioni che creano un’opera di grande intensità. Dove un uomo e una donna sconosciuti l’uno all’altra sono accomunati dallo stesso amore e terrore della vita, che li porterà, nell’accettazione (femminile) o nel rifiuto (maschile), ad affermarne comunque l’inestimabile valore.

L’incontro, della durata di un’ora, sarà dedicato all’analisi del romanzo, sia dal punto di vista della storia raccontata che del modo in cui è stata scritta. Si analizzeranno lo stile, la struttura, i personaggi esaminando la scrittura dell’autrice in ogni suo aspetto.

L’incontro, del costo di 5 euro, è riservato ai soci Virginia Woolf (la cui tessera per il 2017 costa 5,00 euro).

Nov
24
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Così lontane, così vicine. Modelli femminili in epoca tardoantica e bizantina
Nov 24@18:00–19:30
Così lontane, così vicine. Modelli femminili in epoca tardoantica e bizantina

Venerdì 24 novembre alle ore 18:00

Così lontane, così vicine

Modelli femminili in epoca tardoantica e bizantina

A partire da Cinque sante bizantine. Storie di cortigiane, travestite, eremite, imperatrici a cura di Laura Franco

Sarà presente la curatrice

Interviene Maria Grazia Crepaldi

 

Lìbrati vi aspetta giovedì 24 novembre alle ore 18:00 per Così lontane, così vicine. Modelli femminili in epoca tardoantica e bizantina. La discussione muoverà dal libro Cinque sante bizantine. Storie di cortigiane, travestite, eremite, imperatrici (SE) a cura di Laura Franco.

Sarà presente Laura Franco, curatrice del volume. Interviene Maria Grazia Crepaldi.

Dalla quarta di copertina:

Nel Medioevo le Vite dei santi erano raccontate e continuamente rielaborate, arricchite ogni volta di dettagli nuovi e diversi, che diedero corpo a un gran numero di varianti della medesima storia. Alcune leggende agiografiche ebbero un’enorme diffusione, paragonabile a quella che oggi hanno i romanzi, o certe biografie romanzate. I cinque testi tradotti in questo volume sono molto diversi tra loro, sia per il registro linguistico sia perché appartengono a epoche differenti; li accomuna il fatto che le protagoniste sono donne e alcune di esse scelgono di travestirsi da monaco. Proprio in ragione di questa diversità possono offrire un quadro, naturalmente parziale, della santità femminile nel Medioevo greco e della varietà di tipologie che la caratterizza. Ecco allora Pelagia, prostituta convertita e poi redenta. Maria ed Eufrosine, entrambe orfane di madre, compiono la scelta di entrare in un monastero maschile travestendosi, l’una per non separarsi dal padre, l’altra per evitare il matrimonio. Teoctista, presa prigioniera dagli Arabi, riesce a sfuggire in modo rocambolesco ai suoi rapitori e diviene eremita su un’isola deserta. L’imperatrice Teodora, l’unico personaggio realmente esistito, si assicura la santità riabilitando il culto delle icone proibito dagli imperatori iconoclasti.

Laura Franco, bizantinista, consegue il dottorato alla University of London (Royal Holloway), collabora con l’Università di Cipro e insegna Paleografia greca presso l’Institute pf English Studies.

Maria Grazia Crepaldi, professoressa di Storia della filosofia tardoantica presso l’Università degli Studi di Padova. La sua attività di ricerca è volta ad approfondire il rapporto tra filosofia greca e pensiero giudaico-cristiano antico; in questo contesto, ha dedicato particolare attenzione alla recezione delle dottrine platoniche e aristoteliche nel giudaismo alessandrino e nella Patristica greca, e allo sviluppo del platonismo e dello stoicismo in età imperiale. Ha presentato relazioni sulle tematiche studiate in convegni svoltisi in Italia e in Francia. Nel corso degli anni la ricerca ha dato luogo alla pubblicazione di numerosi saggi concernenti la presenza della filosofia classica in Filone di Alessandria e nel pensiero cristiano antico di area greca, l’antropologia del platonismo pagano e cristiano di età imperiale, le modalità dell’inculturazione filosofica del messaggio cristiano.

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“Il femminismo che è stato la mia festa”: Annarosa Buttarelli
Nov 26@10:00–12:00
"Il femminismo che è stato la mia festa": Annarosa Buttarelli

Domenica 26 novembre ore 10.00

“Il femminismo che è stata la mia festa”

Domeniche di riflessione politica
discuteremo di

Sovrane 

 di Annarosa Buttarelli 

Sarà presente l’autrice

 

Lìbrati vi aspetta per il consueto appuntamento del gruppo di riflessione politica. Durante l’incontro discuteremo di Sovrane di Annarosa Buttarelli con l’autrice stessa che sarà presente in libreria.

Il patriarcato sembra ormai tramontare come forma di dominio sulla mente e sul corpo delle donne, che ovunque nel mondo fanno rete, inventano forme di lotta, denunciano prevaricazioni e violenze. Eppure le istituzioni politiche, culturali e religiose sono ancora largamente dominate da logiche monosessuate e da una misoginia spesso inconsapevole. Nessuna riforma istituzionale può essere efficace se non si realizza una convivenza nuova tra uomini e donne. Questa può nascere soltanto rivoluzionando il modo di intendere il concetto di sovranità, che deve essere radicalmente diverso da quello che ha orientato prima l’assolutismo monarchico, poi la democrazia rappresentativa e, infine, i tentativi di contenere la disgregazione degli stati-nazione.

In Sovrane, Annarosa Buttarelli interpreta pensieri, pratiche e politiche create da donne che nella storia hanno consolidato la propria autorità, basata sul principio ordinatore delle relazioni umane e regolata dalle leggi della vita più che dal diritto maschile, dalle gerarchie o dallo strapotere del denaro. Si compone così una galleria di ritratti brillanti, donne protagoniste che hanno indicato una via «differente» di fare politica e di governare. Da Elisabetta del Palatinato a Ildegarda di Bingen, da Elisabetta I a Cristina di Svezia, fino alle Preziose, dame dell’alta società francese che tra Seicento e Settecento sperimentarono un modello di socialità in cui, più che le armi o il censo, contava la finezza del pensiero e della condotta. Un modello in cui le donne potevano essere finalmente sovrane. Agli esempi illuminanti del passato si affiancano due esperienze contemporanee: le battaglie contrattuali delle operaie tessili di Brescia e l’amministrazione di Graziella Borsatti, sindaca di Ostiglia, due casi di possibili vie di fuga dall’ideologia della rappresentanza, dal prevalere della quantità sulla qualità, dal dominio della funzione manageriale e dell’organizzazione tecnocratica del lavoro. Nell’operato di queste donne coraggiose e consapevoli si distingue la potenza liberatrice dell’autorità, purché questa mantenga la sua radice femminile e il suo ambito sapienziale,e la libertà sia intesa come recupero della priorità politica ed esistenziale delle relazioni – la trama che sostiene le nostre vite. Perché solo l’autorità femminile può originare una pratica della sovranità capace di rigenerare le istituzioni pubbliche. E di governare il mondo senza appropriarsene.

Annarosa Buttarelli insegna Filosofia della storia all’Università di Verona e dal 1988 fa parte della Comunità filosofica Diotima. Impegnata da anni nel pensiero e nella politica della differenza, è autrice di numerosi saggi e curatele, tra cui DuemilaeunaDonne che cambiano l’Italia, (Pratiche 2000); Una filosofa innamorata. María Zambrano e i suoi insegnamenti (Bruno Mondadori 2004); Il pensiero dell’esperienza, con Federica Giardini (Baldini Castoldi Dalai 2008).

 

 

 

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Presentazione del Calendario ginergico 2018. Le Artiste
Nov 30@18:00–19:30
Presentazione del Calendario ginergico 2018. Le Artiste

Giovedì 30 novembre alle ore 18:00

Lìbrati in collaborazione con Il Tempio della Dea

Presentazione del Calendario Ginergico 2018. Le Artiste

a cura di Emiliana Losma

 

Reclamare il nostro Genio Creativo attraverso la Sorellanza Ispiratrice

 

Il Calendario Ginergico dedicato alle artiste è stato creato con l’obiettivo di ampliare e diversificare la conoscenza della presenza e dell’azione delle donne in campo artistico attraverso un semplice strumento di uso quotidiano.

Quando pensiamo al mondo dell’arte (pittura, scultura, design, illustrazione…), infatti, molto difficilmente vengono in mente donne. Magari una, forse qualcuna di più. Probabilmente avremmo difficoltà a elencarne più di una decina. Inoltre con la fin troppo abusata locuzione “arte al femminile” si falsifica la presenza delle donne nella storia dell’arte, creando un gruppo irreale.

Il Calendario è stato creato appunto per mostrare quante donne artiste sono esistite e quanto le produzioni siano differenti tra loro. 366 giorni, 366 artiste, 366 opere. Un’artista al giorno presentata attraverso una sua opera. Più di quaranta nazionalità per mostrare che le artiste hanno abitato ogni latitudine.

Al centro del Calendario Ginergico sta l’energia femminile, la ginergia appunto. Ginergia intesa come strumento di ispirazione e fonte di impoteramento. Il Calendario Ginergico dedicato alle artiste vuole aiutare le donne a richiamare/reclamare il proprio Genio Artistico per inventare nuovi modi di praticare Sorellanza Ispiratrice, Libertà e Coraggio Creativo.

Sarà presente Emiliana Losma, ideatrice e curatrice del Calendario ginergico.

Emiliana Losma, laureata in Scienze della Comunicazione, ricercatrice in storia del cinema muto italiano da oltre dieci anni si occupa di storia delle donne collaborando con archivi, biblioteche e centri di ricerca torinesi.